Catalogo Punto Zero

Punto Zero: una voglia pazza di vinile

La Toast rilancia l’acquisto degli storici vinili della collana Punto Zero che lanciarono tantissimi nuovi artisti della scena musicale indipendente italiana. Ecco tutta la collana disponibile a prezzi imperdibili, tiratura ad esaurimento.
Nella prima meta’ degli Anni Novanta andarono praticamente a ruba e furono veri e propri oggetti di culto i dischi in vinile prodotti dalla Toast nella collana Punto Zero: una collana capace di lanciare tantissimi nuovi talenti della scena musicale indipendente che poi si sarebbero affermati sul proscenio nazionale.
Si e’ trattato come dichiara Andrea Tinti (Corriere della Sera Bologna) nel suo intervento tratto dal reportage cartaceo “Buone Nuove Dal Suono” di “… una bella avventura. Una raccolta con una fanzine a mo’ di copertina, dove dentro c’era tutto e il contrario di tutto. Un pianeta di suoni che assomigliava allo sbarco su Marte, o all’assedio di Stalingrado.”.
Si propone la vendita ad euro 20,00 (spese di spedizioni comprese) escluso il numero doppio 9/10 che viene proposto ad euro 30,00 (spese di spedizioni comprese). Tutti gli 11 numeri sono proposti ad un prezzo speciale di euro 195,00.

PuntoZeroUno

Punto Zero n.1 non disponibile (1990)

PuntoZeroDue

Punto Zero n.2 non disponibile (1990)

PuntoZeroTre

Punto Zero n.3 non disponibile (1990)

Punto ZeroQuattro Punto Zero n.4 (1991) nell’album: Kirlian Camera, Passiflora, The Carnival of Fools, Snowdrops, Yo Yo Mundi, Border Radio, Formentera Lady, The Big Chill – Euro 20,00
PuntoZero5.6

Punto Zero n.5/6 (1991) nell’album: Paul Chain, Eridania, Dead Letter Office, Torquemada, Bohemien Flambè, Le Scimmie e la luna, Monique Ennoire De Corto + in allegato il 45 giri dei Taken to the bootle – Euro 20,00

PuntoZeroSette

Punto Zero n.7 (1992) nell’album: Francois & le Coccinelle, E.T & The Flying Cruth,Plasticost, Starfukers, Men of Lake, Alex Schiavi, Moonshiner – Euro 20,00

PuntoZeroOtto

Punto Zero n.8 (1992) nell’album: Pankow, TNR, Cage, Lef, Sandro Oliva & The Blue Pampurio’s, Joe Perrino & The Mellowtones, Cellophane Flowers, Camelia Danz’Orchestra – Euro 20,00

PuntoZero9.10

Punto Zero n.9/10 (1992) doppio album – nel primo: Mauro Theo Teardo, Marlene Kuntz, Mr.Jones With, Sirene & Balene, Blackboard Jungle, Dario Sanguedolce. Nel secondo (“Apocalisse di Diamante”): No Strange, Steeple Jack, Effervescent Elephant, The Mirror, Krypstathesie, Pale Down – Euro 30,00

PuntoZero11.12

Punto Zero 11/12 (1993) nell’album: Incontrollabili Serpenti, Name Us Your Self, RIV, Cave Dogs, The Room 101 & Devil, Garden of Sensation, Ain Soph, Notturno Concertante + in allegato il 45 giri dei Sinner Dolls – Euro 20,00

PuntoZero13.14

Punto Zero 13/14 (1993) nell’album: una facciata dedicata alla Paul Chain Factory (Paul Chain, Sin-Ta, A.V.Gerenia, Stigma Rea, Mario Mariani Ensemble) e una facciata con Klasse Kriminale, Sigillum S, East Wall, Wainer Nadalini + in allegato “Toccatevi l’amore è cieco” di Giulio Tedeschi: prima, unica, brevissima storia del rock in Italia (1958/1993) – Euro 20,00

PuntoZero15

Punto Zero 15 (1994) nell&##8217;album: una facciata dedicata alla scena blues (con Dario Lombardo & Blues Gang, Carla Suppo & Blues Melodies, Longhorns, Tony D’Urso Group, Travelin’Band) e l’altra con Acth, Kenzeneke, Birdy Hop, Davide Riccio & Carlo Actis Dato – Euro 20,00

