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Wanted Primo Maggio 2019: da Hiroshima Mon Amour, Torino, musica per il lavoro

58543162_10216196802627050_3008273116494299136_nParola d’ordine della nona edizione di Wanted Primo Maggio: “concentriamoci su Torino”. In effetti quest’anno il direttore artistico della ormai veterana manifestazione torinese nata per celebrare in musica la Festa del Lavoro ha architettato il programma su salde basi subalpine. Unica eccezione, i savonesi “Diatomea” che hanno il merito di essere, oltre che interessanti musicisti, anche vincitori del Contest “Live Talent 2018″.
Wanted Primo Maggio quest’anno ha riunito un nutrito programma composto da progetti sonori con la missione precisa di farsi notare: apriranno, alle 20,00 del Primo Maggio ad Hiroshima Mon Amour i fantomatici “Duratone”, che avranno l’arduo compito di infrangere il ghiaccio e dare il via alle rock danze. A loro seguirà un “intermezzo” con il reading del poeta Bruno Rullo, coordinatore nazionale di Slam Italia, associazione che da anni collabora alla buona riuscita di Wanted.
Ma a quel punto saremo solo all’inizio. Si continuerà con la navigata “Franco Monte Band” che proporrà il suo repertorio classic rock. Toccherà poi ai giovani “Capitan Gruccia e gli Spaghetti Spezzati” e poi ancora al duo “Cri+Sara Fou”, “imprestati” per l’occasione dalla amica Sciopero Records. Poi il palco dovrebbe essere conquistato dai “Cobran” combo torinese estremamente interessante e commercialmente valido che tra l’altro accompagnerà per un paio di songs anche il cantautore Riccardo D’Avino. Ma non finisce qui, anzi. Chiuderanno gli impedibili “LucirosseAllInclusive” con la loro proposta che strizza l’occhio a una tardo wave rivista con sensibilità contemporanea.
Sul palco, a presentare e commentare le vicende sonore, Luca Calderan, ormai anche lui un veterano di Wanted ed ideatore, tra l’altro, del sito di informazione http://www.taurinews.it
Entrata libera: apertura cancelli alle ore 19,50. Chiusura alle ore 23,50

The Five Faces “Mare” il singolo estivo prodotto da Roger Lomas

Mare

La storica etichetta indipendente Toast Records pubblica in questi giorni il nuovo singolo del gruppo genovese The Five Faces, “Mare (Sotto Questo Sole)”, mixato dal noto produttore inglese Roger Lomas e masterizzato nei mitici studi Abbey Road di Londra.
La canzone è il classico tormentone estivo in versione ska, che ammicca “al contrario” al successo planetario di Adriano Celentano, celebrando la comodità dei genovesi di poter mollare tutto ed essere al mare in cinque minuti, piuttosto che struggersi come il Molleggiato con treni dei desideri verso spiagge lontane…

THE FIVE FACES: gruppo nato nel 1980 col Mod Revival, scioltosi nel 1984 e riformatosi nel 2014. In questa loro recente incarnazione hanno al loro attivo due cd ed un dvd con l’etichetta inglese Detour Records, due tour inglesi, vari singoli ed EP con la collaborazione di Toast Records ed una presenza costante in locali e festival in tutta la penisola
ROGER LOMAS: chitarrista dei Sorrows negli anni ’60, produttore principe del fenomeno ska/2Tone nel 1980 (sei volte Top10 UK) con Bad Manners, Selecter, Specials, Bodysnatchers. Vincitore di un Grammy Award nel 2002 con l’album di Lee “Scratch” Perry, “Jamaican E.T.”. Fra tanti altri, ha prodotto anche China Crisis, The Farm ed Echo & The Bunnymen
ABBEY ROAD / ALEX WHARTON: il tecnico che ha masterizzato il singolo negli storici studi della BBC a Londra. In passato si è occupato, fra gli altri, di dischi di Beatles, Paul McCartney, Radiohead, Pixies, Coldplay, Massive Attack

THE FIVE FACES – Lato A “Mare (Sotto Questo Sole)”, Lato B “Siamo Noi” – Toast Records – 45ONE – 2019

