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“Americans and Others” anthology

Cover

“Americans and Others”, l’antologia di poesia internazionale edita da Camion Press e curata da Giulio Tedeschi. With contributions from: Youssef Alaoui, Mike Aguzin, Pilar R. Aranda, Randy Barnes, Faruk Buzhala, Jake Berry, Justin Booth, Terri Carrion, Andy Clausen, Neeli Cherkovski, Richard Joseph Cronborg, Nancy Patrice Davenport, Dennis Formento, Ace Farren Ford, Bill Gainer, Gabor Gyukics, John Guzlowski, Lance Henson, KC Lee, Lázár Júlia, Joe Lobell, Karel Logist, El Habib Louai, Mauro Macario, Bob MacKenzie, Shiv Mirabito, Eric Neirynck, Bengt O Björklund, Valery Oisteanu, Giancarlo Pavanello, Kala Ramesh, Paul Richmond, Michael Rothenberg, Keshab Sigdel, Giulio Tedeschi, Pamela Twining, Eliana Vanessa, Ron Withehead, Al Winans, Su Zi. Including Extra Bonus: il poemetto “An American bar in Athens” (1971), dell’autore greco Lefteris Poulios, in versione bilingue inglese-italiano.

Festa della Musica 2019, anche con Toast Records

34707572_10214074967182490_8862528276422197248_n Nata in Francia nel lontanissimo 1982, la Fête de la Musique (promossa dal Ministero della Cultura condotto allora dal compianto Jack Lang) ha come stimolo iniziale quello di celebrare laicamente l’ispirazione musicale sotto tutte le forme.
L’idea prende piede in mezza Europa, con buoni risultati in Italia. Toast Records, la decana delle label underground tricolori, dal 2002 celebra l’evento con attività culturali di vario genere, affiancandosi a diversi soggetti che sono mutati stagione dopo stagione: con il MEI, con l’Arci, con il Comune di Torino, con l’indimenticabile e da tempo defunta FNAC Italia e in special modo con tanti rock club disseminati strategicamente lungo la penisola.
Anche per il 2019 Toast Records ha ritenuto doveroso contribuire moralmente alla Festa della Musica, che nell’arco del tempo, purtroppo, ha perso molto del suo significato, trasformando l’iniziale e scapigliata “grinta” in una celebrazione asettica e pagana che ormai nella maggior parte dei casi è una caricatura dello spirito originale rimanendo (nei migliori dei casi) un banale mezzo per ottenere piccoli e meschini “sussidi” pubblici che finiscono con regolarità a schiere di incompetenti mercenari.
Quest’anno Toast Records ha appoggiato l’iniziativa indipendente dello storico shop musicale torinese “Queen Music” che ha dedicato il pomeriggio del 23 giugno alle proposte musicali della Sciopero Records.

Amish, il nuovo album della band folk piemontese

copertina AMISH
Il progetto Amish, nato da alcuni anni sulle ceneri di svariate esperienze precedente è sulla soglia di un nuovo passo creativo. In uscita per la Toast Records l’album “Lasa andrera la pieuva”, undici brani di folk contemporaneo, registrato e mixato da Antonello Rasi e Cristina Chiappani. Quest’ultima anche autrice delle belle fotografie ci copertina.

The Five Faces su quarantacinque giri

TheFiveFaces
The Five Faces, gruppo della primissima ora del Mod Revival italiano. Nato a Genova nel 1980, si disintegra nel 1984 per riformarsi nel 2014, pubblicando svariati materiali sonori e video in Italia e in UK e disseminando furiosi live in giro per il continente. Hanno partecipato a Wanted Primo Maggio 2017 e sono affiancati da Toast Records da alcuni anni. Appena pubblicato in tiratura limitata un vinile a 45 giri con una song estiva “Mare”, mixato dal noto produttore inglese Roger Lomas e masterizzato nei mitici studi Abbey Road di Londra.

DNA l’ep “Quello che conta” presto diponibile on line

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Pubblicato da Toast Records nel 2017 “Quello che conta”, l’Ep CD del combo torinese DNA capitanato dal navigato batterista torinese Roberto Bertuolo, sarà disponibile nei prossimi tempi sulle tradizionali piattaforme digitali.

