Storia

Un lungo viaggio alternativo
(Toast, 1985/2014, Meccano, 1979/2014, Punto Zero, 1990/2014)


ganesh

La Toast é un processo mentale totale, condotto attraverso mezzi sonori.

Abbiamo un potente mezzo di lotta,
la forza della ragione, con la
coerenza e la resistenza fisica e
morale che essa dà.
(Pier Paolo Pasolini)

Perchè la vita è sacra e ogni
momento è prezioso
(Jack Kerouac)

* 1979/1985: Meccano Records (le origini)

Come i ragazzi di oggi, anche quelli del ’79 riempivano le cantine ed i garage suonando. Centinaia di gruppi. Nomi esotici e sudore.
Testi in italiano: ironici, taglienti, dementi, provocatori. Torino, Milano, Bologna, Firenze, Pordenone: piazze calde, dove le piccole band crescevano libere ed autonome. Cani sciolti.
La Meccano nasce allora. A Torino: nota città laboratorio. Tempi lontani, romantici. Quando il termine indipendente profumava di novità,i punti vendita non sapevano che farsene di vinile underground e l’autogestione era ancora per poco un metodo politicamente corretto per il controllo e la gestione delle attività industriali nella Jugoslavia titoista.
I giornali specializzati erano infestati da gigantografie a colori di Patti Smith e gli Area continuavano ad essere il massimo della nuova espressione sonora italiana.
Il simbolo della Meccano era all’epoca una chiave inglese rosa: la durezza delle periferie metropolitane ammorbidita da un tenue color pastello. Il primo progetto discografico (“Bianca Surf”, produzione Meccano, stampa Italian Records), fu proprio figlio di quella periferia: Johnson Righeira, mezzo punk, mezzo “tipo da spiaggia”. Un buffo alieno pieno di sogni e desideri, che a suo modo fece storia.
Subito dopo i Blind Alley. Uno scatenato trio capitanato da Gigi Restagno. Dandy torinese con simpatie mod e dj radiofonico a tempo perso.
Il progetto, multiforme ed eccitante, abortì per cause naturali prima di prendere il volo sul serio. A questo punto la Meccano, per mantenersi viva e vegeta sterza verso il punk, che in Italia iniziava a strillare.
Tra le varie produzioni degne di nota è bene ricordare il primo mitico album dei Raw Power (“You Are The Victim”), biglietto da visita per scatenate stagioni oltre oceano (leggendari i vari tours americani, suonando dal
Messico al Canadà, con gli Stati Uniti trafitti da costa a costa e Jello Biafra come guida spirituale). Il vinile dei romani Bloody Riot (l’album omonimo è anche da considerarsi il primo lavoro indipendente uscito dalle viscere della Capitale).  Le due compilation “Raptus” (uniche a documentare con fedeltà assoluta tutte le sfaccettature del movimento nascente), diventate da subito un cult nel circuito punk internazionale. Il sette pollici “Torino è la mia città”, ruvido manifesto sonoro dei Rough, prima band skin italiana ad essere pubblicata su disco. E per finire il 45 giri degli emiliani Stigmathe (“Lo Sguardo dei Morti”) che doveva aprire la strada ad un’album rimasto purtroppo inedito.

