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WANTED PRIMO MAGGIO 2018: il programma

Logo WANTED PRIMO MAGGIO 2018: martedì 01.05.18, Hiroshima Mon Amour, Torino, entrata libera. Programma praticamente definitivo. Area Festival: Mirafiori Kidz, Powerillusi, PopForZombie, Luca Onyricon Giglio, Cri+Sara. Area “Live Talent”: da Torino Andrea Marzolla, da Salerno Cosmorama, da Savona, Diatomea. Area Reading: gli Autori, Bruno Rullo (Slam Italia), Helen Esther Nevola (CaleidoScoppio), Ivan Fassio (Spazio Parentesi), Marcello Canepa e Fabio Bosco. I Powerillusi avranno vari ospiti tra cui Antonella Bellan Koorina e Matteo Castellano. Mirafiori Kidz + Powerillusi interpreteranno insieme “Quella Rap”. Si attendono altre sorprese dell’ultimo minuto, musicali e “poetiche”. Entrata libera dalle ore 19,00. Possibilità di food & drinks.

Un CAMION di Poesia durante un umido mattino torinese

Non è consueto per un nutrito gruppo di veterani dell’underground italiano trovarsi di fronte ad una platea di giovanissimi, con la missione quasi impossibile di parlar di Poesia.
Qualcosa di simile è avvenuto nella mattina decisamente piovosa di giovedì 15 marzo 2018 presso l’austera Aula Magna dell’Istituto torinese Cairoli, durante la presentazione di CAMION, l’audio-rivista prodotta da Toast Records nota anche come La Voce della Poesia.
Presenti Bruno Rullo (Camion & Slam Italia), Enrico Mario Lazzarin (Camion & Associazione Culturale Due Fiumi), Vincenzo Reda, Giancarlo Pavanello (Camion & Dado Tutto Bianco) e i più giovani Salvatore Sblando (Periferia Letteraria), Luca Onyricon Giglio (Camion & Onyricon) e Nadia Sponzilli (unica rappresentante femminile dell’agguerrito gruppo di Poeti, Camion & Atelier della Luce).
Con loro, Giulio Tedeschi (Toast Records), ideatore del progetto CAMION, che ha fatto sgocciolare poche parole di cortesia ad inizio incontro.
Appuntamento, dicevamo, molto partecipato dai giovani presenti che hanno dato il loro favore, in particolare, a Bruno Rullo e a Nadia Sponzilli che hanno avuto la capacità di affrontare la platea con uno spirito tra il didattico e il teatrale, rendendo la materia trattata qualcosa di caldo & coinvolgente.
Il reading (perchè in fondo di reading si è trattato) è stato preceduto da una introduzione della professoressa Rosanna Scialdone e terminato dalla collega Angela Sanson che prima di chiudere ha dato il via a un dibattito, risultato molto interessante, tra studenti ed Autori.

La nuova canzone italiana a Torino anche con Toast Records

VEA

Domenica 11 febbraio si è svolta con successo la seconda edizione del Festival della canzone italiana di Torino. Più che un Festival, un (contro)Festival, che ha messo in pista anche quest’anno una strategica organizzazione antagonista.
Nata da una felice intuizione della coppia formata dall’artista Daria Spada & dall’intellettuale croato Maksim Cristan l’iniziativa ha ottenuto anche questa volta un meritato successo.
Notata dai media locali, ha raccolto un folto pubblico che si è riunito nel consueto cortile di via Mercanti. Come corollario: foto, immagini video e ragionato utilizzo dei social network.
Molti risultati positivi che premiano l’incoscienza degli ideatori, la buona volontà di un affiatato gruppo di lavoro e la voglia di comunicare, oltre ogni barriera.
Si sono esibiti: Piergiorgio Tedesco con “La canzone del Segaiolo”, Daniele Chiarella con “Autista GtT”, Faber Not con “Angela”, Mandela con “Cisty”, Vea con “Mobbing”, Protto con “Basta un colpo di pistola”, Nerè con “Parthenope”, con “La Mole di notte”, Andrea Marzolla con “Voglio fare una canzone commerciale”, Leonardo Gallato “Matinata”.
Vincitore del torneo canoro, Leonardo Gallato, che ha ottenuto le preferenze sia della Giuria di esperti (seconda Nenè) che di quella popolare (secondo Mandela).
Giuria al 2° Festival della Canzone Italiana di Torino: Maria Nicola, Sergio Martin, Bruno Panebarco (coordinatore), Guidobaldi Giulia. Video ufficiale a cura di Carlo Molinaro, della diretta Facebook Pierlorenzo Guglieri, scatti ufficiali la fotografa Doriana De Vecchi.
Toast Records, la decana della label indipendenti italiane, ha sostenuto e supportato la manifestazione.

