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Toast Records nasce a Torino nel 1985, partendo da una precedente esperienza discografica, la punk label Meccano (1989), nota per aver lanciato svariati gruppi italiani di hard-core in giro per il mondo (i Raw Power in particolare). Obiettivo primario è produrre, promozionare e distribuire buona musica italiana, fuori dai soliti limiti di genere e con l’intenzione, dichiarata, di superare i soffocanti e provinciali confini nazionali.

La sua intensa attività di talent-scouting ha fruttato nell’arco del tempo, la scoperta di una moltitudine di progetti e artisti (tra cui gli Afterhours di Manuel Agnelli, gli Statuto, Max Casacci), supportando band come Marlene Kuntz e Yo Yo Mundi e incoraggiando la crescita di una nutrita schiera di realtà territoriali, solo apparentemente minori.

La Toast Records, per scelta ed attitudine, ha sempre evitato la collaborazione con entità produttive Major, non ritenute idonee al tipo di ricerca creativa portata avanti dalla label.

L’IVA (imposta sul valore aggiunto) grava del 4% sull’editoria e del 22% sulle
opere grafiche, pittoriche e scultoree, con una variante cosiddetta “regime del
margine” che applica l’IVA solo sulla differenza tra prezzo di vendita e costo
d’acquisto maggiorato dei costi di riparazione ed accessori, e sui supporti
musicali CD, DVD e Vinili.
Una tale differenza di trattamento fiscale (18 punti percentuali, una enormità)
tra editoria e musica, non ha nessuna giustificazione. Sarebbe ora, cogliendo
l’occasione dell’attuale crisi collegata alla pandemia, di parificare l’aliquota
IVA al 4% (o meno) tra editoria e musica, incentivando cosi'(tra i tanti benifici)
anche la produzione, la distribuzione e la vendita dei CD / DVD / Vinili e
sollevando in parte molte tra le problematiche che zavorrano, da tempo, tutto il
settore specifico.
Ci auguriamo che il legislatore preposto possa porsi il probema e vada a risolvere,
con il contributo attivo di tutte le parti in gioco, il problema.

Rob

Basta una piccola distrazione e ti ritrovi un batterista dal profumo new-wave trasformato in un cantautore. Una metamorfosi che intriga. Parliamo di Rob (ex batterista della band indipendente LucirosseAllinclusive). Ha debuttato discograficamente a inizio 2020 con un album in “solo” prodotto artisticamente da Enrico Fornatto, appoggiato da Toast Records e disponibile da subito sulle maggiori piattaforme digitali internazionali. Dal gennaio 2021 distribuito e prodotto da Toast Records anche in formato CD. In copertina l’intensa opera dell’artista torinese Luisa Piglione.  Titolo dell’album semplicemente “Rob”: dieci tracce sonore più un brano fantasma. Roberto ha voluto, con molto coraggio e decisione, seguire un suo percorso originale, senza cadere nelle facili trappole del già sentito. Un intrigante percorso sonoro senza nulla di scontato. On line tre clip. Singolo in circolazione: “Tutto può cambiare”. Oggi Rob, l’ex ragazzo fanatico dei Police, non sembra sazio: in lavorazione un nuovo album, prodotto artisticamente sempre da Enrico Fornatto.

Sul numero datato Maggio 2021 della rivista statunitense “Rock and Blues International” sono apparse due pagine dedicate a Toast Records e all’album “Blues City Inferno Blues” a firma del saggista e radio DJ Edoardo Fassio.

To7Antinucci-001

Venerdì 27 marzo, nell’inserto settimanale TO7 del quotidiano La Stampa è uscita una recensione (a firma di Christian Amadeo), dell’album “Piazza Solferino” (Toast Records) del cantautore tornese Luigi Antinucci.