“Americans and Others” from the international tribe of poetry

AntologiaCover“We imagine poetry as a very fast vehicle directed towards infinity”.
Americans and Others” (Camion Press, Turin/Italy, 2019), an anthology of international poets edited by Giulio Tedeschi for Camion: output by 2019. Limited edition for the poetic tribe, in Italian, English & French. Text by Neeli Cherkovski, Al Winans, Michael Rothenberg, Justin Booth, John Guzlowski, Bengt O Björklund, Giancarlo Pavanello, Jake Berry, Gabor Gyukics, Mauro Macario, Giulio Tedeschi, Joe Lobell, Paul Richmond, Eric Neirynck, El Habib Louai, Faruk Buzhala, Youssef Alaoui, Bill Gainer, Richard Joseph Cronborg, Shiv Mirabito, Faruk Buzhala, Bob MacKenzie, Karel Logist and others.
Un collage dell’Artista Pop losangelino Ace Farren Ford verrà utilizzato come copertina dell’antologia. Collage by the Los Angeles pop artist Ace Farren Ford that will be used as the cover of the anthology.
“A unique collection that brings together what we consider an interesting testimony of the best of international poetry (at the moment, authors from: United States, Canada, Sweden, Italy , Hungary, France, Belgium, Morocco, Kosovo). The texts will be in English, French and Italian. Some in original language and translation in Italian in front, others only with original text. The circulation will be limited and addressed in a special way to the area of “poets”.
Why the title “Americans and Others”? We consider North American poetic communication very close to the feeling of our time.”
Una raccolta unica nel suo genere (curata da Giulio Tedeschi, con il contributo dell’audio-rivista Camion) che riunisce quello che riteniamo una interessante testimonianze del meglio della poesia internazionale (al momento, autori da: Stati Uniti, Canada, Svezia, Italia, Ungheria, Francia, Belgio, Marocco, Kossovo). I testi saranno in inglese, francese e italiano. Alcuni in lingua originale e traduzione in italiano a fronte, altri solo con testo originale. La tiratura sarà limitata e indirizzata in modo speciale verso l’area dei “poeti”.
Perchè il titolo “Americans and Others”? Riteniamo la comunicazione poetica nord-america molto vicina al sentimento del nostro tempo.

Riconoscimenti & motivazioni della sesta edizione del Premio Macchina Da Scrivere

2018Macchina

Il Premio Macchina da Scrivere nasce nel 2012, da una idea di Giulio Tedeschi (Toast Records, AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta, Wanted Primo Maggio, Attentato Alla Musica).
La selezione dei materiali e la classifica finale non viene demandata, come da abitudine, a comitati di lettura o a giurie di esperti, ma ricade esclusivamente sull’ideatore dell’iniziativa, supportato dallo staff della Toast Records.
L’obiettivo del riconoscimento, unico nel suo genere in Italia, è quello di ordinare e sottolineare ogni anno i materiali cartacei che vanno ad analizzare e celebrare (da vari punti di vista), la storia della musica popolare contemporanea affrontata in tutti i suoi possibili e svariati aspetti. Dal “commerciale” al “colto” (tenendo presenti tutte le sfumature intermedie), con particolare attenzione verso le analisi che si sforzano di affrontare l’area creativa, materia del Premio, con sensibilità sociale.
A tale scopo vengono presi in esame generi diversi (saggi, romanzi, libri fotografici, riviste, tesi di laurea ed opere inedite).
Tra gli autori premiati e segnalati nei precedenti anni ricordiamo: il professore Lello Savonardo, i musicisti Maurizio Galia, Tony Face Antonio Bacciocchi, Roberto Russo, Turi Messineo, Gabriele Finotti, Maurizio Campisi, Bruno Segalini, i giornalisti Renato Marengo, Max Stefani, Gianni della Gianni Della Cioppa, Federico Guglielmi, i critici Salvatore Coccoluto, Antonello Cresti, gli scrittori Nico Ivaldi, Bruno Panebarco, Angela Valcavi, l’architetto Giovanni Battista Mezzani, l’agitatore culturale Giovanni Spada. Inoltre, nel 2015 la classifica finale ha visto anche la presenza di un riconoscimento speciale alla marchigiana Crac Edizioni, come migliore editrice specializzata di quell’anno.

