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Premio Macchina Da Scrivere 2018: i risultati

PremioMacchinaScrivere18

I risultati della sesta edizione del Premio Macchina Da Scrivere 2018 sono i seguenti:
per la categoria “Biografie”: “Delirium, il lungo viaggio” di Mauro Luce (Zona)
per la categoria “Autobiografie”: “Ricomincio dai tre” di Michele Torpedine (Pendragon)
per la categoria “Costume”: “Agorà Underground” di Claudio Bonomi (Crac Edizioni)
per la categoria “Fotografici”: “Fabrizio De Andre’ Sguardi Radagi” di Guido Harari (Rizzoli)
per la categoria “Enciclopedica”: “Rock Progressivo Italiano, 1980 / 2013″ di Massimo Salari (Arcana Editrice)
Segnalazione speciale a: “Le luci della centrale elettrica” di Vasco Brondi (La Nave di Teseo).

dadaBANANA: la new-wave torinese svelata

DadaBanana

“dadaBANANA” nasce da una intuizione di Giovanni Spada, dalle parti del 2009. Lo stimolo iniziale sembra sia stato quello di raccontare i tumultuosi anni ottanta musicali torinesi attraverso le mirabolanti vicende creative ed umane di Stefano Righi, più noto come Johnson Righeira. Considerato dall’ideatore del progetto come la scintilla iniziale della wave subalpina. Non a torto, diremo noi.
Quasi subito Spada viene affiancato da un secondo soggetto. Anche lui, come il primo, figlio della periferia torinese e anche lui ex ragazzo di quel decennio. Il suo nome è Albrile, Ezio Albrile. Albrile contribuisce ad allargare gli orizzonti narrativi del progetto, aprendolo alle tante ramificazioni della scena underground dell’epoca.
La scrittura si arricchisce, poi, di ulteriori brandelli di vita vissuta ricavati da testimonianze extra. Il libro a quel punto è quasi completo. Composto da brevi capitoli che vanno a sfiorare praticamente tutti i fronti della creatività dell’epoca, non solo musicale. Ha un ritmo pop, con un filo di piccante ironia. In pratica, uno guardo a freddo, ma pieno di calore, per un’epoca seminale.
Il lavoro viene chiuso a fine 2010. Titolo: “dadaBANANA”. Sottotitolo che promette gossip: “storie e misfatti dalla torinese new-wave torinese”.
Spada lo propone al comitato di lettura dell’Einaudi. Da quelle parti il manoscritto (pardon, il file) giace per quasi un anno. Le speranze di una possibile pubblicazioni sono alimentate da ottimistiche e sotterranee “soffiate”. Ma come nelle miglior trame “gialle”, a un certo punto il tutto si risolve con “l’assassinio” metaforico del progetto che non vedrà mai la luce da quelle parti. Per oscure macchinazioni suggerisce qualcuno. Ipotesi frutto più di fantasia che di realtà.
“dadaBANANA” riposa per alcuni anni nella memoria virtuale di alcuni PC. Nel 2014 ricompare improvvisamente. Merito del Premio Macchina Da Scrivere che lo celebra come miglior inedito di quell’anno. La premiazione, informale, si consuma durante un anonimo pomeriggio, nel noto torinese Blah Blah.
Il successivo silenzio viene nuovamente rotto dall’apparizione di alcuni capitoli su un foglio torinese che naufraga in breve tempo, dopo la prematura morte dell’editore che si porta nella tomba anche la speranza di leggere il libro a puntate come un feuilleton ottocentesco.
Ma se Albrile a questo punto sembra cedere, le sorti di “dadaBANANA” si aggrappano a Spada che trova il modo di pubblicarlo on line per la curiosità di un bel numero di svagati lettori.
Scherza scherza siamo così arrivati al 2018. Per quegli strani giochi del destino “dadaBANANA” riprende il cammino. Vieni aggiornato e lucidato e nell’ottobre di quest’anno, come nuovo, complice l’amichevole contributo di AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta, viene messo in stampa.
Una tiratura “molto” limitata sarà diffusa ad arte nel periodo natalizio, con la piena soddisfazione di tutti i protagonisti. In copertina, una foto in bianco & nero che ritrae i Blind Alley. Facce da ottanta, direbbe qualcuno, che riassumono scavate, il lato “oscuro” di quegli anni.

