Nell'antico oriente, durante le cerimonie matrimoniali,
si usava recitare e musicare dialoghi d'amore in forma
poetica. Autentici canti beneaugurali. Alcuni dei quali,
tradizione vuole, derivassero da Re Salomone. La Sacra
Bibbia, in una delle sue parti pių intense e vibranti,
riporta quello che č definito il "Cantico dei Cantici".
Un dialogo di rara bellezza tra il Re e la sua sposa.
Tra Donna e Uomo. Pieno di pathos e passione. Un
grande amore terreno che supera la carne per arrivare a
simboleggiare l'ideale unione mistica tra tutti noi e Dio.
La versione rock del "Cantico" nasce anche per questo:
testimoniare e glorificare la parola del Signore.
Ci sono voluti tre lunghi anni di impegno creativo da
parte di Mauro Pertosa e Nicola Bortone e l'aiuto
fondamentale di circa 20 tra musicisti, coriste e tecnici
del suono, per arrivare a completare la prima parte di
questa mastodontica opera.
74 minuti di suoni "progressivi" con l'uso di tre lingue
(italiano, spagnolo, aramaico), e la presenza di decine di
strumenti. Quelli pių vicini al sentire rock, come la gamma
dei suoni chitarristici e molti oggetti musicali derivanti
dalla tradizione occidentale ed orientale (flauto, oboe,
cornamusa, maracas, mandolino, charango, arpa celtica, jambč,
darabuka, violino, bouzouki, leguetti, kembali, pianoforte,
clavicembalo, bonghi, doppio clarino egiziano). I due autori,
cosė, sono riusciti con rara determinazione, a consegnarci
un tessuto sonoro progressivo, arricchito da contributi rock,
riferimenti all'etno-music (specialmente quella riconducibile
al bacino del mediterraneo), influenze medioevali, presenze
psichedeliche, richiami folk e vibrazioni celtiche.
Un'opera unica che riteniamo sia destinata a diventare un vero
e proprio classico.
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