Wanted Primo Maggio 2019: la cronaca

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Mercoledì primo maggio: sole su Torino. Mentre a Roma parte il solito polpetone trash a Torino, nello storico rock club Hiroshima Mon Amour si “apparecchia” il palco per Wanted Primo Maggio, nona edizione.
La giovane squadra di tecnici attacca a montare l’impianto. Poi, lentamente, arrivano i musicisti. Parcheggiano macchine e furgoni nel cortile del passo carraio. Si scambiano news,qualcuno commenta l’ultimo live, si scaricano strumenti, scatti fotografici da postare al volo.
Le vibrazioni sono supersoniche, come sempre a Wanted, anche se non mancano i soliti ignoti che mugugnano perchè vorrebbero fare subito i suoni.
Alle 19,20 è ora di stopparsi. Chi riesce, mangia una pizza. Il bar viene aperto. Alle 19.50 si aprono i cancelli. Alcuni fans dei Duratone si scaldano in attesa di incollarsi sotto il palco. Fuori il sole continua a brillare. Arriva Fabrizio Gargarone. Giulio gira per l’edificio come un’anima in pena. Luca Calderan spunta all’improvviso. Poeticamente, arriva anche Bruno Rullo, con un “filo” di affanno e una copia della rivista “Tam Tam Bum Bum” sotto il braccio.
Alle 20.00 scattano i Duratone. Tre pezzi crudini che eccitano i presenti. Qualcuno mi boffocchia quasi un complimento “ricordano le Go-Go’s”. Arriva Sergio Cippo, armato di macchine fotografiche con cui pazientemente coglierà lo “spettacolo”, minuto per minuto.
Rullo legge alcuni testi, Gianluca Lancieri che doveva seguirlo sul palco spunta con il suo pseudo borsalino calcato sul cranio rasato e sparisce in un batti baleno. Tocca ai veterani scaldare i cuori. Franco Monte, vecchia volpe argentata biellese, perso nell’immortale sogno a stelle a strisce trascina la sua band, scuotendo la lunga, candida criniera, in una galoppata di oltre 30 minuti. Rock ruvido, con visioni acide. Poi si fanno largo i Capitan Gruccia e gli Spaghetti Spezzati. Timidi, ma decisi. Sei brani sottili che si arricciano tra terra e cielo. Riappaiono i poeti. Si parla sul palco di visioni e diritti rubati (stiamo o non stiamo consumando la festa del lavoro?). Ma c’è ancora spazio per la musica: l’ex duo Cri+Sara Frou, per l’occasione affiancati da un batterista e da una violoncellista. Sara Frou di bianco vestita cantilena i suoi brani (qualcuno maliziosamente mi sussurra all’orecchio “avrà mai sentito la Consoli?”). A bordo pista si scaldano i savonesi Diatomea, che con la solita grinta spiattellano un set onestamente rock, che a sua volta apre le porte al modern sound di Cobran. Radiofonico, accattivante, persino commerciale (e non è una bestemmia, raga).
Mancava all’appello un cantautore, ed eccolo che appare come per miracolo, Riccardo D’Avino che tira fuori tre ballate con retrogusto di critica sociale che non guasta mai, specialmente in queste occasioni. Chiusura a cura dei nero vestiti LucirossAllinclusive che partono a testa bassa alle 23,20 e rimangono in pista sino a sfiorare mezzanotte. Rob suda dietro i “tamburi” (si cambierà un paio di t/shirts al volo, prima della fine). Un manipolo di fans rimane fisso sotto il palco sino all’ultima nota sgocciolata con orgoglio.
Volano al bar gli ultimi cicchetti. Una ragazza, traballando, versa un bicchierone colmo di qualcosa che con uno splash si svuota sul pavimento schizzando i pantaloni di Davide Salvatore. I savonesi sono ancora in giro dentro l’edificio, in attesa di imboccare con il furgone la strada di ritorno. Sangue giovane, sono i più svegli di tutti.
E’ presto, poco meno delle 24.30. Missione compiuta, è ora di sganciare. Finalmente mi rilasso, chiacchierando con il fido Daniele Boretto. Anche per quest’anno è andata. Walter, nell’atrio, smonta l’angolo dei vinili. Stiamo lavorando per la decima edizione, mantenete alta l’attenzione.