Gli Autori:
Ezio ALBRILE, nato a Torino nel 1962. È uno storico delle religioni del mondo antico occupandosi in particolare delle interazioni tra mondo misterico mediterraneo e la religione dell’Iran preislamico. Su queste tematiche ha scritto una cospicua mole di saggi Si è anche occupato degli influssi orientali nell’arte altomedievale romanica.

Giovanni SPADA, nato a Torino nel 1966, voce del gruppo di cabaret dada Disforia Psichica dal 1986 al 1999; redattore del giornale satirico La Tampa fino al 2015; collaboratore della rivista di poesia Sole Vivo; ideatore e direttore del Festival del Cinema Trash; regista e sceneggiatore di cortometraggi; premiato in numerosi festival.

“Purgatorio Rock” monumentale raccolta di suoni alternativi

PurgatorioRock“Purgatorio Rock” dove brutti & cattivi eroi dell’underground (non solo italiano) hanno trovato rifugio. Tra blues (tanto blues), rock, psyco, punk bastardo, garage, poesia & molto altro. Un incontro – scontro che ha dato vita a un rito peccaminoso tra mistico & pagano, tra passato, presente e futuro.
Una ruvida raccolta di suoni & parole, per palati pronti ad assaporare, senza timore, gusti forti, dedicati ai componenti di una scena cosmica fantasma ma insospettabilmente presente, con una rabbiosa & insaziabile fame di suoni senza compromessi. Un progetto molto articolato che ha coinvolto una tribù di una cinquantina tra musicisti, operatori, tecnici e grafici.

Executive production: Daniele Boretto. Artistic production: Tedeschi, Ellena, Boretto. Promotion: Toast Records with Boretto. Sound engineer: Roberto Giachino. Distribution: Toast Records. Cover: Luigi “Gigi” Barberis.

“Purgatorio Rock” è trasmesso al momento, con successo, da una serie di punti radio sparsi in circa 20 (venti) nazioni, tra cui Usa, Canada, Mexico, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Perù, Serbia, Brasile, Bolivia, Irlanda del Nord, Argentina, Croazia, Australia, UK, etc.

Alba & the Interphones “I Wanna be your Doll” (R. Guastella / C. Belletti / D. Cortese) 1,05
Dennis & Paonessa B.B. “Heat a Toast Blues” (F. Paonessa / D. Dumi / D. Angelino / D. Boretto) 7,50
Fubar “St.Boban Milicic” (Fubar / Bemwejci) 2,05
Occultis “Tiptoe” (Milos Rajic / Occultis) 3,06
Off-Beat “Get Out Of My Life Woman” (Allen Toussaint) 3,08
Killer Klown “Niente di Meno” (C.Rocchi / L.Ellena) 2,52
Leo & Paonessa B.B. “Building a Blues” (F.Paonessa / L. Liuni / D. Angelino / D. Boretto) 6,47
Martins “Primitive” (Grupies / Venet) 4,30
Alice’s Dream “All Along the Watchtower” (Bob Dylan) 4.22
Paolo & Daniel Quinci Band “She” (Patti Smith) 4.05
The Purple Graveyard “We’re Crawling Back” (Maurizio Pustianaz) 3,51
Bruno Rullo “XX Granello di rabbia” (B.Rullo) 1,28
Empire “Prima Canzone” (A.Albanese) 3,10
Frankie Roger & Desperados “Oltre le Nuvole” (L.Ellena) 3,37