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2021, 36.mo anno dell’era Toast Records. In attività dal 1985, la label torinese apre il nuovo anno, a dispetto di tutti i problemi che travagliano il “mondo”, con una serie di stimolanti proposte discografiche e culturali, sempre rivolte verso la cultura indipendente italiana. Ristampe e novità discografiche in prima linea. Tra le prossime uscite, due progetti su vinile: l’album del cantautore torinese Luigi Antinucci, “Piazza Solferino” e l’album raccolta degli Aquael “Anthology”. A cui si aggiungerà, la diffusione in edizione limitata dell’album “Rob” (dell’artista torinese Roberto Spiga) e una rinnovata collaborazione con il musicista Luca Vinciguerra, più noto come Steve Sperguenzie. Ma altri progetti sono in laboratorio. In uscita a fine febbraio di “Blues City, Inferno Rock” la raccolta su CD delle migliore proposte blues italiane.

BluesCityCopertina

“Blues City Inferno Blues” (Album, Toast Records) la fotografia sonora del blues italiano contemporaneo è pronta ai nastri di partenza. Chiusura dopo oltre un anno di lavoro, negli studi Antinucci di Moncalieri (To),nella giornata di domenica 4 ottobre. Montaggio definitivo & masterizzazione a cura di Luigi Antinucci & Giulio Tedeschi. Tra i nomi presenti nella raccolta, Luigi Tempera, a cui è dedicato l’album, i romani Fleurs du Mal, il chitarrista Marco Roagna, il blues-man Daio Lombardo e molti altri. Copertina di Mirco Petrossi.

LocandinaRadio
Il 13 gennaio 2021 a Radio Reporter Torino e’ tornata in pista la decana delle label underground italiane, con lo speciale “Toast Records 2021, ritorno al futuro”, selezione di materiali indipendenti a cura di Giulio Tedeschi e la conduzione di Luigi Antinucci. Ospite, Sergio Cippo di Queen Music. Tra le tante proposte sonore anche i Tetes de Bois con “Pezzi di Cielo”, gli YoYoMundi con “Fosbury”, Rob con “Mani”, i Fratelli Tabasco con “Radioactive Mama”, Lello Savonardo con “Bit Generation”, Denis Dumi & Paonessa con “Toast Blues”, Boom Boom Becket con “Calypso atiurna la cioca”, Luciano Lo Casto con “A Sud”, Trenincorsa con “Verso casa”, Giacomo Aime & Paolo Milano con “Avercela con te”. Per la poesia, Bruno Rullo con “XX Granello di rabbia” e Mauro Macario con “Pioggia su Big Sur”. Tutta la trasmissione riascoltabile sabato 16, sempre dalle 21 alle 23, su Fm e Online. Foto in studio, di Sergio Cippo.

Guido Toffoletti

Guido Toffoletti

Lunedì 12 ottobre dagli studi di Radio Reporter Torino, buone vibrazioni blues sono state diffuse verso il cielo. Ai microfoni, Giulio Tedeschi & Luigi Antinucci a presentare “Blues City Inferno Blues” in uscita per Toast Records, la decana delle under-label italiane.

La raccolta, dedicata a Luigi Tempera, è stata trasmessa e commentata tutta. In aggiunta agli undici brani che la compongono, anche “Hard Times” dei Fleurs du Mal, “Un treno corre forte” di Giacomo Aime e “Roxy Blues” del chitarrista torinese Marcello Capra.

Non poteva mancare una veloce carrellata sul blues delle origini, “to have the blues”, la penetrazioni
del Blues in talia (dal secondo dopoguerra in avanti) e alcuni dei musicisti di spicco, Treves, Marton, Ciotti. Toffoletti e il già citato Tempera.