Wanted Primo Maggio 2019: da Hiroshima Mon Amour, Torino, musica per il lavoro

58543162_10216196802627050_3008273116494299136_nParola d’ordine della nona edizione di Wanted Primo Maggio: “concentriamoci su Torino”. In effetti quest’anno il direttore artistico della ormai veterana manifestazione torinese nata per celebrare in musica la Festa del Lavoro ha architettato il programma su salde basi subalpine. Unica eccezione, i savonesi “Diatomea” che hanno il merito di essere, oltre che interessanti musicisti, anche vincitori del Contest “Live Talent 2018″.
Wanted Primo Maggio quest’anno ha riunito un nutrito programma composto da progetti sonori con la missione precisa di farsi notare: apriranno, alle 20,00 del Primo Maggio ad Hiroshima Mon Amour i fantomatici “Duratone”, che avranno l’arduo compito di infrangere il ghiaccio e dare il via alle rock danze. A loro seguirà un “intermezzo” con il reading del poeta Bruno Rullo, coordinatore nazionale di Slam Italia, associazione che da anni collabora alla buona riuscita di Wanted.
Ma a quel punto saremo solo all’inizio. Si continuerà con la navigata “Franco Monte Band” che proporrà il suo repertorio classic rock. Toccherà poi ai giovani “Capitan Gruccia e gli Spaghetti Spezzati” e poi ancora al duo “Cri+Sara Fou”, “imprestati” per l’occasione dalla amica Sciopero Records. Poi il palco dovrebbe essere conquistato dai “Cobran” combo torinese estremamente interessante e commercialmente valido che tra l’altro accompagnerà per un paio di songs anche il cantautore Riccardo D’Avino. Ma non finisce qui, anzi. Chiuderanno gli impedibili “LucirosseAllInclusive” con la loro proposta che strizza l’occhio a una tardo wave rivista con sensibilità contemporanea.
Sul palco, a presentare e commentare le vicende sonore, Luca Calderan, ormai anche lui un veterano di Wanted ed ideatore, tra l’altro, del sito di informazione http://www.taurinews.it
Entrata libera: apertura cancelli alle ore 19,50. Chiusura alle ore 23,50

The Five Faces “Mare” il singolo estivo prodotto da Roger Lomas

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La storica etichetta indipendente Toast Records pubblica in questi giorni il nuovo singolo del gruppo genovese The Five Faces, “Mare (Sotto Questo Sole)”, mixato dal noto produttore inglese Roger Lomas e masterizzato nei mitici studi Abbey Road di Londra.
La canzone è il classico tormentone estivo in versione ska, che ammicca “al contrario” al successo planetario di Adriano Celentano, celebrando la comodità dei genovesi di poter mollare tutto ed essere al mare in cinque minuti, piuttosto che struggersi come il Molleggiato con treni dei desideri verso spiagge lontane…

THE FIVE FACES: gruppo nato nel 1980 col Mod Revival, scioltosi nel 1984 e riformatosi nel 2014. In questa loro recente incarnazione hanno al loro attivo due cd ed un dvd con l’etichetta inglese Detour Records, due tour inglesi, vari singoli ed EP con la collaborazione di Toast Records ed una presenza costante in locali e festival in tutta la penisola
ROGER LOMAS: chitarrista dei Sorrows negli anni ’60, produttore principe del fenomeno ska/2Tone nel 1980 (sei volte Top10 UK) con Bad Manners, Selecter, Specials, Bodysnatchers. Vincitore di un Grammy Award nel 2002 con l’album di Lee “Scratch” Perry, “Jamaican E.T.”. Fra tanti altri, ha prodotto anche China Crisis, The Farm ed Echo & The Bunnymen
ABBEY ROAD / ALEX WHARTON: il tecnico che ha masterizzato il singolo negli storici studi della BBC a Londra. In passato si è occupato, fra gli altri, di dischi di Beatles, Paul McCartney, Radiohead, Pixies, Coldplay, Massive Attack

THE FIVE FACES – Lato A “Mare (Sotto Questo Sole)”, Lato B “Siamo Noi” – Toast Records – 45ONE – 2019

