Un lungo viaggio alternativo
(Toast, 1985/2011, Meccano, 1979/2011, Punto Zero, 1990/2011)

testo curato e aggiornato da Red/flag.com, Torino, 25.12.08




La Toast é un processo mentale totale,
condotto attraverso mezzi sonori.

Abbiamo un potente mezzo di lotta,
la forza della ragione, con la
coerenza e la resistenza fisica e
morale che essa dà.
(Pier Paolo Pasolini)

Perchè la vita è sacra e ogni
momento è prezioso
(Jack Kerouac)

* 1979/1985: Meccano Records (le origini)

Come i ragazzi di oggi, anche quelli del '79 riempivano le cantine ed i
garage suonando. Centinaia di gruppi. Nomi esotici e sudore.
Testi in italiano: ironici, taglienti, dementi, provocatori.
Torino, Milano, Bologna, Firenze, Pordenone: piazze calde, dove le piccole
band crescevano libere ed autonome. Cani sciolti.
La Meccano nasce allora. A Torino: nota città laboratorio.
Tempi lontani, romantici. Quando il termine indipendente profumava di novità,
i punti vendita non sapevano che farsene di vinile underground e l'autogestione
era ancora per poco un metodo politicamente corretto per il controllo e la
gestione delle attività industriali nella Jugoslavia titoista.
I giornali specializzati erano infestati da gigantografie a colori di
Patti Smith e gli Area continuavano ad essere il massimo della nuova
espressione sonora italiana.
Il simbolo della Meccano era all'epoca una chiave inglese rosa:
la durezza delle periferie metropolitane ammorbidita da un tenue color
pastello. Il primo progetto discografico ("Bianca Surf", produzione Meccano,
stampa Italian Records), fu proprio figlio di quella periferia:
Johnson Righeira, mezzo punk, mezzo "tipo da spiaggia". Un buffo
alieno pieno di sogni e desideri, che a suo modo fece storia.
Subito dopo i Blind Alley. Uno scatenato trio capitanato da Gigi Restagno.
Dandy torinese con simpatie mod e dj radiofonico a tempo perso.
Il progetto, multiforme ed eccitante, abortì per cause naturali prima di
prendere il volo sul serio.
A questo punto la Meccano, per mantenersi viva e vegeta sterza verso il punk,
che in Italia iniziava a strillare.
Tra le varie produzioni degne di nota è bene ricordare il primo mitico album
dei Raw Power ("You Are The Victim"), biglietto da visita per scatenate
stagioni oltre oceano (leggendari i vari tours americani, suonando dal
Messico al Canadà, con gli Stati Uniti trafitti da costa a costa e
Jello Biafra come guida spirituale).
Il vinile dei romani Bloody Riot (l'album omonimo è anche da considerarsi il
primo lavoro indipendente uscito dalle viscere della Capitale).
Le due compilation "Raptus" (uniche a documentare con fedeltà assoluta tutte
le sfaccettature del movimento nascente), diventate da subito un cult nel
circuito punk internazionale. Il sette pollici "Torino è la mia città",
ruvido manifesto sonoro dei Rough, prima band skin italiana ad essere
pubblicata su disco. E per finire il 45 giri degli emiliani Stigmathe
("Lo Sguardo dei Morti") che doveva aprire la strada ad un'album rimasto
purtroppo inedito.

* 1980/1982: Costretti a sanguinare

La Meccano, astratta entità underground, si muoveva a vari livelli.
Producendo. Mantenendo contatti con l'esterno. Diffondendo materiale giusto.
Organizzando concerti. Rassegne volanti. "Come dei Cani",
"Punk's not Dead", "Costretti a Sanguinare". I luoghi dei "misfatti"?
Piccoli angoli rock torinesi in via di definizione.
Specialmente il "Fire". Dietro p.zza Statuto, nascosto in un
cortile. Luogo particolare ma a suo modo accogliente.
Con una vita bizzarra. Palestra di giorno, club di sera.
E il "Mexico", sperduto a Mirafiori Sud, all'ombra del
"disagio" dei quartieri dormitorio. Gestito allora da Massimo, detto
Bunny che fuggirà poco dopo verso la Spagna, alla ricerca di Movida
e forti emozioni. Le band? Spillettes, Blind Alley, Wursterl,
Fall Out, Blue Vomit, Zip, Spillettes, Rough, Bad Boys.
Live stracciati. Scatenati. Inventati.
Il pubblico? La scena locale, che fluttuava intorno al Bar
Roberto in Via Po. Alcune decine di ragazzi e ragazze
con attitudine di vario genere: punks,
wavers, proto/dark, skins, qualche "esteta" di
passaggio e alcuni freaks, svagati compagni di
viaggio alla ricerca di nuove future stabilità. Una piccola
tribù per una beata età dell'oro che finirà quasi subito.
Chi erano? Antisociale, Ursus, Elena,
Pingafloida, Nasty, Formaggino, Sette, Carlo,
tanto per citarne qualcuno. La
maggioranza tra i 18 e i 22 anni.
Da loro sarebbe derivato tutto, o quasi.
E non solo a Torino...