(Categoria “Biografie”) – “Delirium, il lungo viaggio” di Mauro Luce (Zona): per ricordarci che lo stimolo creativo non ha stagioni.
(Categoria “Autobiografie”) – “Ricomincio dai tre” di Michele Torpedine (Pendragon): per la precisa volontà di dare forma all’apparenza.
(Categoria “Costume”) – “Agorà Underground” di Claudio Bonomi (Crac Edizioni): per il significativo impulso nel portare alla luce una storia creativa dimenticata.
(Categoria “Fotografici”) -”Fabrizio De Andre’ Sguardi Radagi” di Guido Harari (Rizzoli): per la raffinata capacità di riassumere fotograficamente l’esistenza di un artista.
(Categoria “Enciclopedica”) – “Rock Progressivo Italiano, 1980 / 2013″ di Massimo Salari (Arcana Editrice): per la lucida determinazione nel testimoniare una scheggia non banale del panorama musicale italiano.
Segnalazione speciale a “Le luci della centrale elettrica” di Vasco Brondi (La Nave di Teseo): per l’esigenza di documentare un percorso musicale “parallelo”.

Premio Macchina Da Scrivere 2018: i risultati

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I risultati della sesta edizione del Premio Macchina Da Scrivere 2018 sono i seguenti:
per la categoria “Biografie”: “Delirium, il lungo viaggio” di Mauro Luce (Zona)
per la categoria “Autobiografie”: “Ricomincio dai tre” di Michele Torpedine (Pendragon)
per la categoria “Costume”: “Agorà Underground” di Claudio Bonomi (Crac Edizioni)
per la categoria “Fotografici”: “Fabrizio De Andre’ Sguardi Radagi” di Guido Harari (Rizzoli)
per la categoria “Enciclopedica”: “Rock Progressivo Italiano, 1980 / 2013″ di Massimo Salari (Arcana Editrice)
Segnalazione speciale a: “Le luci della centrale elettrica” di Vasco Brondi (La Nave di Teseo).

dadaBANANA: la new-wave torinese svelata

DadaBanana

“dadaBANANA” nasce da una intuizione di Giovanni Spada, dalle parti del 2009. Lo stimolo iniziale sembra sia stato quello di raccontare i tumultuosi anni ottanta musicali torinesi attraverso le mirabolanti vicende creative ed umane di Stefano Righi, più noto come Johnson Righeira. Considerato dall’ideatore del progetto come la scintilla iniziale della wave subalpina. Non a torto, diremo noi.
Quasi subito Spada viene affiancato da un secondo soggetto. Anche lui, come il primo, figlio della periferia torinese e anche lui ex ragazzo di quel decennio. Il suo nome è Albrile, Ezio Albrile. Albrile contribuisce ad allargare gli orizzonti narrativi del progetto, aprendolo alle tante ramificazioni della scena underground dell’epoca.
La scrittura si arricchisce, poi, di ulteriori brandelli di vita vissuta ricavati da testimonianze extra. Il libro a quel punto è quasi completo. Composto da brevi capitoli che vanno a sfiorare praticamente tutti i fronti della creatività dell’epoca, non solo musicale. Ha un ritmo pop, con un filo di piccante ironia. In pratica, uno guardo a freddo, ma pieno di calore, per un’epoca seminale.
Il lavoro viene chiuso a fine 2010. Titolo: “dadaBANANA”. Sottotitolo che promette gossip: “storie e misfatti dalla torinese new-wave torinese”.
Spada lo propone al comitato di lettura dell’Einaudi. Da quelle parti il manoscritto (pardon, il file) giace per quasi un anno. Le speranze di una possibile pubblicazioni sono alimentate da ottimistiche e sotterranee “soffiate”. Ma come nelle miglior trame “gialle”, a un certo punto il tutto si risolve con “l’assassinio” metaforico del progetto che non vedrà mai la luce da quelle parti. Per oscure macchinazioni suggerisce qualcuno. Ipotesi frutto più di fantasia che di realtà.
“dadaBANANA” riposa per alcuni anni nella memoria virtuale di alcuni PC. Nel 2014 ricompare improvvisamente. Merito del Premio Macchina Da Scrivere che lo celebra come miglior inedito di quell’anno. La premiazione, informale, si consuma durante un anonimo pomeriggio, nel noto torinese Blah Blah.
Il successivo silenzio viene nuovamente rotto dall’apparizione di alcuni capitoli su un foglio torinese che naufraga in breve tempo, dopo la prematura morte dell’editore che si porta nella tomba anche la speranza di leggere il libro a puntate come un feuilleton ottocentesco.
Ma se Albrile a questo punto sembra cedere, le sorti di “dadaBANANA” si aggrappano a Spada che trova il modo di pubblicarlo on line per la curiosità di un bel numero di svagati lettori.
Scherza scherza siamo così arrivati al 2018. Per quegli strani giochi del destino “dadaBANANA” riprende il cammino. Vieni aggiornato e lucidato e nell’ottobre di quest’anno, come nuovo, complice l’amichevole contributo di AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta, viene messo in stampa.
Una tiratura “molto” limitata sarà diffusa ad arte nel periodo natalizio, con la piena soddisfazione di tutti i protagonisti. In copertina, una foto in bianco & nero che ritrae i Blind Alley. Facce da ottanta, direbbe qualcuno, che riassumono scavate, il lato “oscuro” di quegli anni.