CAMION l’audio-rivista di Toast Records presenta Vincenzo Reda

Rimarrà deluso chi si aspetta fuochi d’artificio e passaggi ad effetto da “Un Po’ Eta”, l’ultima raccolta (in ordine di tempo) del torinese, con radici calabresi, Vincenzo Reda.
In realtà, le quasi quaranta pagine color camoscio edite da Graphot ci consegnano testi che vanno a fondo nella sfuggente carne viva del privato. Solo minuscoli cedimenti ad un certo inatteso barocchismo rendono i versi a portata di mano. Quasi raggiungibili. Il messaggio? Una clandestina gioia nel poetare “E allora anarchica scorazza / L’immaginazione imbizzarita” e ancora “Dentro quei sordi silenzi / Compongo arzigogoli. / E felice mi scialo.”

“Un Po’ Eta” verrà presentato, a cura di CAMION, sabato 3 febbraio presso la Libreria AUT di Via Barbaroux 8, dalle ore 17,30. Presente l’Autore che leggerà alcuni passaggi dell’opera.
Giulio Tedeschi, Torino, 20.01.18, ore 15,50.

Premio Toast dedicato alla ricerca strumentale: 17.ma edizione

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Mantenendo intatta nel tempo la sua identità fortemente indipendente, il Premio Toast dedicato alla musica strumentale quest’anno ha raggiunto felicemente quota 17.
Nato nel 2001 in ambito M.E.I per volere di Giulio Tedeschi, nell’arco degli anni il riconoscimento ha ricoperto, senza esitazione, l’impegnativo ruolo di stimolo della creatività musicale italiana indirizzata verso la ricerca sonora, anche la più estrema, cercando di individuare, spesso con largo anticipo, le eccellenze (molte volte in ombra) che vengono regolarmente “seminate” su questo versante dalla scena nazionale.

Dopo la premiazione del vincitore del 2016 (l’album “Glasstress” di MCDM) effettuata il 5 dicembre 2017 a Torino, con la consegna da parte di Mauro Mao Gurlino nelle mani di Max Casacci della targa ricordo, ecco qui di seguito i finalisti dell’edizione 2017:

“Gli alchimisti del muto” colonna sonora inedita dell’omonimo documentario dedicato al registra Giovanni Pastrone e al fotografo Segundo de Chomon. Musiche di Luca Grossi.
“Musica per monorotaia” album inedito di Luca Onyricon Giglio.
“Superimposizione cosmica”, brano tratto dall’album “Aspettando il domani” (Atman Records) di Uniplux.

Premio Macchina Da Scrivere 2017: i risultati definitivi

Premio Macchina Da Scrivere 2017, quinta edizione. Quest’anno i volumi presi in esame sono stati svariati e tutti di elevata qualità. Si ringrazia la collaborazione dei molti Editori ed Autori che hanno contribuito con la loro presenza a rendere molto stimolante l’opera di selezione.