* 1983/1984: A proposito di Raptus

di indiscutibile importanza storica
(Luca Frazzi, "Guida al Punk italiano")

Nel 1983 Meccano produce "Raptus 1984", l'anno dopo
"Raptus, Negazione & Superamento" - due album
che furono allora e sono tutt'ora l'unica reale
fotografia del movimento punk italiano nel suo
momento di massima esplosione, politica e creativa.
Curate con la solità "schizzata" partecipazione
da Giulio Tedeschi, sono una carta planimetrica delle varie
sfaccettature dell'area punk delle origini:
punkrockers, hardcores, red/oi, anarcopunx.
Due compilation diventate da subito un cult nel circuito punk
internazionale. Il primo reale messaggio italiano fiondato verso
il mondo. Questo fu subito riconosciuto da "Maximum Rock'n'Roll"
bibbia americana del punk internazionale, da Jello Biafra,
indiscusso guru del punk senza frontiere e da tantissimi
altri sparsi in Occidente, negli allora paesi dell'Est
(Polonia in testa) e in Oriente.
Di Raptus si ricordano (oltre il messaggio prettamente musicale)
particolari estetici non trasurabili. Il vinile a colori (il rosa
shock di "1984" e il blu cobalto di "Negazione & Superamento").
Le copertine con le riproduzioni in rigoroso b&n di eventi
"catastrofici": un caseggiato intero colto mentre crolla per "1984",
un pallone pubblicitario della Good Year finito al suolo, tra asfalto
& macchine di passaggio per "Negazione". L'allegato a "Negazione":
un poster arancio fluoro, sparatissimo, che riporta dati informativi
e la riproduzione "sgranata" di un fotogramma di "Apocalipse Now"
(un Dennis Hopper solitario alle foci del Mekong, che scatta foto "a
vuoto" verso l'acqua).
Tutte immagini facilmente riconducibile ad uno stesso messaggio.
La distruzione traumatica di un mondo. Per far posto al nuovo.
Al diverso. Ma non in modo pacifico e pacificato come si sarebbe
supposto o sognato pochi anni prima. Ma in forma tellurica.
Esplosiva. Apocalittica. Quasi finale.

* 1985: Toast, buone nuove dal suono


il cuore pulsante del rock italiano
(Gianni Della Cioppa, Musicalnews.com)

l’indipendente delle indipendenti
(Barbara Santi, Rumore)

la storia del rock italiano passa
necessariamente dalla Toast Records
(www.kantieri.it)

Superati i traumi infantili nasce la Toast: è la primavera dell'85.
A Torino, in Via Duchessa Jolanda 7, a due passi da P.zza Statuto.
Una primavera mite dopo un inverno pieno di neve.
A Settembre il debutto con l'album in vinile color acqua dei
No Strange, band neo-psychedelica torinese che in pochissimo
tempo diventerà un cult nel circuito underground internazionale.
"Trasparenze & Suoni" (così era intitolato) fu presentato
ufficialmente durante il Meeting delle etichette indipendenti
di Firenze, arrivato quell'anno alla seconda edizione.

* 1985: a ruota libera

Momento fatale l'85 per il rock italiano. I Litfiba
sgambettano sempre più decisi. I Gang cercano di fare i duri.
I CCCP cesellano i loro voltafaccia futuri. In Toast si vive
giorno e notte. Una cascata di buona musica. Vorticosa.
In certi momenti l'80% dell'area alternativa. Centinaia di gruppi da allora
in avanti. Arrivando sino ad oggi. Molti prodotti, altri distribuiti.
Impossibile citarli tutti: Nabat, Fleurs Du Mal, Limbo, Settore Out,
Kenze Neke, Gang, Act, Mr.Jones, Screaming Floor, Snowdrops, Neon, Franti,
Underground Life, Party Kidz, Thelema, East Wall, Larsen, Laghi Secchi,
The Whippin'Post, CCCP, Kina, Anathema Sonic Truz, Difference, Ritmo Tribale,
Vetriolica, En Manque D'Autre, DHG, Sandro Oliva & The Blue Pampurio's,
Dirty Kids, Idiogen, Diathriba, Elicotteri, Pikes In Panic, Ossessione,
Incontrollabili Serpenti, Peter Sellers And The Hollywood Party, Afterhours,
Barbieri, Strike, Avvoltoi, Wells Fargo, Powerillusi, Figli Di Guttuso,
Polvere di Pinguino, Ain Soph, Francois & Le Coccinelle, Statuto, Eridania,
No Strange, Jet.sons, Eclissidra, Joes Garage, Agenzia Tormenti,
Art Of Waiting, Cosmonauta, Cavern, Truzzi Broders, Subterraneans,
Take To The Bottle, Traccia Mediterranea, Vegetable Man, Not Moving,
Boppin Kids, Cheap Wine, YoYoMundi, That's All Folks, Temple Of Venus,
Malindi Bangs, Dead Freaks Society, Altera, Le Scimmie e la Luna, Pranxter,
Temple Of Venus, Steve Sperguenzie & The Incredible Lysergic Ants,
Agua Calientes, Hush, IV luna, Volusgolia, Gruppo Spontaneo di Musica
Moderna, Il Pianto di Rachel Cattiva, Officine Aurora, Sungria,
Zerokelvin, Isola di Niente, Tito & Thee Brainsukers,
Marcello Capra, W.O.M.P, Scanferlato, Guignol...