“Americans and Others” from the international tribe of poetry

AntologiaCover“We imagine poetry as a very fast vehicle directed towards infinity”.
Americans and Others” (Camion Press, Turin/Italy, 2019), an anthology of international poets edited by Giulio Tedeschi for Camion: output by 2019. Limited edition for the poetic tribe, in Italian, English & French. Text by Neeli Cherkovski, Al Winans, Michael Rothenberg, Justin Booth, John Guzlowski, Bengt O Björklund, Giancarlo Pavanello, Jake Berry, Gabor Gyukics, Mauro Macario, Giulio Tedeschi, Joe Lobell, Paul Richmond, Eric Neirynck, El Habib Louai, Faruk Buzhala, Youssef Alaoui, Bill Gainer, Richard Joseph Cronborg, Shiv Mirabito, Faruk Buzhala, Bob MacKenzie, Karel Logist and others.
Un collage dell’Artista Pop losangelino Ace Farren Ford verrà utilizzato come copertina dell’antologia. Collage by the Los Angeles pop artist Ace Farren Ford that will be used as the cover of the anthology.
“A unique collection that brings together what we consider an interesting testimony of the best of international poetry (at the moment, authors from: United States, Canada, Sweden, Italy , Hungary, France, Belgium, Morocco, Kosovo). The texts will be in English, French and Italian. Some in original language and translation in Italian in front, others only with original text. The circulation will be limited and addressed in a special way to the area of “poets”.
Why the title “Americans and Others”? We consider North American poetic communication very close to the feeling of our time.”
Una raccolta unica nel suo genere (curata da Giulio Tedeschi, con il contributo dell’audio-rivista Camion) che riunisce quello che riteniamo una interessante testimonianze del meglio della poesia internazionale (al momento, autori da: Stati Uniti, Canada, Svezia, Italia, Ungheria, Francia, Belgio, Marocco, Kossovo). I testi saranno in inglese, francese e italiano. Alcuni in lingua originale e traduzione in italiano a fronte, altri solo con testo originale. La tiratura sarà limitata e indirizzata in modo speciale verso l’area dei “poeti”.
Perchè il titolo “Americans and Others”? Riteniamo la comunicazione poetica nord-america molto vicina al sentimento del nostro tempo.

Riconoscimenti & motivazioni della sesta edizione del Premio Macchina Da Scrivere

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Il Premio Macchina da Scrivere nasce nel 2012, da una idea di Giulio Tedeschi (Toast Records, AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta, Wanted Primo Maggio, Attentato Alla Musica).
La selezione dei materiali e la classifica finale non viene demandata, come da abitudine, a comitati di lettura o a giurie di esperti, ma ricade esclusivamente sull’ideatore dell’iniziativa, supportato dallo staff della Toast Records.
L’obiettivo del riconoscimento, unico nel suo genere in Italia, è quello di ordinare e sottolineare ogni anno i materiali cartacei che vanno ad analizzare e celebrare (da vari punti di vista), la storia della musica popolare contemporanea affrontata in tutti i suoi possibili e svariati aspetti. Dal “commerciale” al “colto” (tenendo presenti tutte le sfumature intermedie), con particolare attenzione verso le analisi che si sforzano di affrontare l’area creativa, materia del Premio, con sensibilità sociale.
A tale scopo vengono presi in esame generi diversi (saggi, romanzi, libri fotografici, riviste, tesi di laurea ed opere inedite).
Tra gli autori premiati e segnalati nei precedenti anni ricordiamo: il professore Lello Savonardo, i musicisti Maurizio Galia, Tony Face Antonio Bacciocchi, Roberto Russo, Turi Messineo, Gabriele Finotti, Maurizio Campisi, Bruno Segalini, i giornalisti Renato Marengo, Max Stefani, Gianni della Gianni Della Cioppa, Federico Guglielmi, i critici Salvatore Coccoluto, Antonello Cresti, gli scrittori Nico Ivaldi, Bruno Panebarco, Angela Valcavi, l’architetto Giovanni Battista Mezzani, l’agitatore culturale Giovanni Spada. Inoltre, nel 2015 la classifica finale ha visto anche la presenza di un riconoscimento speciale alla marchigiana Crac Edizioni, come migliore editrice specializzata di quell’anno.

(Categoria “Biografie”) – “Delirium, il lungo viaggio” di Mauro Luce (Zona): per ricordarci che lo stimolo creativo non ha stagioni.
(Categoria “Autobiografie”) – “Ricomincio dai tre” di Michele Torpedine (Pendragon): per la precisa volontà di dare forma all’apparenza.
(Categoria “Costume”) – “Agorà Underground” di Claudio Bonomi (Crac Edizioni): per il significativo impulso nel portare alla luce una storia creativa dimenticata.
(Categoria “Fotografici”) -”Fabrizio De Andre’ Sguardi Radagi” di Guido Harari (Rizzoli): per la raffinata capacità di riassumere fotograficamente l’esistenza di un artista.
(Categoria “Enciclopedica”) – “Rock Progressivo Italiano, 1980 / 2013″ di Massimo Salari (Arcana Editrice): per la lucida determinazione nel testimoniare una scheggia non banale del panorama musicale italiano.
Segnalazione speciale a “Le luci della centrale elettrica” di Vasco Brondi (La Nave di Teseo): per l’esigenza di documentare un percorso musicale “parallelo”.