“Manifesto del Cantautorato Ligure” il testo ufficiale: TOAST Records sostiene!

ManifestoLIGURIA

Se la figura del cantautore negli ultimi decenni aveva
perso, almeno in ambito giovanile, molto del suo smalto
originale, da qualche stagione a questa parte il romantico
manipolatore di musica e parole è ritornato prepotentemente
alla ribalta, non solo nel circuito musicale ufficiale, ma
anche e in modo ancor più invasivo, in qell’area che una
volta si tendeva a definire indipendente.

I cantautori stanno riconquistando, stagione dopo stagione,
quello che avevano perso per strada. E se storicamente
la musica d’autore era quasi totalmente appannaggio dei
“maschietti”, ora, una effervescente onda femminile si è
messa in moto, apportando una sensibilità più acuta,
essenziale all’attuale rilancio del genere.

La Liguria, da sempre punto di riferimento per questa
tendenza creativa, è in prima fila nel recuperare e
aggiornare l’espressione cantautorale.

Non stupisce, quindi, che proprio da questa terra parta,
squillante, la proposta di un “Manifesto del Cantautorato
Ligure”, dal sapore solo apparentemente “antico”.

Nato da un seminale spunto di Christian Gullone il Manifesto
è stato lanciato durante un convegno/rassegna che si è
tenuto presso lo Spazio Calvino, ospitato dal Polo Universitario
di Imperia, nella serata di venerdì 16 maggio.

Il Manifesto composto a più voci partendo da uno spunto
iniziale dello stesso ideatore, Christian Gullone, ha
visto la collaborazione di Chiara Ragnini, Tomaso Chiarella,
Sergio Pennavaria, Geddo, Mladen, Mauro Vero, Subbuglio,
Larry Camarda, Ramon Gabardi, Efem System, Primula Nera.

La Toast Records appoggia l’iniziativa e supporterà, per
quello che potrà, eventuali sviluppi futuri.

Qui di seguito il testo del Manifesto che potrà arricchirsi
con ulteriori contributi.