* 1987: Minirec Studio, Torino (navigare tra i suoni)

Inizia nell'87, complice Marziano Fontana (che produrrà artisticamente
per Toast Records Carl Lee, Statuto, Difference e con Massimiliano Casacci i
Vegetable Men), la regolare collaborazione con il Minirec Studio di Luigi
"Gigi" Guerrieri: registrazioni, provini live, montaggi, masterizzazioni.
Una seconda casa: ore, settimane, mesi sepolti nella semioscurità.
Tantissimi gruppi (Statuto, No Strange, Agenzia Tormenti, Figli Di Guttuso,
Eridania, Barbieri, Fleurs Du Mal, Matka, Sciarada. Jet.sons,
Temple of Venus, Steve Sperguienzie & the Incredible Lysergic Ants,
Gruppo Spontaneo di Musica Moderna, Isola di Niente, Guignol,
Scanferlato, tanto per citarne qualcuno). Il montaggio di tutti i
Punto Zero. La masterizzazione digitale dei nostri lavori. Il mixaggio di
migliaia di ore registrate. Il travaso in digitale dell'archivio analogico
e cosa più importante, buoni consigli per navigare tra i suoni.

* 1988: Bom Shankar Evento (free festival ad uso privato)

Un vero e proprio Free Festival ad uso privato, quello noto come Bom Shankar
Evento: ispirato da Alberodimele e curato dalla Toast.
Una domenica di fine inverno (20 marzo), nella campagna circostante Torino
(un asilo semiabbandonato in zona La Loggia). Partecipano musicalmente:
No Strange, Peter Sellers, Afterhours e Vegetable Men.
Tutti, in quel momento, con forti attitudini acido/psichedeliche.
I suoni vengono registrati da un attrezzato studio mobile assemblato dalla
Toast, sotto la regia di Massimiliano (Max) Casacci.
Immagini a futura memoria curate da Massimo Setteducati.
Intorno a loro, oltre ai componenti dei vari gruppi, qualche accompagnatore
più o meno estemporaneo. Alcuni giornalisti. Dei dj's radio.
Un paio di fanzinari curiosissimi e due robusti roadies per caricare e
scaricare le strutture mobili. Una giornata fuori dal mondo, sotto un cielo
di piombo tipicamente stagionale, interrotto da sprazzi di sereno.
A tutt'oggi, buona parte delle registrazioni sono ancora inedite, esclusa la
suite dei No Strange "Vibrazioni di Alghe Marine" e un brano a testa dei
restanti tre gruppi (mixati da Massimiliano Casacci e pubblicati su "Oracolo").

* 1988/1993: Ricorda con Rabbia (archivi del beat italiano)