La quinta edizione si è conclusa con i seguenti risultati.
Categoria “Saggi” – “Orzorock XX” di Gabriele Finotti e Lorenzo Rai (Officine Guttenberg, 2017): per aver raccontato con leggerezza 20 anni alternativi.
Categoria “Autobiografie” – “Everybody want’s to know” di Maurizio Campisi (Area Pirata, 2017): per aver dimostrato che i sogni “adolescenti” non muoiono mai.
Categoria “Romanzi” – “Fame” di Angela Valcavi (Agenzia X, 2017): per aver trasformato l’antagonismo di una stagione in romanzo.
Categoria “Costume” – “Il mio amico Giorgio Gaber: tributo affettuoso a un uomo non superficiale” di Gian Piero Alloisio (Utet, 2017): per aver descritto un Artista partecipe del suo tempo.

https://www.facebook.com/premiodeipremi/

Premio Macchina Da Scrivere 2017: ultimi giorni prima dei risultati ufficiali

21105805_1417357105052648_2275699318131118849_nFase finale per la quinta edizione del Premio Macchina Da Scrivere. Quest’anno i volumi presi in esame sono stati molti e tutti di elevata qualità. I risultati ufficiali verranno notificati il 10 dicembre. In attesa, si ringrazia la collaborazione dei molti Editori ed Autori che hanno contribuito con la loro presenza a rendere molto stimolante l’opera di selezione.

Gli Altera festeggiano a Genova 20 anni di “arte” musicale

Altera
Correva l’anno 1996, l’undicesimo dell’era Toast Records. L’Italia musicale gemeva. Molte band interessanti uscite dall’obbligata “emergenza” degli anni ottanta erano state cooptate dalle Major. Mossa che aveva prodotto in più di uno brividi di entusiasmo. In realtà, come succede spesso da queste parti del mondo, le speranze naufragarono più veloci della luce lasciando dietro se una scia di artisti delusi, pietrificati nel loro orgoglio creativo, in preda a galoppanti esaurimenti nervosi.
Questo “casino totale” (per rubare il “titolo” a un noto scrittore noir italo-francese) è sempre stato un elemento stimolante per una realtà editoriale come Toast Records, da sempre rifugio sicuro per i peccatori del rock italiano.
Anche per questo, forse, nel delirio di quei lontani giorni, la soglia della label torinese fu attraversata da un giovanotto genovese che portava in dote un nuovo progetto, quello degli Altera. Il fantomatico cane sciolto aveva un nome e un cognome: Stefano Bruzzone.
Un quasi trentenne (si lamentava di essere troppo vecchio per avere successo) dalle idee chiare e con la voglia assoluta di spaccare.
In realtà Stefano, sotto la scorza da duro era ed è ancora un idealista imprestato alla musica e pensandoci bene l’idealismo non sempre armonizza con il business, ma si sposa perfettamente con Toast Records.
L’incontro produce una nuova amicizia e come effetto collaterale la prima cassetta ufficiale del gruppo, quella distribuita proprio da Toast Records nella primavera del 1997. Titolo, “Livida speranza”. Un vero manifesto programmatico. Dentro, in ordine sparso, alcuni degli hit undeground della band, tra cui Gilgamesh, Catodica, Sensi Spenti e l’ipnotica versione in salsa ligure della nota “Annarella” dei CCPP.
Oggi, come se gli anni non fossero passati ritroviamo Bruzzone, grazie a Dio, vivo e vegeto e con lui gli Altera. E sbeffeggiando il tempo che fugge il messaggio sempre verde sarà nuovamente rilanciato sabato 25 novembre in quel di Genova. Dal vivo. Toast Records supporta & appoggia!