* 1980/1982: Costretti a sanguinare

La Meccano, astratta entità underground, si muoveva a vari livelli. Producendo. Mantenendo contatti con l’esterno. Diffondendo materiale giusto. Organizzando concerti. Rassegne volanti. “Come dei Cani”, “Punk’s not Dead”, “Costretti a Sanguinare”. I luoghi dei “misfatti”? Piccoli angoli rock torinesi in via di definizione.
Specialmente il “Fire”. Dietro p.zza Statuto, nascosto in un cortile. Luogo particolare ma a suo modo accogliente. Con una vita bizzarra. Palestra di giorno, club di sera. E il “Mexico”, sperduto a Mirafiori Sud, all’ombra del
“disagio” dei quartieri dormitorio. Gestito allora da Massimo, detto Bunny che fuggirà poco dopo verso la Spagna, alla ricerca di Movida e forti emozioni. Le band? Spillettes, Blind Alley, Wursterl, Fall Out, Blue Vomit, Zip, Spillettes, Rough, Bad Boys. Live stracciati. Scatenati. Inventati. Il pubblico? La scena locale, che fluttuava intorno al Bar Roberto in Via Po. Alcune decine di ragazzi e ragazze con attitudine di vario genere: punks, wavers, proto/dark, skins, qualche “esteta” di passaggio e alcuni freaks, svagati compagni di viaggio alla ricerca di nuove future stabilità. Una piccola tribù per una beata età dell’oro che finirà quasi subito. Chi erano? Antisociale, Ursus, Elena, Pingafloida, Nasty, Formaggino, Sette, Carlo, tanto per citarne qualcuno. La maggioranza tra i 18 e i 22 anni. Da loro sarebbe derivato tutto, o quasi. E non solo a Torino…

* 1983/1984: A proposito di Raptus

di indiscutibile importanza storica (Luca Frazzi, “Guida al Punk italiano”)

Nel 1983 Meccano produce “Raptus 1984″, l’anno dopo “Raptus, Negazione & Superamento” – due album che furono allora e sono tutt’ora l’unica reale fotografia del movimento punk italiano nel suo momento di massima esplosione, politica e creativa. Curate con la solità “schizzata” partecipazione da Giulio Tedeschi, sono una carta planimetrica delle varie sfaccettature dell’area punk delle origini: punkrockers, hardcores, red/oi, anarcopunx.
Due compilation diventate da subito un cult nel circuito punk internazionale. Il primo reale messaggio italiano fiondato verso il mondo. Questo fu subito riconosciuto da “Maximum Rock’n'Roll”  bibbia americana del punk internazionale, da Jello Biafra, indiscusso guru del punk senza frontiere e da tantissimi altri sparsi in Occidente, negli allora paesi dell’Est (Polonia in testa) e in Oriente. Di Raptus si ricordano (oltre il messaggio prettamente musicale) particolari estetici non trasurabili. Il vinile a colori (il rosa shock di “1984″ e il blu cobalto di “Negazione & Superamento”). Le copertine con le riproduzioni in rigoroso b&n di eventi “catastrofici”: un caseggiato intero colto mentre crolla per “1984″, un pallone pubblicitario della Good Year finito al suolo, tra asfalto & macchine di passaggio per “Negazione”. L’allegato a “Negazione”: un poster arancio fluoro, sparatissimo, che riporta dati informativi  e la riproduzione “sgranata” di un fotogramma di “Apocalipse Now” (un Dennis Hopper solitario alle foci del Mekong, che scatta foto “a vuoto” verso l’acqua).
Tutte immagini facilmente riconducibile ad uno stesso messaggio. La distruzione traumatica di un mondo. Per far posto al nuovo. Al diverso. Ma non in modo pacifico e pacificato come si sarebbe supposto o sognato pochi anni prima. Ma in forma tellurica. Esplosiva. Apocalittica. Quasi finale.

* 1985: Toast, buone nuove dal suono

il cuore pulsante del rock italiano (Gianni Della Cioppa, Musicalnews.com)

l’indipendente delle indipendenti (Barbara Santi, Rumore)

la storia del rock italiano passa  necessariamente dalla Toast Records (www.kantieri.it)

Superati i traumi infantili nasce la Toast: è la primavera dell’85.  A Torino, in Via Duchessa Jolanda 7, a due passi da P.zza Statuto. Una primavera mite dopo un inverno pieno di neve. A Settembre il debutto con l’album in vinile color acqua dei No Strange, band neo-psychedelica torinese che in pochissimo tempo diventerà un cult nel circuito underground internazionale. “Trasparenze & Suoni” (così era intitolato) fu presentato ufficialmente durante il Meeting delle etichette indipendenti di Firenze, arrivato quell’anno alla seconda edizione.