Italian poets for the world festival of poetry

Poets
Facciamo parte di un nuovo rinascimento del verbo poetico, oppure ingeriamo una medicina agrodolce per allontanare lo spettro della paranoia che attanaglia il sistema capitalistico occidentale? O molto più banalmente ricerchiamo ingenuamente e con una punta di disperazione un nuovo eden collettivo composto da tante singole entità creative?
Per adesso dobbiamo affrontare un intenso traffico sotto il cielo che non coincide necessariamente con un aumento del pubblico della poesia, ma produce un matematico aumento di coloro che si fregiano (nella maggior parte dei casi in modo “audace”) del titolo di poeta.
Rispondendo a un richiamo arrivato forte e chiaro dal coordinamento nord-americano senza fini di lucro denominato “100 Thousand Poets for Change” sabato 29 settembre si sono svolti centinaia di reading in molti punti del globo, coinvolgendo migliaia di persone, decine di lingue e dialetti e moltissime sfumature culturali.
Anche l’Italia ha partecipato con convinzione a questa bella festa, con una fitta serie di iniziative.
Una di queste, tra le più vivaci, è stata quella che si è consumata presso la Biblioteca Civica di Santhià, minuscola ma organizzata cittadina piemontese in provincia di Vercelli grazie, in particolare, alla sensibilità dell’Assessore alla Cultura Renzo Bellardone che ha accettato per la seconda volta in pochi mesi di scommettere sulla poesia e sulla destrezza organizzativa di Camion, l’audio-rivista che ha coordinato sul campo i due eventi.
L’appuntamento del 29 è stato creativamente un successo, anche se non ha richiamato folle oceaniche, ma ha dato la possibilità ad un gruppo agguerrito di autori di trasmettere versi e ancor di più di confrontarsi liberamente sulla poesia e sulla cultura contemporanea.
L’incontro, che si è svolto nell’arco di quasi tre ore, ha visto la presenza dei seguenti autori: Fabio Bosco, Marcello Canepa, Enrico Mario Lazzarin, Renato Miritello, Helen Esther Nevola, Bruno Rullo, Nadia Sponzilli e Giulio Tedeschi.
Tutti hanno presentato testi nella maggior parte dei casi inediti. Inoltre Nevola ha voluto aggiungere una poesia di Mariangela Gualtieri e Lazzarin ha citato due testi: uno del cantautore recentemente scomparso Claudio Lolli, l’altro del poeta piemontese Alessandro Novellini.
L’atmosfera generale, come detto, è stata costruttiva e ha fatto onore alla poesia e alla sua celebrazione.
Tra i presenti, chiaramente l’Assessore Renzo Bellardone e il pittore Paolo Gariglio (a sua volta inserito nell’evento con un contributo grafico composto da sette tele esposte nell’atrio della biblioteca). Riconosciuti anche due musicisti impegnati su più fronti, il batterista Daniele Boretto e il cantautore Massimo Zaccheddu e la poetry supporter Ricomincio Dame.

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“Camion a Milano” a meeting of new Italian Poetry

Tedeschi.Meo
L’ultimo appuntamento, in ordine di tempo, del gruppo di Autori collegato a Camion si è svolto a Milano l’8 settembre 2018 presso l’ospitale Dazio Art Cafè di Porta Ticinese. Un reading nel cuore della città, in concomitanza con la presentazione della personale “Graffiti domestici” di Giancarlo Pavanello, artista dalle ampie visioni e lui stesso poeta.
L’occasione, decisamente ghiotta, ha riunito per alcune ore al primo piano del locale di Porta Ticinese una variegata rappresentanza di sensibilità creative che si è sommata con armonia all’amplia scelta di materiale artistico esposto.
L’incontro è iniziato secondo programma, con la presentazioni di Giancarlo Pavanello, a cui è seguita l’esplosiva performance di Cataldo Dino Meo, autore attivo da decenni che ha presentato cinque minuti di “Caravaggio”, lungo testo dal ritmo oscuro e selvaggio, interpretato con maestria dall’autore. Di seguito, Marcello Canepa, giovane poeta novarese che unisce la passione della scrittura con il mestiere di fotografo giramondo. Ha continuato il genovese Roberto Marzano, munito di ukulele corretto (accordato come una chitarra), che si è divertito a mixare una tenue partitura musicale accompagnandola con un testo ammiccante e poesia a spot. Poi, il centro del reading è stato occupato da Giancarlo Pavanello che per l’occasione ha presentato alcuni suoi recenti versi. Di seguito, il torinese Vincenzo Reda, personaggio poeticamente eccentrico che per non smentirsi ha aperto con alcuni secondi di silenzio dedicati al grande Thelonious Monk.
Non poteva mancare una voce femminile. Questo delicato ruolo è stato occupato da Nadia Sponzilli che ha saturato immediatamente la scena con la sua presenza, teatralmente scalza e drappeggiata da delicata stoffa a fiori. La sua convinta interpretazione ha colpito positivamente tutti presenti, molti dei quali non si attendevano una performance così emozionante.
Fuori programma, Enrico Paolo Enrico Mario Lazzarin, che ha letto due testi di Walter Passian tratte da “Calligrammi”, raccolta postuma del poeta piemontese. Di seguito, Giulio Tedeschi, che ha sussurrato timidamente una telegrafica scheggia inedita. Chiusura con un breve bis del tutto inaspettato di Marcello Canepa e brindisi finale a base di prosecco in ghiaccio.
Per i soppravissuti, un aperitivo maxi nel patio a pianterreno e un caffè forte per sigillare il tutto.
L’evento ha dimostrato la compattezza e il feeling che si è venuto a creare tra coloro che si riconoscono nel progetto Camion.
Presente in modo attivo, Antonio Meo, che monterà un breve video riassuntivo, prossimamente disponibile su YouTube.
Notati tra il pubblico, Luca Xodo, Laura Faedda, Elisabetta Golinelli , Franco Bolelli, Luisa Sax, Giangrazio Verna e Pieronicola Rigoldi.
(Ph.: Tedeschi – in primo piano Cataldo Dino Meo, alle sue spalle, Antonio Meo)