La Toast é la prima in Italia a ritenere opportuno ricercare nel vasto
patrimonio del Beat italiano anni '60 materiale sonoro da riproporre,
pubblicare e diffondere. Andando, come di consueto controcorrente, la Toast
solleva con questa decisione, un velo di omertà critica che dai primissimi
anni '70 avvolgeva questo argomento:
un impenetrabile disprezzo durato quasi vent'anni.
Ci voleva il solito incoscente coraggio della Toast per contrastare una moda
culturale che voleva a tutti i costi vedere il Beat come fenomeno ingenuo e
sicuramente poco creativo: più imitazione che ispirazione, senza nessuna
reale incidenza nelle nostre abitudini musicali. Da subito, la Toast si pone
il problema di smantellare questa massa informa di luoghi comuni.
Il Beat nazionale fu un fenomeno di forte presa creativa, molto originale,
con forti componenti culturali prettamente italiane (le vocalizzazioni in
sardo dei Barritas, le rivisatazioni da Pasolini di Chetro & Co. o le visioni
grafico/sonore delle Stelle di Mario Schifano, tanto per fare qualche esempio
agganciato, in un modo o in un altro, alla scena musicale).
Non dimenticando, anzi sottolineando, i readings di poesia e musica di poeti
coinvolti nel movimento, come Gianni Milano.
Le organizzazioni pacifiste o di protesta organizzata, come Onda Verde.
Riviste e fogli informativi come Mondo Beat e Urlo Beat.
Case editrici come la Pitecantropus. Esperienze comunitarie come la tendopoli
di Via Ripamonti a Milano (più nota come Barbonia City).
Il Beat italiano in realtà fu un fenomeno globale molto articolato e sotto
vari aspetti anche una precisa chiave di lettura per comprendere il terremoto
culturale e di costume che travolse (in senso positivo), le nuove generazioni
apparse da allora ad oggi.
La Toast, sempre interessata a far chiaro, ha ritenuto opportuno documentare
quel periodo facendo affiorare gli aspetti più stimolanti per mezzo del
doppio album "Oracolo" (1988, contenente una carrellata di suoni dal '65 in
avanti), "Ricorda Con Rabbia" (1989), "Fiori & Colori" (1993) e collaborando
anche a "Manifesto Beat", il volume enciclopedico sul Beat italiano, tutt'ora
unico nel suo genere, curato da Salvatore D'Urso (Ursus) nel 1992.
La strada era aperta e da quel momento non sono mancate ristampe, libri ed
analisi, in buona parte positive, di quel ormai lontano ma significativo e
fondamentale periodo.

* 1988: Oracolo (una voce dal deserto)

very great rare double LP
(www.popsike.com)

Mentre buona parte dell'Italia musicale era impegnata a ricercare il successo
a tutti i costi, Giulio Tedeschi, cura e monta in dodici mesi "Oracolo":
quattro facciate di documentazione sonora (da metà anni sessanta a fine
ottanta), una copertina multicolorata apribile disegnata da Ursus,
dettagliate note informative, una breve ma precisa antologia di poesia
underground ("Sierra Bonita") e una storia disegnata dallo psyco artista
milanese Matteo Guarnaccia dal titolo "Tocca la Terra".
"Oracolo" è da considerarsi un'opera unica, nata per ricordare e documentare;
pubblicata in sole 1000 copie è diventata da subito un cult per ricercatori
di cultura pop, amatori e fans di tutto il mondo.

* 1988: un assaggio di Toast

Sempre nell'88, la Toast, con la collaborazione delle Edizioni Progetto di
Vercelli pubblica "Un Assaggio di Toast", una trentina di pagine in carta
patinata che racchiudono una serie di foto a musicisti Toast:
scatti di Massimo Setteducati selezionati da Giulio Tedeschi.
Memorabili quelle che ritraggono i Peter Sellers.
Il lavoro viene presentato durante il Meeting delle etichette indipendenti
di Firenze di quell'anno. Una presentazione molto estemporanea, effettuata
tra una contestazione e l'altra al comitato organizzativo, ritenuto da molti
non in grado di gestire le nuove sfide che il mercato italiano richiedeva:
la Toast, chiaramente, era fuori dai cancelli.
Buona parte delle foto in questione verranno ripresentate una volta o l'altra
all'interno di una photo gallery inserita nel nostro sito.

* 1990/1998: Punto Zero (360 gradi di musica in tempo reale)

Nel '90 nasce "Punto Zero": il maggiore archivio di musica rock italiana.
Una banca dati (simile come ispirazione e metodo ai Dischi Del Sole
di passata memoria) che raccoglie in tempo reale suoni e stimoli creativi
della nostra scena musicale (Go Flamingo, Forbici di Manitù, Kickstart, Acth,
Effervescent Elephant, Vetriolica, Statuto, Incontrollabili Serpenti,
Sciacalli, Gang, YoYoMundi, Agenzia Tormenti, Ataraxia, Klasse Kriminale,
Paul Chain, Marlene Kuntz, Kirlian Camera, etc.).
La prima serie (foglio informativo più disco in vinile) termina nel 1996.
Risultato finale: 25 numeri, più di 200 gruppi presentati e migliaia di copie
vendute. Una chiusura forzata prodotta da una serie interminabile di eventi
negativi tra cui in primo luogo i costi di produzione in forte aumento e
sempre maggiori difficoltà a diffondere un supporto non digitale.
In pratica: vinile vergine sempre più caro, spese collegate alla stampa
del foglio informativo allegato in continuo rialzo, difficoltà a mantenere
la vendita al dettaglio sotto le ventimila lire (il prezzo "politico" era
uno dei cardini del progetto) e problemi collegati alla diffusione del disco
"tradizionale" all'interno del circuito commerciale impedirono di fatto la
continuazione dell'avventura "Punto Zero" che termina tra mille rimpianti
ed incertezze. Rimane sulla carta inevaso,un piano che avrebbe dovuto
riconvertire l'audiorivista al formato digitale e renderla quindi più
appetibile non ai suoi lettori/ascoltatori (conquistati alla causa da tempo)
ma ai nuovi arrivati.
In realtà "Punto Zero" non è morto.Ha frenato "dolcemente".
Sospeso tra terra & cielo come uno Zeppelin a riposo.
E da quella posizione attende. Dopo essersi ritagliato, a dispetto della
sua "apparente" assenza, un culto sotterraneo che rasenta la leggenda.
Specialmente fuori dai confini italiani. Europa continentale e Giappone.
In particolare