PuntoZero16.17

Punto Zero 16/17 (1994) nell’album: Gang, Ataraxia, Multihouse Filter Oblique più uno speciale band di Faenza (Fratelli Gemelli, Rap Master Flash, J&J Pussy Rat, Eh?, Gram) – Euro 20,00

PuntoZero18.19.20

Punto Zero 18/19/20 (1995) nell’album: Zauber, tre gruppi di Ferrara (Go Flamingo, Dawn Fades, Incas-Tigo), Kickstart, Vetriolica, Gerstein, Felix Band – Euro 20,00

PuntoZero21.22.23

Punto Zero 21/22/23 (1995) nell’album: Agenzia Tormenti, Paolo Badolisani, Cavern, Emanuele Ferrarese, Renzo Giorda. Pieno Effetto, Off Beat, Sciacalli, Fleurs du Mal – Euro 20,00

PuntoZero24.25

Punto Zero 24/25 (1996) non disponibile

cover 24 - 25

Punto Zero intera collezione – Euro 195,00

 

PUNTO ZERO, praticamente l’unico esperimento di audiorivista indipendente a diffusione nazionale (se escludiamo il tentativo di Independent Music ad inizio anni zero durato lo spazio di pochi mesi). Fu progettato a fine anni ’80, a coronamento di un decennio che buona parte delle scena musicale italiana aveva speso oscillando tra conformismo cieco in rapporto a modelli dettati dalla scena creativa internazionale e arrivismo provinciale, espresso con forza dalla nascente onda di operatori del settore.

In realtà, bisogni culturali seri erano presenti da qualche parte in quel grigio decennio. Queste curiosità furono ben incarnate dalla Toast Records, nata a Torino nella primavera del 1985 sulle ceneri di un’altra gloriosa esperienza, la Meccano Records.

Il successo di PUNTO ZERO si spiega facilmente, considerando che l’idea di un immenso archivio di musica alternativa aggiornato in tempo reale e diffuso capillarmente nel circuito underground nazionale fu da subito vincente in quel periodo di transizione tra il tramonto dell’era analogica e la gloriosa alba della net-revolution, quando l’aggiornamento non era ancora “istantaneo” come ai giorni nostri.

L’audiorivista, diretta sin dagli esordi da Silvano Silvi per la parte giornalistica, da Giulio Tedeschi per le scelte musicali (coadiuvato in fase di montaggio e masterizzazione da Gigi Guerrieri) e nei primissimi tempi da Massimo Setteducati per tutto il settore fotografico, si presentò subito con un taglio grafico e sonoro inedito e particolare.

Un foglio informativo zeppo all’eccesso di interviste, appunti critici, interventi, recensioni, foto. Il tutto allegato ad un album in vinile, montato con criteri non tradizionali, anzi in alcuni casi molto audace per i tempi e perché no, rischiosamente azzardato nelle scelte artistiche che si discostavano volutamente dai trend modaioli dell’epoca. In pratica, un gioco alchemico di parole e musica che andava a contaminare con destrezza generi e messaggi apparentemente lontani, facendoli poi coesistere in armonia, nel medesimo contenitore.

Si evidenziarono da subito le tante finalità del progetto e in particolare il desiderio di creare uno strumento agile e nel contempo non banale, per tradurre i continui, convulsi e molte volte illeggibili stimoli provenienti dalla scena musicale alternativa. Il tutto proposto ad un prezzo di copertina molto economico.

Il primo vero numero di PUNTO ZERO viene, con immediato riscontro di pubblico e critica, pubblicato e distribuito da Toast nella primavera del ’90. In copertina, uno scatto fotografico di Massimo Setteducati che ritrae, in rigoroso bianco e nero, Oskar Giammarinaro degli Statuto intento a registrare “Senza di lei”, nella penombra degli studi Minirec di Torino.

L’esperienza editoriale dura sei anni, con 25 numeri prodotti (l’ultimo dei quali pubblicato, per errori redazionali, in tiratura limitata ed esaurito in pochissimi giorni) ed oltre 200 proposte sonore italiane presentate.

Nella sua globalità, possiamo considerare PUNTO ZERO una vera e propria banca dati con regolare aggiornamento stagionale (l’audiorivista veniva pubblicata 4 volte lanno: primavera, estate, autunno, inverno).