Gli Autori:
Ezio ALBRILE, nato a Torino nel 1962. È uno storico delle religioni del mondo antico occupandosi in particolare delle interazioni tra mondo misterico mediterraneo e la religione dell’Iran preislamico. Su queste tematiche ha scritto una cospicua mole di saggi Si è anche occupato degli influssi orientali nell’arte altomedievale romanica.

Giovanni SPADA, nato a Torino nel 1966, voce del gruppo di cabaret dada Disforia Psichica dal 1986 al 1999; redattore del giornale satirico La Tampa fino al 2015; collaboratore della rivista di poesia Sole Vivo; ideatore e direttore del Festival del Cinema Trash; regista e sceneggiatore di cortometraggi; premiato in numerosi festival.

“Purgatorio Rock” monumentale raccolta di suoni alternativi

PurgatorioRock“Purgatorio Rock” dove brutti & cattivi eroi dell’underground (non solo italiano) hanno trovato rifugio. Tra blues (tanto blues), rock, psyco, punk bastardo, garage, poesia & molto altro. Un incontro – scontro che ha dato vita a un rito peccaminoso tra mistico & pagano, tra passato, presente e futuro.
Una ruvida raccolta di suoni & parole, per palati pronti ad assaporare, senza timore, gusti forti, dedicati ai componenti di una scena cosmica fantasma ma insospettabilmente presente, con una rabbiosa & insaziabile fame di suoni senza compromessi. Un progetto molto articolato che ha coinvolto una tribù di una cinquantina tra musicisti, operatori, tecnici e grafici.

Executive production: Daniele Boretto. Artistic production: Tedeschi, Ellena, Boretto. Promotion: Toast Records with Boretto. Sound engineer: Roberto Giachino. Distribution: Toast Records. Cover: Luigi “Gigi” Barberis.

“Purgatorio Rock” è trasmesso al momento, con successo, da una serie di punti radio sparsi in circa 20 (venti) nazioni, tra cui Usa, Canada, Mexico, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Perù, Serbia, Brasile, Bolivia, Irlanda del Nord, Argentina, Croazia, Australia, UK, etc.

Alba & the Interphones “I Wanna be your Doll” (R. Guastella / C. Belletti / D. Cortese) 1,05
Dennis & Paonessa B.B. “Heat a Toast Blues” (F. Paonessa / D. Dumi / D. Angelino / D. Boretto) 7,50
Fubar “St.Boban Milicic” (Fubar / Bemwejci) 2,05
Occultis “Tiptoe” (Milos Rajic / Occultis) 3,06
Off-Beat “Get Out Of My Life Woman” (Allen Toussaint) 3,08
Killer Klown “Niente di Meno” (C.Rocchi / L.Ellena) 2,52
Leo & Paonessa B.B. “Building a Blues” (F.Paonessa / L. Liuni / D. Angelino / D. Boretto) 6,47
Martins “Primitive” (Grupies / Venet) 4,30
Alice’s Dream “All Along the Watchtower” (Bob Dylan) 4.22
Paolo & Daniel Quinci Band “She” (Patti Smith) 4.05
The Purple Graveyard “We’re Crawling Back” (Maurizio Pustianaz) 3,51
Bruno Rullo “XX Granello di rabbia” (B.Rullo) 1,28
Empire “Prima Canzone” (A.Albanese) 3,10
Frankie Roger & Desperados “Oltre le Nuvole” (L.Ellena) 3,37