* 1994: un addio lungo una vita

Dopo aver stretto i denti per anni cercando di evitare lo strapotere digitale,
polemizzando sempre e comunque contro quei ridicoli, buffi, patetici oggettini
dal suono plastificato, anche la Toast deve cedere.
Nel Novembre 1994 viene pubblicato "3" l'album cd dei Fleurs Du Mal.
La bellissima (graficamente molto piacevole) pietra dello scandalo che darà
il via alla svolta digitale. La delusione è forte.
Impossibile girarsi indietro. Meglio ammettere le sconfitte e non rimanerne
travolti...

* 1996/1997: la svolta

Le esigenze cambiano in continuazione. Come i desideri.
Anche la Toast continua il suo stagionale mutamento di "pelle".
Tra il '96 ed il '97 il lavoro di produzione, dopo un '95 sotto tono,
cresce. In parallelo all'aumento di interesse riscontrato tra il
pubblico specializzato: "desiderio" questo, non soddisfatto certo dalle
majors che continuano ad essere imprigionate da una visione superata, datata
e sotto certi punti di vista, fortemente limitata e provinciale della musica
italiana. La Toast, facilitata dalla sua piccola ed elastica struttura,
affronta le nuove sfide, programmando nel '97 un lavoro di produzione
suddiviso per sottoetichette: contenitori dedicati ad un particolare genere
musicale o comunque ad una certa tendenza (con tutta l'elasticità del caso).
L'unico modo per razzionalizzare le proposte, facilitando possibilmente
anche le scelte della clientela. Nasce così la Toast Ganesh, votata ai suoni
di tendenza psichedelica (No Strange, Dead Freaks Society, Hush).
La Toast Tribù, diretta a ricercare proposte ruvide e garagiste
(Jet.sons, That's All Folks, Sinnerdolls). La Toast Musique specializzata in
suoni elettroacustici (Acustica, Paul Fava, Marcello Capra).
La Toast Italiana dedicata all'area del mediterraneo (Traccia Mediterranea,M.I.L).
La Toast Flowers per il beat/mod (Bag One). La Toast Gothic pronta a
recuperare onde New Wave/Dark (Alma Mater). Senza perder di vista la Toast
vera e propria che tra le altre cose pubblica la nuova prova live (in Olanda)
dei Fleurs Du Mal, i Cheap Wine e gli italo-spagnoli Los Hijos Del Viento.

* 1998: istante su istante

La Toast "gioca" a stupire. Le primissime settimane del nuovo anno
vengono utilizzate per progettare una nuova collana informativa:
la Toast Istante. Dedicata alla presentazione di progetti musicali "urgenti"
che hanno, per vari motivi, l'esigenza di uscire in tempi molto brevi
(al momento i torinesi Matka e i pescaresi Agua Calientes).
Altri progetti: la Toast Romantic interessata al prog e attivata con la
pubblicazione del minicd dei torinesi Sciarada e la Toast Free dedicata alle
proposte difficilmente etichettabili come i Figli di Guttuso, primo titolo
della collana. A Novembre la Toast partecipa a "Label It" a Modena e al
"Music Meeting" di Faenza. A Dicembre la Polygram viene assorbita dalla
Universal. Decine di gruppi italiani, convinti di
aver raggiunto il "paradiso" si trovano dal giorno alla notte senza casa.

* 1998: www.toastit.com

Impossibile fermarsi: per questo la Toast, dopo alcune stagioni con forti
incertezze telematiche, prende il volo anche su Internet.
Il sito, aggiornato quotidianamente e in continuo mutamento
contiene cataloghi, informazioni, archivi,
rassegne stampa, novità, foto. No MP3!

* 1999: poesia sonora

Inutile ricordarlo: la Toast é nata per sperimentare.
La nuova collana Kultur dedicata alla poesia, nasce in quest'ottica:
autori o persone di loro fiducia leggeranno testi ed interventi poetici.
Per stimolare, ricercare comunicare.
Primo titolo, "Uomo Nudo" di Gianni Milano.
Un lungo poemetto psichedelico letto dall'autore, scritto nel '66 e
pubblicato per la prima e ultima volta nel '74.
Sottofondo musicale, un loop tratto da una versione inedita di
"Vibrazioni Di Alghe Marine" dei No Strange.

