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Toast Records nasce a Torino nel 1985, partendo da una precedente esperienza discografica, la punk label Meccano (1989), nota per aver lanciato svariati gruppi italiani di hard-core in giro per il mondo (i Raw Power in particolare). Obiettivo primario è produrre, promozionare e distribuire buona musica italiana, fuori dai soliti limiti di genere e con l’intenzione, dichiarata, di superare i soffocanti e provinciali confini nazionali.

La sua intensa attività di talent-scouting ha fruttato nell’arco del tempo, la scoperta di una moltitudine di progetti e artisti (tra cui gli Afterhours di Manuel Agnelli, gli Statuto, Max Casacci), supportando band come Marlene Kuntz e Yo Yo Mundi e incoraggiando la crescita di una nutrita schiera di realtà territoriali, solo apparentemente minori.

La Toast Records, per scelta ed attitudine, ha sempre evitato la collaborazione con entità produttive Major, non ritenute idonee al tipo di ricerca creativa portata avanti dalla label.

Assenti dalle esibizioni live da fine 2019, causa pandemia, le Officine Aurora non hanno perso tempo. Negli ultimi mesi hanno definito in studio gli otto brani che faranno parte del loro nuovo album in uscita per Toast Records. Per definire gli ultimi particolari, i tre componenti della sonic band (Andrea Muzio, Massimiliano Supporta e Luca Giovanni Torchio) hanno incontrato nel tardo pomeriggio di lunedì 24 marzo il label manager di Toast per consumare uno sfizioso aperitivo presso il torinese Cafè Paris di via Garibaldi angolo Piazza Statuto. Gli Officine Aurora hanno definito gli ultimi particolari legati alla pubblicazione di “Fino a qui tutto bene”, così si intitolerà la nuova prova che li riporta alla discografia dopo sei anni di assenza dedicata solo al fronte concerti.

Proponiamo un testo firmato da Giulio Tedeschi e

pubblicato nel 2013 su Facebook. Ben poco è mutato in qusto non breve

arco di tempo, nonostante gli anni e il recente trauma pandemico.

Riteniamo valga la pena riproporlo in questa sede.

Facciamo il punto. Le Major in Italia non riescono ad operare in modo adeguato. Si riducono a utilizzare talent-show, festival di San Remo e poco altro. Le case minori (quelle che venivano definite indipendenti), hanno raramente la forza finanziaria e organizzativa per imporre un prodotto nel circuito nazionale. Preso atto di questa situazione, non dobbiamo (per reazione), prestare ascolto ai cattivi maestri che si nascondono in settori marginali del business musicale italiano che invano predicano il superamento delle case discografiche, incolpando lo strapotere della rete; gli “impietosi” tempi moderni; la crisi irreversibile del supporto fonografico. Seguire il canto di queste sirene produce immobilismo; scarsa qualità generale; proposte inadeguate che intasano la scena senza apportare beneficio; arretramento del mercato e di conseguenza mancato sviluppo del pubblico che il mercato dovrebbe sostenere.

Che fare?

1) Evitare di credere che l’autoproduzione esecutiva sia la via più sicura per farsi largo nell’immenso bacino degli emergenti. E’ solo una possibilità per iniziare la scalata. Un piccolo biglietto da visita per farsi notare.

2) Evitare di credere che una registrazione casalinga possa essere uguale, se non migliore, di una effettuata in uno studio professionale.

3) Evitare di credere che un produttore artistico possa essere sostituito da un pur bravo fonico di fiducia o ancora peggio dalla buona volontà dei singoli musicisti.

4) Evitare di credere che un servizio fotografico promozionale possa essere risolto da quattro scatti fatti con l’ultimo portatile super accessoriato.

5) Evitate di credere che essere iscritti alla SIAE sia una perdita di tempo, o ancora peggio, di denaro (i diritti d’autore sono da tutelare, sempre).

6) Evitate di credere che una etichetta discografica, sia pur piccola, possa essere sostituita facilmente da un qualsiasi ufficio stampa (anche perchè l’etichetta discografica dovrebbe investire sul progetto creativo, l’ufficio stampa vive con il denaro del progetto creativo).