Italian poets for the world festival of poetry

Poets
Facciamo parte di un nuovo rinascimento del verbo poetico, oppure ingeriamo una medicina agrodolce per allontanare lo spettro della paranoia che attanaglia il sistema capitalistico occidentale? O molto più banalmente ricerchiamo ingenuamente e con una punta di disperazione un nuovo eden collettivo composto da tante singole entità creative?
Per adesso dobbiamo affrontare un intenso traffico sotto il cielo che non coincide necessariamente con un aumento del pubblico della poesia, ma produce un matematico aumento di coloro che si fregiano (nella maggior parte dei casi in modo “audace”) del titolo di poeta.
Rispondendo a un richiamo arrivato forte e chiaro dal coordinamento nord-americano senza fini di lucro denominato “100 Thousand Poets for Change” sabato 29 settembre si sono svolti centinaia di reading in molti punti del globo, coinvolgendo migliaia di persone, decine di lingue e dialetti e moltissime sfumature culturali.
Anche l’Italia ha partecipato con convinzione a questa bella festa, con una fitta serie di iniziative.
Una di queste, tra le più vivaci, è stata quella che si è consumata presso la Biblioteca Civica di Santhià, minuscola ma organizzata cittadina piemontese in provincia di Vercelli grazie, in particolare, alla sensibilità dell’Assessore alla Cultura Renzo Bellardone che ha accettato per la seconda volta in pochi mesi di scommettere sulla poesia e sulla destrezza organizzativa di Camion, l’audio-rivista che ha coordinato sul campo i due eventi.
L’appuntamento del 29 è stato creativamente un successo, anche se non ha richiamato folle oceaniche, ma ha dato la possibilità ad un gruppo agguerrito di autori di trasmettere versi e ancor di più di confrontarsi liberamente sulla poesia e sulla cultura contemporanea.
L’incontro, che si è svolto nell’arco di quasi tre ore, ha visto la presenza dei seguenti autori: Fabio Bosco, Marcello Canepa, Enrico Mario Lazzarin, Renato Miritello, Helen Esther Nevola, Bruno Rullo, Nadia Sponzilli e Giulio Tedeschi.
Tutti hanno presentato testi nella maggior parte dei casi inediti. Inoltre Nevola ha voluto aggiungere una poesia di Mariangela Gualtieri e Lazzarin ha citato due testi: uno del cantautore recentemente scomparso Claudio Lolli, l’altro del poeta piemontese Alessandro Novellini.
L’atmosfera generale, come detto, è stata costruttiva e ha fatto onore alla poesia e alla sua celebrazione.
Tra i presenti, chiaramente l’Assessore Renzo Bellardone e il pittore Paolo Gariglio (a sua volta inserito nell’evento con un contributo grafico composto da sette tele esposte nell’atrio della biblioteca). Riconosciuti anche due musicisti impegnati su più fronti, il batterista Daniele Boretto e il cantautore Massimo Zaccheddu e la poetry supporter Ricomincio Dame.