* 1985: a ruota libera

Momento fatale l’85 per il rock italiano. I Litfiba sgambettano sempre più decisi. I Gang cercano di fare i duri. I CCCP cesellano i loro voltafaccia futuri. In Toast si vive giorno e notte. Una cascata di buona musica. Vorticosa.
In certi momenti l’80% dell’area alternativa. Centinaia di gruppi da allora in avanti. Arrivando sino ad oggi. Molti prodotti, altri distribuiti. Impossibile citarli tutti: Nabat, Fleurs Du Mal, Limbo, Settore Out, Kenze Neke, Gang, Act, Mr.Jones, Screaming Floor, Snowdrops, Neon, Franti, Underground Life, Party Kidz, Thelema, East Wall, Larsen, Laghi Secchi,The Whippin’Post, CCCP, Kina, Anathema Sonic Truz, Difference, Ritmo Tribale, Vetriolica, En Manque D’Autre, DHG, Sandro Oliva & The Blue Pampurio’s, Dirty Kids, Idiogen, Diathriba, Elicotteri, Pikes In Panic, Ossessione,  Incontrollabili Serpenti, Peter Sellers And The Hollywood Party, Afterhours, Barbieri, Strike, Avvoltoi, Wells Fargo, Powerillusi, Figli Di Guttuso,  Polvere di Pinguino, Ain Soph, Francois & Le Coccinelle, Statuto, Eridania, No Strange, Jet.sons, Eclissidra, Joes Garage, Agenzia Tormenti, Art Of Waiting, Cosmonauta, Cavern, Truzzi Broders, Subterraneans, Take To The Bottle, Traccia Mediterranea, Vegetable Man, Not Moving,  Boppin Kids, Cheap Wine, YoYoMundi, That’s All Folks, Temple Of Venus, Malindi Bangs, Dead Freaks Society, Altera, Le Scimmie e la Luna, Pranxter, Temple Of Venus, Steve Sperguenzie & The Incredible Lysergic Ants, Agua Calientes, Hush, IV luna, Volusgolia, Gruppo Spontaneo di Musica Moderna, Il Pianto di Rachel Cattiva, Officine Aurora, Sungria, Zerokelvin, Isola di Niente, Tito & Thee Brainsukers, Marcello Capra, W.O.M.P, Scanferlato, Guignol…

* 1987: Minirec Studio, Torino (navigare tra i suoni)

Inizia nell’87, complice Marziano Fontana (che produrrà artisticamente per Toast Records Carl Lee, Statuto, Difference e con Massimiliano Casacci i Vegetable Men), la regolare collaborazione con il Minirec Studio di Luigi
“Gigi” Guerrieri: registrazioni, provini live, montaggi, masterizzazioni. Una seconda casa: ore, settimane, mesi sepolti nella semioscurità. Tantissimi gruppi (Statuto, No Strange, Agenzia Tormenti, Figli Di Guttuso, Eridania, Barbieri, Fleurs Du Mal, Matka, Sciarada. Jet.sons, Temple of Venus, Steve Sperguienzie & the Incredible Lysergic Ants, Gruppo Spontaneo di Musica Moderna, Isola di Niente, Guignol, Scanferlato, tanto per citarne qualcuno). Il montaggio di tutti i Punto Zero. La masterizzazione digitale dei nostri lavori. Il mixaggio di migliaia di ore registrate. Il travaso in digitale dell’archivio analogico e cosa più importante, buoni consigli per navigare tra i suoni.