* 1999: continua il "viaggio"

Mentre il mondo attende con il fiato sospeso la chiusura del secolo,
le bombe cadono su Belgrado, il Consorzio Musicisti Indipendenti chiude,
la RTI viene venduta alla Sony e Piero Pelù abbandona il progetto Litfiba,
la Toast continua senza colpo ferire la sua difficile ma eccitante strada,
compiendo venti anni (sommando il periodo Meccano).
Dopo gli Isola di Niente per Toast Free che aprono l'anno in bellezza,escono
Pranxter per Toast Tribù, Steve Sperguenzie & The Incredible Lysergic Ants
per Toast Flowers, Temple Of Venus per Toast Gothic, i Sonora (ex Fasten
Belt) per Toast Ganesh. Si progettano nuovi lavori discografici ed
interventi promozionali vari.

* 1999: Festa di Compleanno!

Festa dei vent'anni il 27 Novembre a Faenza. Un pomeriggio musicale
affollatissimo che viene utilizzato anche come apertura musicale del
MEI 1999. Sono presenti, radunati da tutti Italia, molti gruppi Toast Records:
Jet.sons, Hush, Steve Sperguenzie & The Incredible Lysergic Ants, Temple Of
Venus, e Matka. Una situazione tribal-musicale che avvia anche il "Madre Terra
Tour, 2000", che si svolge a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno.

* 1999/2000: salviamo il passato per conquistare il futuro

Non è il titolo di una pellicola minore giapponese.
In questi due anni la Toast ha cercato di "salvare" (senza riuscirci del
tutto) il patrimonio di master,
registrazioni prova e altro che riposano in archivio.
Trasformando migliaia di ore analogiche in suoni digitali.
Più ricerca che altro. Per riscoprire stimoli dimenticati, far affiorare
musiche perse, salvare dal tempo tiranno architetture sonore condannate
all'oblio. Mettendo in atto un viaggio dentro di noi.
Per mantenere in vita ricordi, sensazioni.
Gl'impalpabili sogni di migliaia di amici.
Una scheggia piccola ma significativa della storia culturale italiana del
dopoguerra. Sarebbe assurdo perderla per strada.

* 2000: affonda il ventesimo secolo

Le sfide continuano: l'anno parte come solito a tutto regime.
Nuove uscite e nuovi progetti. Escono i messinesi Noema con
"La Danza" (Toast Free), i torinesi Officine Aurora con
"Appunti per una Nuova Vita" (Toast Free), di nuovo i
Jet.sons in vesti italiane ("Aria Nuova" per Toast Tribù),
il bis dei Matka ("Zen n.3", Toast Free), i redivivi Nema
Problema ("Karma.net", Toast Free). Si "aprono" nuovi
progetti con i cuneesi Gruppo Spontaneo di Musica Moderna
("Gruppo Spontaneo di Musica Moderna", Toast Free) e Il
Pianto di Rachel Cattiva ("Sottobosco", Toast Tribù).

* 2000: Audiocoop

Marzo 2000, Faenza, Toast partecipa alla fondazione di
"Audiocoop", futuro punto d'incontro di tutte le realtà
produttive indipendenti italiane.
Ci crediamo...

* 2001: sapore di novità...

Moto perpetuo: Isola di Niente con "Angeli Mannari" (Toast Free)
aprono l'anno. Quasi in contemporanea debuttano per Toast Pop! i
punk-rockers torinesi Zerokelvin. Giovanissima band dalle
mille speranze. Altri progetti sono dietro l'angolo e spingono
per uscire alla ribalta...

* 2001: "Che Notte!" quella notte a Tavagnasco

Bello riunire di nuovo tutta la tribù musicale Toast.
L'occasione è stata la dodicesima edizione di Tavagnasco Rock.
Sino a notte fonda, domenica 22 aprile al Club Sport.
Fuori un cielo stellato e l'aria delle Alpi ad
eccitare la fantasia. I patecipanti: Gruppo Spontaneo di
Musica Moderna, Matka, Officine Aurora, Zerokelvin, Isola
di Niente. Tutti hanno lasciato un pezzetto di cuore a
Tavagnasco.

* 2001: ci mancava l'Opera Rock

Dopo tre anni di intenso lavoro creativo, Toast manda in
stampa il "Cantico dei Cantici, volume primo", una rock opera
che mette in musica una delle parti più intense e ispirate
della Bibbia. Il lavoro, firmato da Mauro Pertosa e Nicola
Bortone si è avvalso della collabozione di una ventina tra
musicisti, coriste e tecnici. 74 minuti di suoni "progressivi"
che rimbalzano tra rock, etno-music (specialmente quella
riferita al bacino del mediterraneo), influenze medioevali,
presenze psichedeliche, una certa tradizione celtica. Decine
gli strumenti usati: quelli più vicini alla tradizione rock
(in particolare tutta la gamma dei "suoni chitarristici") e
svariati oggetti musicali della tradizione occidentale e
orientale (flauto, oboe, cornamusa, maracas, mandolino,
charango, arpa celtica, jambè, darabuka, bouzouki, leguetti,
kembali, violino, pianoforte, clavicembalo, bonghi...).
Un'opera unica che riteniamo sia destinata a diventare un
vero e proprio classico.