www.facebook.com/camion.poesia – 100tpc.org/

“Camion a Milano” a meeting of new Italian Poetry

Tedeschi.Meo
L’ultimo appuntamento, in ordine di tempo, del gruppo di Autori collegato a Camion si è svolto a Milano l’8 settembre 2018 presso l’ospitale Dazio Art Cafè di Porta Ticinese. Un reading nel cuore della città, in concomitanza con la presentazione della personale “Graffiti domestici” di Giancarlo Pavanello, artista dalle ampie visioni e lui stesso poeta.
L’occasione, decisamente ghiotta, ha riunito per alcune ore al primo piano del locale di Porta Ticinese una variegata rappresentanza di sensibilità creative che si è sommata con armonia all’amplia scelta di materiale artistico esposto.
L’incontro è iniziato secondo programma, con la presentazioni di Giancarlo Pavanello, a cui è seguita l’esplosiva performance di Cataldo Dino Meo, autore attivo da decenni che ha presentato cinque minuti di “Caravaggio”, lungo testo dal ritmo oscuro e selvaggio, interpretato con maestria dall’autore. Di seguito, Marcello Canepa, giovane poeta novarese che unisce la passione della scrittura con il mestiere di fotografo giramondo. Ha continuato il genovese Roberto Marzano, munito di ukulele corretto (accordato come una chitarra), che si è divertito a mixare una tenue partitura musicale accompagnandola con un testo ammiccante e poesia a spot. Poi, il centro del reading è stato occupato da Giancarlo Pavanello che per l’occasione ha presentato alcuni suoi recenti versi. Di seguito, il torinese Vincenzo Reda, personaggio poeticamente eccentrico che per non smentirsi ha aperto con alcuni secondi di silenzio dedicati al grande Thelonious Monk.
Non poteva mancare una voce femminile. Questo delicato ruolo è stato occupato da Nadia Sponzilli che ha saturato immediatamente la scena con la sua presenza, teatralmente scalza e drappeggiata da delicata stoffa a fiori. La sua convinta interpretazione ha colpito positivamente tutti presenti, molti dei quali non si attendevano una performance così emozionante.
Fuori programma, Enrico Paolo Enrico Mario Lazzarin, che ha letto due testi di Walter Passian tratte da “Calligrammi”, raccolta postuma del poeta piemontese. Di seguito, Giulio Tedeschi, che ha sussurrato timidamente una telegrafica scheggia inedita. Chiusura con un breve bis del tutto inaspettato di Marcello Canepa e brindisi finale a base di prosecco in ghiaccio.
Per i soppravissuti, un aperitivo maxi nel patio a pianterreno e un caffè forte per sigillare il tutto.
L’evento ha dimostrato la compattezza e il feeling che si è venuto a creare tra coloro che si riconoscono nel progetto Camion.
Presente in modo attivo, Antonio Meo, che monterà un breve video riassuntivo, prossimamente disponibile su YouTube.
Notati tra il pubblico, Luca Xodo, Laura Faedda, Elisabetta Golinelli , Franco Bolelli, Luisa Sax, Giangrazio Verna e Pieronicola Rigoldi.
(Ph.: Tedeschi – in primo piano Cataldo Dino Meo, alle sue spalle, Antonio Meo)

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100 thousand poets for change get ready in Italy with Camion

PoetiSanthiàIl reading rimane ancor oggi l’unico strumento valido per agevolare un confronto tra Autori & il pubblico della Poesia, offrendo una concreta alternativa al rito, molto in voga di questi tempi, della “gara poetica”. E a proposito di reading, sabato 7 luglio, a margine della mostra fotografica “Ricordando Woodstock” curata da Paolo Gariglio, si è tenuto nell’auditorium della Biblioteca Civica di Santhià (Vc) un incontro tra Autori organizzato dall’audio-rivista Camion, intitolato “Ultima Fermata”. Coordinato da Giulio Tedeschi, l’appuntamento, collegato al circuito internazionale “100 Thousand Poets for Change” ha visto la presenza di un nutrito gruppo di Poeti di varie età, portatori di differenti punti di vista creativi.Una carrellata tra svariate visioni e sensibilità che ha regalato un ulteriore motivo di interesse all’evento.
L’incontro, aperto da un positivo intervento di benvenuto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Santhià, Renzo Bellardone, ha visto la presenza del giovane alessandrino Marcello Canepa (notato ad Hiroshima Mon Amour durante Wanted Primo Maggio 2018), della torinese Helen Esther Nevola, animatrice del progetto CaleidoScoppio, di Giancarlo Pavanello, artista schivo ma da considerarsi un solido punto di riferimento nel confuso panorama artistico italiano, di Vincenzo Reda, eclettico ed enigmatico personaggio imprestato ad intermittenza alla Poesia, a Bruno Rullo, infaticabile coordinatore di Slam Italia, di Salvatore Sblando, appassionato co-fondatore dell’attivissima Periferia Letteraria, meritevole associazione molto presente tra Torino e Milano.
Finale a cura di Giulio Tedeschi, avaro di gesti e parole come sempre, che ha chuso l’evento con una citazione di Charles Bukowski, probabilmente non da tutti condivisa “Non penso mai, sono un poeta, registro”.
Notata tra il pubblico Carlotta Viazzo, giornalista del periodico “Notizia Oggi”, l’operatore musicale Daniele Boretto, il musicista eporediese Ramu-Raffaele Rossi e lo scrittore di area vercellese Vico Ellena.