* 1988: Bom Shankar Evento (free festival ad uso privato)

Un vero e proprio Free Festival ad uso privato, quello noto come Bom Shankar Evento: ispirato da Alberodimele e curato dalla Toast. Una domenica di fine inverno (20 marzo), nella campagna circostante Torino
(un asilo semiabbandonato in zona La Loggia). Partecipano musicalmente: No Strange, Peter Sellers, Afterhours e Vegetable Men. Tutti, in quel momento, con forti attitudini acido/psichedeliche.
I suoni vengono registrati da un attrezzato studio mobile assemblato dalla Toast, sotto la regia di Massimiliano (Max) Casacci. Immagini a futura memoria curate da Massimo Setteducati. Intorno a loro, oltre ai componenti dei vari gruppi, qualche accompagnatore più o meno estemporaneo. Alcuni giornalisti. Dei dj’s radio. Un paio di fanzinari curiosissimi e due robusti roadies per caricare e scaricare le strutture mobili. Una giornata fuori dal mondo, sotto un cielo di piombo tipicamente stagionale, interrotto da sprazzi di sereno.
A tutt’oggi, buona parte delle registrazioni sono ancora inedite, esclusa la suite dei No Strange “Vibrazioni di Alghe Marine” e un brano a testa dei restanti tre gruppi (mixati da Massimiliano Casacci e pubblicati su “Oracolo”).

* 1988/1993: Ricorda con Rabbia (archivi del beat italiano)

La Toast é la prima in Italia a ritenere opportuno ricercare nel vasto patrimonio del Beat italiano anni ’60 materiale sonoro da riproporre, pubblicare e diffondere. Andando, come di consueto controcorrente, la Toast
solleva con questa decisione, un velo di omertà critica che dai primissimi anni ’70 avvolgeva questo argomento: un impenetrabile disprezzo durato quasi vent’anni. Ci voleva il solito incoscente coraggio della Toast per contrastare una moda culturale che voleva a tutti i costi vedere il Beat come fenomeno ingenuo e sicuramente poco creativo: più imitazione che ispirazione, senza nessuna reale incidenza nelle nostre abitudini musicali. Da subito, la Toast si pone il problema di smantellare questa massa informa di luoghi comuni. Il Beat nazionale fu un fenomeno di forte presa creativa, molto originale, con forti componenti culturali prettamente italiane (le vocalizzazioni in  sardo dei Barritas, le rivisatazioni da Pasolini di Chetro & Co. o le visioni grafico/sonore delle Stelle di Mario Schifano, tanto per fare qualche esempio agganciato, in un modo o in un altro, alla scena musicale).
Non dimenticando, anzi sottolineando, i readings di poesia e musica di poeti coinvolti nel movimento, come Gianni Milano. Le organizzazioni pacifiste o di protesta organizzata, come Onda Verde.  Riviste e fogli informativi come Mondo Beat e Urlo Beat.
Case editrici come la Pitecantropus. Esperienze comunitarie come la tendopoli di Via Ripamonti a Milano (più nota come Barbonia City).  Il Beat italiano in realtà fu un fenomeno globale molto articolato e sotto vari aspetti anche una precisa chiave di lettura per comprendere il terremoto culturale e di costume che travolse (in senso positivo), le nuove generazioni apparse da allora ad oggi. La Toast, sempre interessata a far chiaro, ha ritenuto opportuno documentare quel periodo facendo affiorare gli aspetti più stimolanti per mezzo del doppio album “Oracolo” (1988, contenente una carrellata di suoni dal ’65 in avanti), “Ricorda Con Rabbia” (1989), “Fiori & Colori” (1993) e collaborando anche a “Manifesto Beat”, il volume enciclopedico sul Beat italiano, tutt’ora unico nel suo genere, curato da Salvatore D’Urso (Ursus) nel 1992.  La strada era aperta e da quel momento non sono mancate ristampe, libri ed analisi, in buona parte positive, di quel ormai lontano ma significativo e fondamentale periodo.