* 2001: Premio Toast per MEI 2001

Strano, ma in Italia mancava un Premio dedicato alla musica strumentale.
Toast Records, con la preziosa collaborazione del MEI, ha chiuso
questo "buco nero" e per l'edizione 2001 del Meeting ha messo in atto
una selezione nazionale per ricercare e premiare Artisti che dedicano la
loro creatività a questo tipo di progetti.
Vincono i palermitani Flam&Co. che ritirano la Targa direttamente a Faenza,
durante il MEI, nella serata di sabato 27 novembre.
La giornata della premiazione si chiude con un loro bellissimo
concerto notturno, che durerà molto oltre la mezzanotte.
Per la gioia di tutti i presenti.


* 2002: bad vibes, good vibes...


Non sono momenti sereni. Siamo circondati da guerre mai dichiarate,
crisi in Borsa, scioperi generali, autoritarismo globale strisciante,
flop dei consumi e chissà quant'altro.
L'incorruttibile Toast continua la sua strada, spremendo energia e attivismo
operativo. Produzioni discografiche (Marcello Capra "Alchimie", Tito & Thee
Brainsuckers "Exorcismo Blanco", Karmablue "Erratico Estatico").
Produzioni artistiche (Scanferlato, al Minirec Studio di Torino in
Aprile e Guignol in autunno). Forti collaborazioni con
AudioCoop. Il tutto arricchito da varie operazioni "esterne":
con AICS per "Suoni da AudioCoop", con ARCI per la
Festa della Musica 2002, con l'associazione Imagine per tutte
le attività collegate ai Murazzi di Torino, con la livornese Ladymusic
Records per il festival estivo di Tirrenia, con Pegorock 2002,
con il MEI e con tantissime altre realtà sparse sul territorio...


* 2002: Toast incontra "Demo"


"Demo" nasce a inizio 2002. Lo curano due vecchie volpi della scena
musicale/televisiva/radiofonica/giornalistica italiana:
Michael Pergolani e Renato Marengo. Toast incontra "Demo" per mezzo
dei Livido, conosciuti grazie alla trasmissione. I Livido firmano un
contratto. Viene avvertita, come è giusto in quasti casi, la Rai nelle
persona degli autori della trasmissione. Subito dopo un incontro a Roma.
In quella occasione si parla di editoria indipendente e di AudioCoop.
AudioCoop qualche mese dopo, inizia ad appoggiare "Demo" riconoscendo a
Pergolani & Marengo un Premio Speciale per il complesso ma gratificante
lavoro intrapreso. Positivo no?


* 2002: con AudioCoop


Toast decide di compromettersi a fondo con AudioCoop,
il coordinamento delle etichette indipendenti italiane. In
che modo? Partecipando alle attività nazionali e locali
e arrivando al punto di "sacrificare" Giulio Tedeschi, label
manager dell'etichetta, imprestandolo momentaneamente
all'associazione. Tedeschi, sin dall'inizio nel comitato di
presidenza di AudioCoop, dal febbraio 2002 ricopre anche
la carica di referente AudioCoop in Piemonte e Val d'Aosta
e da fine 2002 viene destinato a seguire i progetti
speciali di AudioCoop nazionale.


* 2002: 6/13 ottobre, missione in Bosnia


Missione in Bosnia: in collaborazione con ARCI, Toast Records
invia a Bajna Luka i Tito & Thee Brainsukers che si scatenano in
alcuni club cittadini. Live decisamente infuocati. Uno di questi
registrato dalla televisione di stato bosniaca. Accoglienza
caldissima da parte dei ragazzi e un video collettivo
come testimonianza finale...


* 2002: MEI, Premio Toast, AudioCoop Fest e molto altro


Un MEI veramente frenetico quello del 2002. Molto movimento.
Aria nuova. Tantissimo pubblico. Un mare di incontri & di iniziative.
Il Premio Toast viene riconosciuto ai bolognesi Stereokimono. Nasce
Cortocircuito (la comunità dei punti radio televisivi indipendenti).
Si parla di MediaMusicaItalia, la distribuzione discografica
alternativa garantita da AudioCoop. Vengono premiati Pergolani & Marengo
per il lavoro che stanno conducendo in Rai per gli emergenti.
Sabato sera, dalla mezzanotte in avanti in un centro sociale vicinissimo
alla fiera Toast Records & AudioCoop organizzano una Festa notturna con
la partecipazione di tantissime realtà musicali italiane.
Si chiude all'alba...