7) Evitare di cadere nella trappola che una label, sia pur piccola, possa essere bypassata con un simpatico profilo su Facebook o da dieci brani caricati su una piattaforma digitale qualsiasi.

8) Evitare di ritenere veritiere le classifiche di vendita o di ascolti. Le classifiche sono cose serie, ma rischiano di diventare poco credibili, visto che per l’area musicale non ci sono organi super partes che controllano a) la serietà dei soggetti che mettono in atto tali analisi b) i metodi di rilevamento da loro utilizzati c) i parametri che vengono utilizzati per ottenere i risultati finali.

9) Evitare di credere che una manciata di belle recensioni possano cambiare la vostra vita artistica. In realtà, oggi come oggi, quelle recensioni rischiano di essere lette solo da voi e dai vostri amici.In pratica: non perdetevi. Tenete a debita distanza coloro che titillano il vostro ego “mostruoso”, facendovi supporre che la chiave del successo sia solo nelle vostre mani. In realtà voi dovreste mettere la creatività, altri (quelli giusti) aggiungere il resto per amplificare il messaggio e aggredire il mercato.

Ricordatevi, non siete gli invincibili protagonisti di una saga fantasy inedita. Uscite dall’enorme parcheggio di talenti mummificati dove vi hanno imprigionato con consigli viziati e indicazioni improvvisate. Seguite in libertà la vostra arte e se proprio volete tentare di sfruttare la vostra creatività (scelta non obbligatoria) cercate di riporre ascolto e fiducia nei fatti, cercando di trovare collaborazione ed appoggio presso strutture serie, che possano amplificare il vostro messaggio (se di qualità). E ricordatevi sempre che gli obiettivi non si raggiungono mai troppo facilmente. Non aspettatevi miracoli per favore. Non sono nostra competenza.

Giulio Tedeschi, Torino, mercoledì 7 novembre 2013, ore 15,35

“Blues City Inferno Blues”, album prodotto da Giulio Tedeschi & Daniele Boretto per Toast Records, presenta undici tracce di blues contemporaneo, raccogliendo l’eredità di un album in vinile pubblicato da Toast Records nel lontano 1989 (per l’appunto,intitolato “Blues City”). La nuova raccolta si apre con una traccia del bluesman torinese Luigi Tempera (a cui è dedicato, in memoria,il lavoro), a cui segue una song dei Boogie Bombers (non a caso allievi di Tempera), attualmente sul mercato con il loro debutto discografico, prodotto dopo il tour americano che hanno affrontato con successo ad inizio 2020. Presenti, tra gli altri, anche due navigati protagonisti della scena torinese, il chitarrista Marco Roagna, e Dario Lombardo (con i suoi Blues Gang), ambedue “veterani” del primario “Blues City”. A cui si sono aggiunti altri brillanti musicisti, tra cui Thomas Guiducci, i romani (da decenni sulla scena non solo nazionale) Fleurs du Mal, il bluesman cuneese Roberto Guidetti (direttore artistico del Blues Festival Beinasco), l’aostano Max Arrigo con la sua band, Nandha Blues, l’eporediese Mirko Petrossi (anche autore della bella copertina), insieme ai Black Shout., la Franco Monte Band (che ha come batterista Daniele Boretto, co-produttore dll’album) e i The Price (questi ultimi di Biella). Nonostrante l’attuale incerta situazione, Toast Records prepara, ottimisticamente, per la prossima estate due meeting che riuniscano tutti i protagonisti di “Blues City”. Un primo concertone a Torino e un secondo a Biella. L’album è stato montato e masterizzato negli studi Antinucci di Moncalieri (To)dal musicista Luigi Antinucci e da Giulio Tedeschi.

L’IVA (imposta sul valore aggiunto) grava del 4% sull’editoria e del 22% sulle
opere grafiche, pittoriche e scultoree, con una variante cosiddetta “regime del
margine” che applica l’IVA solo sulla differenza tra prezzo di vendita e costo
d’acquisto maggiorato dei costi di riparazione ed accessori, e sui supporti
musicali CD, DVD e Vinili.
Una tale differenza di trattamento fiscale (18 punti percentuali, una enormità)
tra editoria e musica, non ha nessuna giustificazione. Sarebbe ora, cogliendo
l’occasione dell’attuale crisi collegata alla pandemia, di parificare l’aliquota
IVA al 4% (o meno) tra editoria e musica, incentivando cosi'(tra i tanti benifici)
anche la produzione, la distribuzione e la vendita dei CD / DVD / Vinili e
sollevando in parte molte tra le problematiche che zavorrano, da tempo, tutto il
settore specifico.
Ci auguriamo che il legislatore preposto possa porsi il probema e vada a risolvere,
con il contributo attivo di tutte le parti in gioco, il problema.