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100 thousand poets for change get ready in Italy with Camion

PoetiSanthiàIl reading rimane ancor oggi l’unico strumento valido per agevolare un confronto tra Autori & il pubblico della Poesia, offrendo una concreta alternativa al rito, molto in voga di questi tempi, della “gara poetica”. E a proposito di reading, sabato 7 luglio, a margine della mostra fotografica “Ricordando Woodstock” curata da Paolo Gariglio, si è tenuto nell’auditorium della Biblioteca Civica di Santhià (Vc) un incontro tra Autori organizzato dall’audio-rivista Camion, intitolato “Ultima Fermata”. Coordinato da Giulio Tedeschi, l’appuntamento, collegato al circuito internazionale “100 Thousand Poets for Change” ha visto la presenza di un nutrito gruppo di Poeti di varie età, portatori di differenti punti di vista creativi.Una carrellata tra svariate visioni e sensibilità che ha regalato un ulteriore motivo di interesse all’evento.
L’incontro, aperto da un positivo intervento di benvenuto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Santhià, Renzo Bellardone, ha visto la presenza del giovane alessandrino Marcello Canepa (notato ad Hiroshima Mon Amour durante Wanted Primo Maggio 2018), della torinese Helen Esther Nevola, animatrice del progetto CaleidoScoppio, di Giancarlo Pavanello, artista schivo ma da considerarsi un solido punto di riferimento nel confuso panorama artistico italiano, di Vincenzo Reda, eclettico ed enigmatico personaggio imprestato ad intermittenza alla Poesia, a Bruno Rullo, infaticabile coordinatore di Slam Italia, di Salvatore Sblando, appassionato co-fondatore dell’attivissima Periferia Letteraria, meritevole associazione molto presente tra Torino e Milano.
Finale a cura di Giulio Tedeschi, avaro di gesti e parole come sempre, che ha chuso l’evento con una citazione di Charles Bukowski, probabilmente non da tutti condivisa “Non penso mai, sono un poeta, registro”.
Notata tra il pubblico Carlotta Viazzo, giornalista del periodico “Notizia Oggi”, l’operatore musicale Daniele Boretto, il musicista eporediese Ramu-Raffaele Rossi e lo scrittore di area vercellese Vico Ellena.

Ultima Fermata a Santhia’: poesie per Camion, l’audio-rivista

ultimafermataSabato 7 luglio, dalle ore 10.00), presso la biblioteca di Santhia’ (Vc), in Via Dante 4, a margine della mostra fotografica “Ricordando Woodstok” curata da Paolo Gariglio, reading a cura dell’audio-rivista Camion (Toast Records). Titolo dell’evento “Ultima Fermata a Santhia’” “Last Exit To Santhia’”. Una iniziativa collegata al movimento internazionale “100 Thousand Poets for Change” “100mila Poeti per il cambiamento”. Parteciperanno svariati Autori, tra cui, Giulio Tedeschi per Camion, Bruno Rullo per Slam Italia, Salvatore Sblando per Periferia Letteraria, e Vincenzo Reda (tutti da Torino) – Giancarlo Pavanello (dadotuttobianco) da Milano e Marcello Canepa da Novara. Music a cura della Paonessa Blues Band.