Poeti a Radio Reporter

Poeti a Radio Reporter


Stupisce la vitalità della Toast Records. In una Italia culturalmente silenziosa e musicalmente massificata, la storica label continua a mettere in pista nuove produzioni ed iniziative, fedele alle sue spavalde origini punk di fine anni settanta, quando era nota come Meccano.
L’ultimo strategico evento in ordine di tempo organizzato da Toast è la due giorni radiofonica intitolata “Il Paradiso Può Attendere” con il supporto di Radio Reporter Torino (nella persona del suo direttore artistico Luigi Antinucci) e della trasmissione “Io Robinson”.
Protagonisti delle serate (28 e 29 settembre), davanti ai microfoni caldissimi dell’emittente subalpina, un nutrito manipolo di agitatori delle scena culturale underground torinese.
Lunedì 28, negli studi di Reporter erano presenti, Sergio Cippo del torinese “spaccio” musicale Queen Music e il cantautore Rob (al secolo Roberto Spiga). Alla regia, Luigi Antinucci e a dirigere il traffico, Giulio Tedeschi (label manager di Toast Records).
Partenza con gli esotici e contaminati suoni proposti dai francesi Lazul! a cui sono seguiti i piemontesi Gospel Book Revised con “Tall Tree” e una serie di brani (“La parole fine”, “Tutto può cambiare”, “Mani” e “Grafite”) tratti dall’album “Rob” (Toast Records) e intervallati da brandelli di intervista all’autore.
Si è continuato con “Finalmente”, song del progetto di Cristina Chiappani & Antonello Rasi, La Madre (dal singolo omonimo su Toast Records); “Il Tempo Passa”, del cantautore napoletano Lello Savonardo (dall’album “Bit Generation”); il torinese Alex D’herin con “Le stagioni che saprai aspettare” e il milanese Emanuele De Francesco con “In silenzio”.
Chiusura dedicata a “Piazza Solferino” (Toast Records), album di Luigi Antinucci, da cui sono stati tratti, “Emozioni”, “Cow-Boy, “Robinson” e “Rosa dei Venti”.
Martedì 29: dopo un assaggio collettivo di limoncello nella sala riunione, il reading organizzato con la collaborazione di Camion Press e dedicato ai dieci anni del movimento internazionale ideato da Michael Rothenberg e Terri Carrion, noto come “100mila Poeti per il Cambiamento” “100 Thousand Poets For Change” prende il via con “C’è chi vive il blues” della band romana di Stefano Demartini, i Fleurs du Mal (dall’album “3”, Toast Records).
Ma è Salvatore Sblando, di “Periferia Letteraria”, che rompendo coraggiosamente il ghiaccio presenta un suo testo e successivamente un ricordo del compianto Ivan Fassio. A cui segue una composizione pre-registrata di Helen Esther Nevola del collettivo artistico CaleidoScoppio.
Breve intervallo musicale con “La commedia della vita” dei Proclama di Giorgio Giardina (dal singolo omonimo su Toast Records) e il microfono passa a Bruno Rullo, coordinatore di Slam Italia, che propone due suoi testi, tra cui la nota “Se fossi un Dio”, a suo tempo presentata dal vivo sul palco di Hiroshima durante una passata edizione di Wanted Primo Maggio, la kermesse musicale dedicata alla Festa del Lavoro.
Altro brano musicale, “Ridi”, della Banda Elastica Pellizza (dal minicd “Goganga”, Toast Records). Segue Nadia Sponzilli dell’Atelier della Luce che interpreta due suoi componimenti, a cui vengono agganciati i Trenincorsa con “La Girandula (non è un reggae)”, brano tratto dall’album “Verso Casa” (Toast Records).
Senza un attimo di tregua, continua Mauro Macario, con la sua bellissima “Pioggia a Big Sur” (pre-registrata), a cui segue Maak con “Il mondo che non c’è” (dall’album “Schiaccio Play”) ed Enrico Mario Lazzarin (della “Due Fiumi”) con tre testi che usciranno prossimamente sulla raccolta “Finestre, papaveri, cortili e code di lucertola”.
Continua la maratona, il musicista e poeta Giacomo Aime che fuori programma presenta il nuovissimo album firmato con Paolo Milano, intitolato “Mare fragile”, da cui vengono tratti l’omonimo brano, e a seguire, “A volte” e “Un treno corre forte”. Aime chiude con una poesia blues (come giustamente la definisce l’autore) intitolata “Pitbull”. Una sferzata in pieno volto, prima della buonanotte.