MANIFESTO DEI CANTAUTORI LIGURI

• La Canzone è un universo parallelo dove ognuno può coesistere
con il cantautore.
• Fermare un pensiero più o meno complesso, fermare il tempo per
rendere immortale quel pensiero”. Sembrano parole grosse, ma il
risultato è quello … che lo sappiano in pochi oppure in molti,
che lo sappia solo tu, alla fine hai comunque reso immortale un
pensiero e un momento della tua vita. È una responsabilità che
dai a te stesso, una prova di coraggio a volte, un segno indelebile
del tuo passaggio. Scrivere testo e musica significa molto di più
di quello che l’industria musicale può far pensare, perché non è
importante se la tua canzone entrerà a far parte o meno di
quell’industria, ma è importante aver avuto l’impulso per
scrivere, quel fuoco dell’anima da far ardere per trasformarsi
in parole e note. Occorrono sensibilità, personalità e coraggio.
Occorre essere se stessi e riconoscersi sempre in ciò che si
scrive … perché quello che si scrive resta nella propria storia!
• Scrivere una canzone è come qualsiasi altro atto creativo, portare
fuori particelle di sintesi di quello che accade dentro. Il dentro è
un antro confuso, magmatico, stratificato di ricordi, emozioni,
paure, gioie e dolori, e una canzone mette fuori tutto questo come
fossero panni stesi. Le sfumature ovviamente sono cangianti,
talvolta erotiche, mortifere, allegre, spensierate, libere e volatili.
La produzione però è un atto di libertà. La libertà di raccontare
una particella della propria vita. La canzone richiede un processo
di cesellamento, taglio e cucito, e quando è fuori svolazza libera
come un qualsiasi altro segno. Ognuno è libero di conferirle il
proprio significato al di la’ di quello originario dell’autore.
Questa è la magia della musica. Essere un cantautore vuol
semplicemente dire cantare le proprie particelle di magia, belle
o brutte che siano.
• La canzone deve per sua natura essere autentica, e accogliere
nelle sue parole la vita la visione e la storia di chi la scrive
• la canzone deve essere un atto di esorcismo e portare al di fuori
del pensiero interiore la gioia liberatoria del suono
• la musica deve unire e non dividere, deve essere una via di
confronto e condivisione, di espressione e identificazione. Il
movimento autoriale in Liguria è più vivo che mai, con proposte
eterogenee, diversificate e facilmente identificabili: la musica
d’autore ha giusto bisogno di più spazio, nella nostra regione, e
solo insieme e uniti potremmo trovarlo, rimboccandoci le maniche
e lavorando in questa direzione con le nostre forze.
• Con le mie canzoni vi voglio raccontare di me. Della mia
dimensione di donna, di compagna, di persona ironica e tenace.
Sono tutti pezzettini della mia vita messi in musica e parole,
provando a raccontarli con il viso davanti allo specchio. Nelle mie
canzoni c’è tutto quello che sento, che respiro, che soffro e che
vivo, pronto per chi vorrà ascoltarlo.
• Scrivere canzoni è qualcosa di molto personale, di molto intimo.
Ci si sente nudi davanti ad un foglio e bisogna, o meglio si sente
la volontà e la voglia, di poter comunicare quello che si ha dentro.
Amore, odio, stato d’animo… Per quanto mi riguarda do molta
importanza alle parole, non riesco a trovare (o a trasmettere)
parole senza senso e che non arrivino. Credo che nella parola
italiana, ci siano delle bellezze che nelle altre lingue non si
hanno … Nelle canzoni di oggi, manca la poesia, la comunicazione,
il voler esprimere i propri sentimenti cercando la bellezza della
parola stessa.
• Essere cantautrice oggi è diverso da ieri, è una professione in
evoluzione, proprio come tutto quello che vive nell’era moderna.
Non basta più avere l’ispirazione, ora serve una vera intuizione!
Scrivere canzoni oggi ha una responsabilità che nel panorama
musicale odierno deve dare uno scossone… che sia una storia
vissuta in prima persona o solamente raccontata o immaginata,
deve suscitare nelle persone risi e pianti. Abbiamo un dono e per
la filosofia “fucsia” che mi rappresenta credo che sia importante
fare dei cantautori dei grandi declamatori di folla
• La musica per me è quella qualsiasi che qualsiasi bambino ami
ascoltare…perchè è da subito che un individuo percepisce ciò che
gli piace, ciò che lo emoziona, ciò che lo fa vibrare..Ho sempre
tenuto dentro dolce e forte l’emozione di quando mi trovavo nel
pavimento di casa a giocare con i 45 giri da infilare nel magico
mangiadischi..Poi senza sapere perchè arriva il momento di
scrivere le canzoni, di esternare quello che si vive con una
chitarra in mano. Le canzoni che mi piacciono di più sono quelle
che arrivano al cuore, sia che parlino di angoscia sia che parlino
d’amore..non bisogna dire e fare niente di particolare nella musica
d’autore oggi, credo che sia già importante esternare un mondo, il
proprio, al mondo intorno..ed è bello nutrirsi degli infiniti mondi
che si esternano a noi, regalandoci le musiche e le parole che noi
non avremmo mai potuto creare e scrivere, soltanto accogliere.
La musica che piace a me deve esprimere.
• Scrivere canzoni è una tra le varie stereotipie che manifestiamo
noi predatori di parole e circensi nel variopinto tendone del
sogno. Scrivere canzoni è una necessità, un momento fisiologico,