Antinucci debutta a fine anni settanta come DJ radiofonico, agevolato dalla sua voce, calda e profonda che lo aiuta facilmente a far breccia tra gli ascoltatori, specialmente se di sesso femminile. Nell’81 incide il suo primo album “Me ne lavo la mente”. Poi nel 1990, tra viaggi e microni, arriva un primo riconoscimento decretato da Recanati Musicultura, a cui seguono inserimenti di suoi brani in raccolte in Spagna, Germania, Stati Uniti. Nell’arco degli anni pubblica svariati dischi e divide il palco con Giorgio Conte, Vittorio De Scalzi, Mauro Pagani, Francesco Baccini, Alberto Fortis. Inizia la collaborazione con Toast Records, nel 2019 e con la produzione della decana delle label undeground italiane porta a conclusione l’album (a cui partecipa validamente anche Fabrizio Bosso) “Piazza Solferino”, che esce sulle maggiori piattaforme digitali nel gennaio 2020. L’artista ha dichiarato a Torino Sette (supplemento settimanale del quotidiano La Stampa): “Piazza Solferino è un omaggio alla città che mi ha adottato. Un viaggio introspettivo che parte dalla mia sola chitarra. Una sfida con me stesso perchè in questo disco, a differenza di altre esperienze passate, volevo cercare un “mio suono”.” Attualmente Antinucci è il direttore artistico di Radio Reporter Torino, storica emittente subalpina, dove conduce tra l’altro il fortunato programma di musica e cultura “Io Robinson”.

Rob

Basta una piccola distrazione e ti ritrovi un batterista dal profumo new-wave trasformato in un cantautore. Una metamorfosi che intriga. Parliamo di Rob (ex batterista della band indipendente LucirosseAllinclusive). Ha debuttato discograficamente a inizio 2020 con un album in “solo” prodotto artisticamente da Enrico Fornatto, appoggiato da Toast Records e disponibile da subito sulle maggiori piattaforme digitali internazionali. Dal gennaio 2021 distribuito e prodotto da Toast Records anche in formato CD. In copertina l’intensa opera dell’artista torinese Luisa Piglione.  Titolo dell’album semplicemente “Rob”: dieci tracce sonore più un brano fantasma. Roberto ha voluto, con molto coraggio e decisione, seguire un suo percorso originale, senza cadere nelle facili trappole del già sentito. Un intrigante percorso sonoro senza nulla di scontato. On line tre clip. Singolo in circolazione: “Tutto può cambiare”. Oggi Rob, l’ex ragazzo fanatico dei Police, non sembra sazio: in lavorazione un nuovo album, prodotto artisticamente sempre da Enrico Fornatto.

La coppia (non solo artistica) Cristina Chiappani e Antonello Rasi, hanno iniziato a collaborare a fine anni novanta. Da allora ad oggi hanno ideato e portato avanti vari progetti sonori che quasi sempre hanno incrociato i percorsi della Toast Records: Isola di Niente, La Madre, Amish. Tre band che hanno macinato nel corso dl tempo tantissimi concerti(preferibilmente nell’Italia del Nord) e svariate prove discografiche. Amish è la band tra le tre citate che attualmente si evidenzia maggiormente. Con alle spalle tre album di new-folk: “Naturalment”, pubblicato nel 2001 con il patrocinio del Comune di Casale, “Ris e Soris” (2014), sponsorizzato da “Riso Maratelli”, album dedicato ad una eccellenza del territorio piemontese (il riso), e “Lasa andrera la pieuva” prodotto da Toast Records nel 2019. Gli Amish, che riprendono il nome dalla comunità para-religiosa nord-americana, usano la lingua piemontese declinata alla casalese e hanno in “frigorifero” un nuovo album che attenderà qualche tempo per lasciare spazio alla prossimaristampa di “Lasa andrera la pieuva”, sempre per Toast Records. Gli Amish (composti da musicisti dall’esperienza pluriennale che provengono da diversi generi musicali) sono Cristina Chiappani (voce), Antonello Rasi (tastiere), Fabrizio Baracco (contrabbasso), Marco Fenocchio (batteria) e Manuel Leccese (chitarra).