Wanted Primo Maggio, un originale appuntamento con la cultura underground

OnyriconWanted Primo Maggio nato per denunciare la perdita d’identità della Festa del Lavoro si è trasformato, nel corso del tempo, in una minuscola alternativa all’invadente ondata di spazzatura che infradicia la scena musicale italiana e anche quest’anno si è ritrovato come sempre svincolato da istituzioni, partiti e sindacati e con l’intatto obiettivo di dare priorità a tutti coloro che cercano uno spazio per esprimere le proprie visioni.
L’edizione del 2018, l’ottava, si è conclusa nella notte a cavallo tra il primo e il due maggio nella torinese rock hall di Hiroshima Mon Amour. Più di cinque ore di performance, dove musica & poesia si sono alternate in modo amichevole, coinvolgendo il pubblico di tutte le età che ha affollato la location, nonostante un clima dal sapore quasi invernale.
La sarabanda è stata aperta alle 19.00 dall’esibizione del progetto acustico Cri+Sara Fou. Un tenue ma interessante indie-pop che dovrà definirsi in modo più preciso nelle prossime stagioni.
A seguire, lo spazio reading proposto dall’audio-rivista Camion. Il pubblico ha seguito con innegabile interesse le giravolte plastiche e vocali del collettivo poetico. Sul palco Bruno Rullo che ha pilotato, in modo imperturbabile, la situazione. Letture dello stesso Rullo, di Ivan Fassio (con il suo inseparabile copricapo), Fabio Bosco, Marcello Canepa e Helen Esther Nevola, che sarà ricordata come la “poetessa incellophanata”, visto il nastro trasparente che l’ha avvolta durante il suo primo intervento. Ospite molto speciale, Ennio Onnis, uno dei grandi vecchi della poesia torinese.
La musica, invece, ha ricominciato a pompare subito con lo spazio Contest. Dal vivo, l’alternative dei savonesi Diatomea, il rock dei salernitani Cosmorama e le songs del cantautore elettrico torinese Andrea Marzolla. Tre proposte molto diverse tra loro, ma sicuramente valide in equal misura.
L’area Festival prende il via alle 20.20 quando la scena viene occupata dal rock italiano dei PopForZombie in versione acustica e in formazione rimaneggiata per un’assenza non programmata del batterista, sostituito al volo dal poli-strumentista Domenico Serra. Cinque i brani proposti, tutti tratti dal loro recente cd/album. A seguire i Powerillusi, accompagnati da una folta schiera di Artisti, alcuni dei quali protagonisti dell’album “Powerillusi & friends”. La vocalist Antonella Bellan in “Par condicio blues”, il cantautore Matteo Castellano, il poeta demenziale Giorgio Scapecchi e i Mirafiori Kidz in “Quella rap”. Proprio quest’ultimi hanno raccolto il testimone continuando la giornata con le sempre verdi note combat scagliate alla loro platea di fans.
A questo punto il direttore artistico di Wanted ha ritenuto opportuno salire sul palco, prendere il microfono e ringraziare pubblico e musicisti, cogliendo l’occasione per fare il punto di sei mesi di attività preparatoria a Wanted. Al suo fianco, il conduttore della serata, Luca Calderan e il giurato Vito Vita, ad annunciare i risultati del Contest (prima posizione Diatomea).
Chiusura in perfetto club style a cura di Luca Onyricon Giglio, con una magnetica performance electro-wave tratta dall’album inedito “Musica per Monorotaia”.
Wanted Primo Maggio 2018, diretto da Giulio Tedeschi. Logistica: Toast Records. Con l’essenziale supporto di Hiroshima Mon Amour; la collaborazione di AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta (Torino), Metrodora (Genova), Wanted Primo Maggio Liguria, Mumble Rumble Salerno, Fall Festival Salerno, Festival delle Periferie (Genova), Miscela Rock Festival (Ivrea), Blah Blah (Torino), Teatro Altrove (Genova); l’appoggio di Fleurs du Mal (Roma), Salotto di Mao (Torino), Slam Italia, CaleidoScoppio (Torino), Camion (Torino), ToIndie, Spazio Parentesi (Torino), Taurinews (Torino); l’aiuto di Daniele Boretto (logistica/Torino), Giuseppe Galassini (The Box/Imola), Sergio Cippo (Queen Music/Torino), Fabrizio Gargarone & Mauro Boglione (Hiroshima Mon Amour), Alessandro Armosino & Roberto Giannini (Metrodora), Max Maffia
& Vincenzo MumbleRumble Loria (Mumble Rumble),Erik Calvo & Cristina Pieretti (Miscela Rock Festival), Luca Calderan & Michele Albera (Taurinews). Un grazie a Fabio Licata (News Spettacolo) per l’attenzione e a Valter di “Sound of Vintage”.
La Giuria di “Live Talent”: Vito Vita (della rivista “Vinile”), Erik Calvo (Miscela Rock Festival), Luca Calderan (Taurinews).
La foto ritrae Luca Onyricon Giglio durante la sua performance a Wanted Primo Maggio 2018.