la voglia di fare all’ amore, scrivere canzoni è fare all’amore
con se stessi, quindi perchè non fare rientrare questa azione
comportamentale in quella che per tanti è masturbazione?
Scrivere canzoni significa abitare un mondo reale osservandone
un altro artificiale..noi cantautori non siamo altro che pescatori
di sogni che parlano di verità spesso occultate per un ridicolo
senso del pudore.
• Le parole ci piovono addosso ogni giorno; un’inflazione di
comunicazione che ormai produce solo convenzione o passaggio.
La parola è svalutata, svilita,gonfia e ubriaca. Donarle etica ed
estetica, soffiarvi senso e illuminarne sfondi è il gioco che la
rianima. La dimestichezza è la sfumatura del cantautore.
Eccoci:unico manifesto senza proclami, unico urlo articolato,
unico gioco che svela la gemma timida dell’ascolto e ultima stella
vicina
• In generale, la scuola italiana, che dovrebbe educare, formare e
infondere il senso civico nei giovani, tratta la Musica in maniera
molto approssimativa e non ha creato i presupposti per pensare
alla sua fondamentale azione propedeutica e culturale. In
un’epoca come quella odierna dove la crisi investe tutti i settori,
il ruolo della Musica sarebbe ancor più importante ma proprio a
causa dell’assenza di adeguate basi culturali, viene troppo spesso
poco considerata e le viene dato un posto ingiustamente
marginale.
• Per quel che riguarda le mie composizioni, essendo
principalmente di tipo strumentale, mi lascio guidare
dall’emozione che mi provoca il suono del mio strumento e
dall’armonia che riesco a creare quando ho tra le dita le corde
della mia chitarra. La musicalità che mi è stata regalata alla
nascita e la sensibilità, sicuramente non comune nei confronti di
questo grande linguaggio universale che è la Musica, hanno
accresciuto la mia ispirazione e il mio estro creativo nella
composizione
• La canzone è un momento di tutti, ogni persona può fare parte
della canzone, il cantautore è un traduttore un canalizzatore di
emozioni, non c’è un talento in lui c’è ascolto e sensibilità
• scrivo canzoni perché sento il bisogno quasi fisico di farlo,
perché le mie canzoni esprimono l’unica verità o le molte verità
di un anima disordinata, distratta e costantemente in bilico;
scrivo canzoni perché è l’unica maniera di descrivere quello che
ho dentro e che non so esprimere sinceramente con parole normali
Vorrei che le mie canzoni fossero un regalo unico, speciale,
prezioso per voi…una parte di mie emozioni destinata a chi sa
provare emozioni, ognuno in maniera diversa l’uno dall’altro …
Non mi interessa più suonare per essere al centro dell’attenzione
su un palco chilometri di distanza da voi e illuminato da luci che
non mi riscaldano… ma desidero invece che la luce illumini le
vostre facce, che mi faccia vedere i vostri occhi lucidi, i vostri
sguardi pieni della vostra emozione..tra una canzone e l’altra non
voglio applausi, ma silenzio, per ascoltare il battito del vostro
cuore, il vostro respiro… perché voi siete il vero spettacolo e non
io, voi siete la vita …
• Nello sconfortante quadro della crisi dell’industria discografica
e della contrazione degli spazi per la musica dal vivo, la canzone
d’autore oggi ha in realtà grandi opportunità. Con l’avvento della
rete l’artista ha finalmente la possibilità di un rapporto diretto,
non filtrato, con un pubblico potenzialmente infinito. E allora,
oggi più che mai, la parola d’ordine è “originalità”. Ma non basta
evitare di ricalcare i cliché dei mostri sacri del passato (imparane
la lezione non significa riproporne il linguaggio!) e rifuggire
dalle illusorie sirene commerciali. Fare canzone d’autore é in
realtà molto semplice: basta essere se stessi. Esserlo davvero,
senza condizionamenti, senza porsi il problema di come essere
graditi al pubblico, ma solo ponendosi quello di riuscire a
comunicargli quello che volgliamo esprimere di noi stessi, della
nostra emotività. Non c’è un tema. Il tema sono le nostre emozioni:
amore, odio, indignazione, rabbia, contemplazione. Il tema siamo
noi. Sarà il riscontro o meno del pubblico a stabilire se avevamo
cose preziose da tramettere. Le persone si emozionano per quanto
di emotivamente intrinseco, vero e originale giunge a loro, non
perché gli è stato sottoposto un ben confezionato prodotto
commerciale, un’emozione artificiale.
• Ritengo che, scrivere una canzone sia come, passatemi il termine,
defecare. Tutto quello di cui ti nutri, esce fuori, quando ti giunge
l’idea per una canzone, influenze musicali, parole, ritmi e
sonorità. Alcune volte ti sforzi, altre riesce tutto più facile. Più
ti nutri, e più produci. Naturalmente , bisogna essere portati alla
scrittura , perchè, per scrivere canzoni, non dovrebbero esserci
manuali o scuole, infatti è un gesto puramente artistico, ispirato
e, alcune volte, di mestiere.
• Una canzone è un anima a parte, oltre quella del cantautore, del
interprete, dell’ascoltatore, nasce e cresce nell’aria come un
bambino per poi iniziare a camminare da sola.
• La canzone d’autore è un intimità politica, un progresso di
intenzioni, dove ognuno può rendersi conto, contemplare, ridere,
piangere e sperare che ci sia ancora una canzone a illuminarne il
cammino.