Un ricco mosaico che ha raccolto di tutto (escluso il nascente ital-rap). Calcano i solchi vinilitici di PUNTO ZERO nomi molto noti (Gang, Statuto, YoYoMundi, Marlene Kuntz, Afterhours); tasselli fondamentali per la comprensione del rock italico (Kirlian Camera, Pankow, Go Flamingo, Incontrollabili Serpenti, Barbieri); “personaggi” (Paul Chain, Marziano Fontana, Max Casacci, Wainer Nadalini, Theo Theardo, il poeta contadino Ottorino Ferrari, etc.), progetti sonori di forte significato (Klasse Kriminale, Kryptastesie, Sigillum S, etc.); culti sotterranei (Eazycon, No Strange); proposte eccentriche (Francois e le Coccinelle, Figli di Guttuso, etc.), lingue e dialetti diversi (italiano, spagnolo, francese, arabo, piemontese, sardo, calabrese, etc.). Toccando praticamente tutte le possibili sfumature sonore riconoscibili nel panorama contemporaneo (pop, psyco, ambient, beat, industriale, combat, garage, oi, dance, blues, dark, hard, wave, punk, etno, demenziale, grunge, folk, gothic, r&r, rumorismo, ska, etc.).

Nel corso degli anni PUNTO ZERO si arricchì di proposte informative parallele che presero, di volta in volta, forme diverse.

Dischi 45 giri: quello dedicato ai Taken to the Bottle allegato a PUNTO ZERO 5/6 e quello dei Sinnerdolls accluso a PUNTO ZERO 11/12.

Un intero album di psichedelia (“Apocalisse di Diamante”, gemellato con PUNTO ZERO 9/10). Una facciata completa di PUNTO ZERO 15 dedicata all’area Blues (“Blues City”,secondo capitolo della compilation
omonima uscita qualche tempo prima sempre per la Toast). Inchieste sonore rivolte a scene locali: Faenza (PUNTO ZERO 16/17), Ferrara (PUNTO ZERO 18/19/20), Sardegna (PUNTO ZERO 24/25). Uno special costruito intorno ai gruppi prodotti artisticamente da Paul Chain nel suo studio di Pesaro (PUNTO ZERO 13/14); persino un mini/libro dedicato ad una brevissima storia del rock in Italia (“Toccatevi l’amore è cieco”, PUNTO ZERO 13/14).

Essenziale ricordare la carica fortemente critica che ha continuamente animato il settore informativo dell’audiorivista (i collettivi redazionali erano situati a Torino, Genova, Bologna, Roma, Potenza, Cagliari, Imperia): una pungente (a volte volutamente irritante) analisi. Mai fine a se stessa. Arricchita da malcelate provocazioni dirette specialmente verso lo stagnante ambiente degli operatori del settore, noto per il suo atteggiamento cauto e tradizionalista.

PUNTO ZERO in tutti questi anni è diventato un piccolo, piacevole, persino utile oggetto di culto. Amato e coccolato da tutti coloro che hanno ritenuto opportuno utilizzarlo e frequentarlo con regolarità e ai molti fans nascosti in svariate parti del mondo, come Germania, Giappone, Canadà.

Per chi ha buona memoria, ricordiamo che il lavoro di selezione, documentazione e ricerca condotto da PUNTO ZERO è paragonabile al progetto dei mitici Dischi del Sole che negli anni ’60 furono giustamente considerati la maggiore testiminianza della musica popolare italiana del dopoguerra.

Purtroppo l’aumento delle spese collegate alla produzione di vinile (che impediva di fatto la possibilità di mantenere il prezzo di copertina a livelli commerciali) e la difficoltà per il vecchio formato vinilitico di trovare adeguato spazio nei punti vendita, obbliga la Toast a chiudere a fine ’96 la prima serie, dando vita progettualmente, dopo un certo periodo di studio, ad una edizione digitale che avrebbe dovuto prendere il volo nel primo semestre del 2000. Purtroppo il tentativo rimase in cantiere, senza prendere vita realmente. Non abbiamo perso le speranza di rivedere tra noi PUNTO ZERO: attendiamo pazienti e se sarà il caso, avremo modo di vedere e giudicare.