Gianni Milano è da considerarsi uno dei pochi poeti Beat italiani ancora in attività.
Forse, più giustamente, l'unico poeta psichedelico italiano.
Sessantenne torinese, buddista, pacifista,
dai primissimi anni sessanta in avanti ha denunciato con la sua poesia mistico-visionaria,
i mali che divorano la nostra società plastificata.
La sostanziale immoralità di questi tempi, segnati da violenza cieca, sradicamento della
memoria e disinteresse per ogni Credo.
"Uomo Nudo" è un lungo poemetto psichedelico scritto nel '66, rimasto inedito
per moltissimo
tempo e pubblicato per la prima e ultima volta nel 1974.
Nell'estate del '98, l'autore viene invitato dalla Toast a leggere integralmente
"Uomo Nudo"
davanti ai microfoni di uno studio di registrazione.
Quindici minuti di visioni allo stato puro.
Un salmodiare di colori e sensazioni dilatate ulteriormente dalla presenza di un loop sonoro
ricavato da un noto brano dei No Strange ("Vibrazioni Di Alghe Marine"), qui in
versione inedita.
Copertina curata da Marco Bailone,giovane promettente talento della grafica underground
italiana.
Per non lasciar cancellare dal tempo un capitolo importante (anche se non
"ufficiale"),
della cultura italiana del dopoguerra.