La nuova edizione di “Essere indipendenti al Sud” a Salerno per il Fall Festival

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Il Fall Festival 2017 ospiterà la quarta edizione di “Essere indipendenti al Sud”, appuntamento di analisi ambientale che nasce nel 2008 da un’idea di Giulio Tedeschi con la denominazione di “Essere indipendenti nel Sud Italia”. Data di partenza il 26 luglio di quell’anno, presso il Teatro Umberto di Lamezia Terme, a margine del terzo DEMO Fest.
Nella prestigiosa location i relatori presenti furono Michael Pergolani e Renato Marengo per DEMO Rai, Max Maffia per Daybox Records e Giancarlo Passarella per Musicalnews. Coordinatore e moderatore, Giulio Tedeschi per Toast Records e AudioCoop. Tra gli interventi aggiuntivi, quello del cantautore Marco Saltatempo e di Luigi Maccarato per Demian Store.
Da subito l’iniziativa si dimostra di notevole interesse. Utile per effettuare un ragionamento in tempo reale sullo stato di salute della scena musicale indipendente nel Sud della penisola, solo apparentemente marginale.
La seconda edizione arriva dopo un intervallo di qualche anno e viene ospitata sabato 11 ottobre 2014 presso il Bar Verdi di Salerno, in occasione di “Attentato Alla Musica”, il noto Festival itinerante di Toast Records. Relatori: Giulio Tedeschi, Max Maffia per Mumble Rumble, Renato Marengo redattore di Classic Rock e il professor Lello Savonardo dell’Università Federico II di Napoli. Tra i vari interventi da ricordare anche quelli di Roberto Policastro del progetto XXXV, di Antonio Giordano della Compagnia Daltrocanto e di Dario Triestino della band “Il pozzo di San Patrizio”.
La successiva occasione di incontro si consuma, con intatto successo il 20 novembre 2016 presso il rock club salernitano “Mumble Rumble”, durante il primo Fall Festival. Moderatore Max Maffia, affiancato dall’immancabile Giulio Tedeschi. Tra le tante voci extra, quella di Alessandro Liccardo della Volcano Records, di Carlo Venezia della Desert Dagos e di Francesco Palumbo della Kingdom Music.
Arriviamo ad oggi. La quarta edizione si svolgerà sabato 25 novembre sempre in ambito Fall Festival, nuovamente nel cuore del rock club Mumble Rumble di Salerno. Si prospetta un caldissimo talk con svariati e diversificati interventi, tra cui quello di Luigi Nobile del MOA Museum Of Operation Avalanche.
Una nuova occasione per raccontare, senza censure, la scena culturale indipendente che si è sviluppata in modo esponenziale nel Sud Italia.

OFFICINE AURORA dal sonico al pop senza crisi esistenziali

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Officine Aurora nasce a fine anni novanta, in una Torino che sembra aver dato il meglio. Subsonica, emblema musicale della città, ha raggiunto livelli di notorietà inaspettata. Intorno, una nuova generazione di musicisti scalpita. Non avrà grandi fortune, peccato.
Officine Aurora all’alba del nuovo secolo riesce a stringere un solido patto con Toast Records debuttando con “Appunti per una vita” che raccoglie critiche incoraggianti. Qualcuno, intravede vicinanze con i Marlene Kuntz, ma è una perdonabile svista.
Passano le stagioni. Molti palchi, apparizioni al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, qualche comparsata in prestigiosi locali italiani. La proposta iniziale si arricchisce di spruzzi pop. Viene pubblicato “Carne”, album supportato da una serie di video immagini intriganti. A seguire, un singolo che recupera un bellissimo e quasi dimenticato brano dei Mattia Bazar, “Elettroshock”, che anticipa l’uscita di “In ritardo alla fine del mondo”, post-card digitale con 13 brani e un bonus cartaceo che telegraficamente ripercorre il percorso creativo della band.
Dopo un girotondo alla ricerca di luoghi creativamente stimolanti l’approdo presso gli studi Andromeda. Un lungo confronto con Max Casacci che prende a cuore il progetto producendo due singoli memorabili: “Anna in pianosequenza” e “Cobalto”. Ora scaricabili dalle consuete piattaforme digitali. In cantiere, un nuovo album, un tour, un video e molto altro ancora. Le Officine non chiudono per crisi.

https://itunes.apple.com/it/album/anna-in-pianosequenza-single/id1298602932