* 1988: Oracolo (una voce dal deserto)

very great rare double LP
(www.popsike.com)

Mentre buona parte dell’Italia musicale era impegnata a ricercare il successo a tutti i costi, Giulio Tedeschi, cura e monta in dodici mesi “Oracolo”: quattro facciate di documentazione sonora (da metà anni sessanta a fine
ottanta), una copertina multicolorata apribile disegnata da Ursus, dettagliate note informative, una breve ma precisa antologia di poesia underground (“Sierra Bonita”) e una storia disegnata dallo psyco artista milanese Matteo Guarnaccia dal titolo “Tocca la Terra”. ”Oracolo” è da considerarsi un’opera unica, nata per ricordare e documentare; pubblicata in sole 1000 copie è diventata da subito un cult per ricercatori di cultura pop, amatori e fans di tutto il mondo.

* 1988: un assaggio di Toast

Sempre nell’88, la Toast, con la collaborazione delle Edizioni Progetto di Vercelli pubblica “Un Assaggio di Toast”, una trentina di pagine in carta patinata che racchiudono una serie di foto a musicisti Toast: scatti di Massimo Setteducati selezionati da Giulio Tedeschi. Memorabili quelle che ritraggono i Peter Sellers. Il lavoro viene presentato durante il Meeting delle etichette indipendenti di Firenze di quell’anno. Una presentazione molto estemporanea, effettuata tra una contestazione e l’altra al comitato organizzativo, ritenuto da molti non in grado di gestire le nuove sfide che il mercato italiano richiedeva: la Toast, chiaramente, era fuori dai cancelli.
Buona parte delle foto in questione verranno ripresentate una volta o l’altra all’interno di una photo gallery inserita nel nostro sito.

* 1990/1998: Punto Zero (360 gradi di musica in tempo reale)

Nel ’90 nasce “Punto Zero”: il maggiore archivio di musica rock italiana. Una banca dati (simile come ispirazione e metodo ai Dischi Del Sole di passata memoria) che raccoglie in tempo reale suoni e stimoli creativi
della nostra scena musicale (Go Flamingo, Forbici di Manitù, Kickstart, Acth, Effervescent Elephant, Vetriolica, Statuto, Incontrollabili Serpenti, Sciacalli, Gang, YoYoMundi, Agenzia Tormenti, Ataraxia, Klasse Kriminale,
Paul Chain, Marlene Kuntz, Kirlian Camera, etc.). La prima serie (foglio informativo più disco in vinile) termina nel 1996. Risultato finale: 25 numeri, più di 200 gruppi presentati e migliaia di copie vendute. Una chiusura forzata prodotta da una serie interminabile di eventi negativi tra cui in primo luogo i costi di produzione in forte aumento e sempre maggiori difficoltà a diffondere un supporto non digitale. In pratica: vinile vergine sempre più caro, spese collegate alla stampa del foglio informativo allegato in continuo rialzo, difficoltà a mantenere la vendita al dettaglio sotto le ventimila lire (il prezzo “politico” era uno dei cardini del progetto) e problemi collegati alla diffusione del disco ”tradizionale” all’interno del circuito commerciale impedirono di fatto la continuazione dell’avventura “Punto Zero” che termina tra mille rimpianti ed incertezze. Rimane sulla carta inevaso,un piano che avrebbe dovuto riconvertire l’audiorivista al formato digitale e renderla quindi più appetibile non ai suoi lettori/ascoltatori (conquistati alla causa da tempo) ma ai nuovi arrivati.
In realtà “Punto Zero” non è morto.Ha frenato “dolcemente”. Sospeso tra terra & cielo come uno Zeppelin a riposo. E da quella posizione attende. Dopo essersi ritagliato, a dispetto della sua “apparente” assenza, un culto sotterraneo che rasenta la leggenda. Specialmente fuori dai confini italiani. Europa continentale e Giappone. In particolare