Un reading il Primo Maggio a Hiroshima Mon Amour, Torino.

BoscoCome definire gli Autori che accettando l’invito di Giulio Tedeschi di Toast Records sono saliti, nel pomeriggio del Primo Maggio, sul palco torinese di Hiroshima Mon Amour? Tardo romantici? Incoscienti? “Partigiani” culturali? Difficile dirlo. Sicuramente Artisti della parola che non hanno timore a mettersi in gioco.
La squadra che si è presentata a Wanted Primo Maggio era formata da Bruno Rullo (Slam Italia) che ha coordinato il reading , Helen Esther Nevola (CaleidoScoppio), Ivan Fassio (Spazio Parentesi), Fabio Bosco e Marcello Canepa. Tutti e cinque i nostri protagonisti, da tempo, percorrono con sicurezza i sentieri della poesia, in modo attivo e partecipe. Ospite speciale il decano Ennio Onnis on due testi di cui uno pacifista e contro gli interessi (economici ed ideologici) che producono rovinosi e letali conflitti.
Interessante la coinvolgente performance di Helen Esther Nevola e l’inaspettato mix di Fabio Bosco che ha contaminato un suo testo inedito con le prime battute del noto poema beat “Urlo” di Allen Ginsberg.
“Poeti per Wanted” quest’anno è stato dedicato alla memoria del giornalista, scrittore & poeta Stefano Terra (Torino, 1917 / Roma 1986)
In foto, Fabio Bosco durante la sua lettura (Ph. Sergio Cippo)

Wanted Primo Maggio, musica & poesia underground

0001 Ideato con la missione di mettere in luce buona musica selezionata nel sottosuolo musicale italiano Wanted Primo Maggio, in otto edizione, ha mutato coerentemente il suo percorso, arricchendo il Music Festival ospitato dal rock club torinese Hiroshima Mon Amour con un tour lungo la penisola (Wanted Tour), un green contest a favore delle giovani leve della musica italiana (Live Talent) e addirittura con un Poetry Meeting (Poeti per Wanted) che da svariati anni e con inaspettato successo presenta, una selezionata schiera di Autori che si cimentano nella difficile espressione poetica calata disinvoltamente in una arena rock.

Due storiche band torinesi in programma, per l’edizione 2018. I sempre verdi e combattivi MIRAFIORI KIDZ e i POWERILLUSI, in questa occasione accompagnati da una serie di Artisti amici. La carrellata musicale sarà aperta dall’indie pop del duo CRI+SARA FOU e si concluderà con l’electro performance di Luca GIGLIO. A loro si aggiungeranno i POPFORZOMBIE, maturo combo di pop rock da non perdere di vista.

Lo spazio Contest ospiterà il torinese Andrea MARZOLLA con band elettrica, i salernitani COSMORAMA e i savonesi DIATOMEA, tre progetti individuati dopo una serie di pre-selezioni che verranno esaminati da una giuria di esperti.

Il Poetry Reading, invece, darà voce a Bruno RULLO di Slam Italia, a Helen Esther NEVOLA dell’associazione torinese CaleidoScoppio, a Ivan FASSIO, responsabile della galleria d’arte alternativa
Spazio Parentesi, al giornalista/poeta Marcello CANEPA e al giovane Autore Fabio BOSCO.

I cancelli di Hiroshima si aprirano poco prima della 19,00 e l’evento dovrebbe chiudersi dalle parti delle 24,00. Entrata libera. Drinks & food a disposizione e mini-area di materiale sonoro indipendente e autoprodotto nell’atrio.