Sul numero datato Maggio 2021 della rivista statunitense “Rock and Blues International” sono apparse due pagine dedicate a Toast Records e all’album “Blues City Inferno Blues” a firma del saggista e radio DJ Edoardo Fassio.

Wanted2021

L’undicesima edizione di Wanted Primo Maggio, manifestazione creata da Toast Records per festeggiare in musica la festa del lavoro, per il secondo anno consecutivo (causa pandemia) non ha potuto svolgersi sul palco abituale di Hiroshima Mon Amour, storico rock club torinese. Ma a Toast non manca la volontà. Quest’anno la label torinese ha organizzato (con la collaborazione di Luigi Antinucci) un evento dai microfoni di Radio Reporter Torino. La situazione che ha illuminato la grigia e piovosa serata torinese si è svolta dalle 20,15 a mezzanotte. Base di partenza (e di arrivo), lo studio 1 di Radio Reporter. In regia, Luigi Antinucci. La prima ora, introdotta dalla pre-registrata poesia “Primo Maggio 1993” letta dall’autore, Enrico Mario Lazzarin, è stata ritmata in blues. Brani tratti da “Blues City Inferno Rock”, raccolta prodotta recentemente da Toast Records. La selezione ha compreso: “Up and down” di Luigi Tempera, “Look” dei Boogie Bombers, “Pot hound blues” dei Black Shout, “She is walking” di Franco Monte Band, “Heart of Stone” di Dario Lombardo, “Son of Witch” di Nandha Blues del musicista aostano Max Arrigo e “Stay away me” di Albablues & Los Interphones di Rosalba Guastella. Il materiale registrato è stato intervallato dai live acustici di Luigi Antinucci (che ha interpretato “Piazza Solferino”, dalla sua ultima, omonima, uscita discografica), Raffaella Antinucci, Marco Roagna (con una versione chitarra solo di “Abbablues”), Giacomo Aime & Umberto Poli. A cui si è aggiunta la presentazione (con l’autore, Maurizio Galia) del volume enciclopedico “Prog 50” e dal reading poetico di Bruno Rullo, coordinatore nazionale di Slam Italia. La seconda parte della serata è stata dedicata ad una amplia selezione di materiale sonoro indipendente individuato da Giulio Tedeschi e commentato a due voci con Luigi Antinucci. I brani proposti sono stati i seguenti: “Dipende dalle situazioni” del cantautore campano Marco Santatempo, “Joe” degli Statuto di Oscar Giammarinaro & Giovanni Naska, Cane rabbioso” del musicista torinese Francesco Stabile, “Come stai adesso” dei Cobran di Pol La Cecilia, “S(u)ono diverso” di Piotta, “Nel blu dipinto di blu” in version punk rock dei marchigiani Io e i Gomma Gommas di Filippo Ravaglioli , la riproposta di “Pop Porno” di Il Genio, “Fuori Controllo” degli Agra Calientes di Vincenzo De Sanctis, “My Sharona” leggendario brano rivisitato con intrigante maestria da Paolo Serazzi & The Detectives, “Arabia” affascinante strumentale di Max Maffia & The Empty Daybox, “La notte”, intenso brano tra il progressivo e l’operistico, dei Pennelli di Vermer. Chiusura come nelle favole (mentre batteva la mezzanotte) insieme a otto minuti bellissimi di “Rosso di Luna” dei bolognesi Stereokimono di Cristina Atzori. Gli ultimi istanti sono stati dedicati alla poesia pre-registrata di Gianni Milano, scritta in morte di Fernanda Pivano “Ora sorella Nanda”. Preparatevi, Wanted Primo Maggio non dorme, seguitelo tutto l’anno su www.wantedprimomaggio.it.