* 2002: una nuova sfida


Affoga dietro l'orizzonte un'altro anno: mentre tutti, ma veramente
tutti sganciano, inseguendo regali, dolci, viaggi
e tanga rosso fuoco, Giulio Tedeschi per Toast Records
e AudioCoop lavora a testa bassa per costruire dal nulla
in pochi giorni, "Radio Pirata", la prima compilation del MEI.
Verrà distribuita in edicola allegata alla nuova
rivista musicale romana "Independent Music".
Un'altra sfida: affrontata e vinta.


* 2003: nel cuore di tenebre della musica indipedendente.


Independent Music nasce come progetto a metà 2002 dalla fervida
immaginazione di Giulio Monaco milanese trapiantato a Roma.
L'idea? Una rivista musicale formato tascabile
(un quadrotto multicolorato di 70/100 pagine) in allegato ad un cd.
Il tutto venduto in edicola al prezzo molto controllato di
08,50 euro. La collaborazione tra Independent Music, Toast Records,
M.E.I e AudioCoop si concretizza durante il Meeting faentino del
novembre 2002. L'operazione scatta quasi subito (fine dicembre)
e si sviluppa tra Torino e Roma, coinvolgendo una decina di label
indipendenti e tantissimi musicisti, manager e operatori del
settore. Il risultato finale è un'antologia sonora che spazia
tra i "soliti" noti (tra cui Subsonica e Afterhours), emergenti
(Perturbazione, Estra, Isola di Niente), storici (Claudio Rocchi e
Nada) e illustri inediti come Livido e Viamedina. Un gran bel risultato.
74 minuti di musica e 18 gruppi partecipanti. Un viaggio irripetibile
nel cuore di tenebre della musica indipendente italiana...


* 2003: Pasqua con Yatra.


Appena finita la girandola di presentazioni di "Radio Pirata" (nelle FNAC
di Milano e Verona, al "Posto" di Roma, alle "Scimmie" di Faenza, al
Transistor di Torino) scocca l'ora di un altro lavoro impegnativo e con il
tradizionale respiro nazionale. Anche questa volta è una compilation
dal titolo "Yatra". Curata da Michele Dotti di "Mani Tese", da Giordano
Sangiorgi e da Giulio Tedeschi con la
collaborazione di MEI, AudioCoop e la produzione di Toast Records. Un
lavoro costruito per segnalare il grave problema dello sfruttamento
del lavoro minorile nel mondo. A Yatra si aggregano molti progetti
sonori di rilievo (Jovanotti, Sepe, Gang, Stadio, YoYoMundi, Nomadi
e tanti altri). Un lavoro coraggioso e positivo che raccoglie
immediati consensi critici e di vendita.
Mentre in Iraq le bombe americane cadono su Baghdad.

* 2003: Scanferlato & Guignol...la musica sboccia.


Nonostante i venti di guerra per Toast è una primavera d'incanto.
Pubblica i minicd degli Scanferlato e dei Guignol
(ambedue di area milanese). Collabora alla nascita di
MediaMusicaItalia, la distribuzione indipendente per gli indipendenti.
Partecipa alla nona "Festa della Musica" organizzata a livello nazionale
da ARCI. Contribuisce al numero speciale di "Independent Music"
primavera-estate. Si mobilita per le elezioni SIAE di giugno,
appoggiando la presenza indipendente negli organi dirigenti
della Società italiana Autori.

* 2003: Marcello Capra alla convention A.D.G.P.A


Marcello Capra partecipa con un concerto-serminario ospitato
in una suggestiva struttura in vetro a ridosso della
Fortezza Firmafede alla prestigiosa X° convention A.D.G.P.A a
Sarzana (La Spezia) il 24 maggio.

* 2003: un'estate veramente "bollente".


Dicono che l'estate del 2003 sarà ricordata per la sua rovente presenza.
Per noi sarà indimenticabile. Non solo per le note ragioni climatiche, ma
anche per le tante attività affrontate.

* Prospettive a tempo indeterminato


Non tirarsi indietro mai. Non girare le spalle.

Oggi, a distanza di due generazioni dal Big Bang iniziale, la vita
continua. Come sempre. Senza compromessi. Lontani anni luce dagli
squallidi patteggiamenti con le majors. Liberi di sbagliare.
Pronti a conquistare nuovi territori: oscuri e sconosciuti.
Abbandonando al bordo della strada gli scarti che verranno poi
divorati dagli avvoltoi della grande industria, abituati a
nutrirsi di scorie. Avanti, per la vostra e nostra gioia.


PUNTO ZERO, L'AUDIORIVISTA