* 1994: un addio lungo una vita

Dopo aver stretto i denti per anni cercando di evitare lo strapotere digitale, polemizzando sempre e comunque contro quei ridicoli, buffi, patetici oggettini dal suono plastificato, anche la Toast deve cedere.
Nel Novembre 1994 viene pubblicato “3″ l’album cd dei Fleurs Du Mal. La bellissima (graficamente molto piacevole) pietra dello scandalo che darà il via alla svolta digitale. La delusione è forte.
Impossibile girarsi indietro. Meglio ammettere le sconfitte e non rimanerne travolti…

* 1996/1997: la svolta

Le esigenze cambiano in continuazione. Come i desideri. Anche la Toast continua il suo stagionale mutamento di “pelle”. Tra il ’96 ed il ’97 il lavoro di produzione, dopo un ’95 sotto tono, cresce. In parallelo all’aumento di interesse riscontrato tra il pubblico specializzato: “desiderio” questo, non soddisfatto certo dalle majors che continuano ad essere imprigionate da una visione superata, datata e sotto certi punti di vista, fortemente limitata e provinciale della musica italiana. La Toast, facilitata dalla sua piccola ed elastica struttura, affronta le nuove sfide, programmando nel ’97 un lavoro di produzione suddiviso per sottoetichette: contenitori dedicati ad un particolare genere musicale o comunque ad una certa tendenza (con tutta l’elasticità del caso). L’unico modo per razzionalizzare le proposte, facilitando possibilmente anche le scelte della clientela. Nasce così la Toast Ganesh, votata ai suoni di tendenza psichedelica (No Strange, Dead Freaks Society, Hush). La Toast Tribù, diretta a ricercare proposte ruvide e garagiste (Jet.sons, That’s All Folks, Sinnerdolls). La Toast Musique specializzata in
suoni elettroacustici (Acustica, Paul Fava, Marcello Capra). La Toast Italiana dedicata all’area del mediterraneo (Traccia Mediterranea,M.I.L). La Toast Flowers per il beat/mod (Bag One). La Toast Gothic pronta a
recuperare onde New Wave/Dark (Alma Mater). Senza perder di vista la Toast  vera e propria che tra le altre cose pubblica la nuova prova live (in Olanda) dei Fleurs Du Mal, i Cheap Wine e gli italo-spagnoli Los Hijos Del Viento.

* 1998: istante su istante

La Toast “gioca” a stupire. Le primissime settimane del nuovo anno vengono utilizzate per progettare una nuova collana informativa: la Toast Istante. Dedicata alla presentazione di progetti musicali “urgenti”
che hanno, per vari motivi, l’esigenza di uscire in tempi molto brevi (al momento i torinesi Matka e i pescaresi Agua Calientes). Altri progetti: la Toast Romantic interessata al prog e attivata con la
pubblicazione del minicd dei torinesi Sciarada e la Toast Free dedicata alle proposte difficilmente etichettabili come i Figli di Guttuso, primo titolo della collana. A Novembre la Toast partecipa a “Label It” a Modena e al
“Music Meeting” di Faenza. A Dicembre la Polygram viene assorbita dalla Universal. Decine di gruppi italiani, convinti di aver raggiunto il “paradiso” si trovano dal giorno alla notte senza casa.

* 1998: www.toastit.com

Impossibile fermarsi: per questo la Toast, dopo alcune stagioni con forti incertezze telematiche, prende il volo anche su Internet. Il sito, aggiornato quotidianamente e in continuo mutamento contiene cataloghi, informazioni, archivi, rassegne stampa, novità, foto. No MP3!

* 1999: poesia sonora

Inutile ricordarlo: la Toast é nata per sperimentare. La nuova collana Kultur dedicata alla poesia, nasce in quest’ottica: autori o persone di loro fiducia leggeranno testi ed interventi poetici.
Per stimolare, ricercare comunicare. Primo titolo, “Uomo Nudo” di Gianni Milano. Un lungo poemetto psichedelico letto dall’autore, scritto nel ’66 e pubblicato per la prima e ultima volta nel ’74. Sottofondo musicale, un loop tratto da una versione inedita di ”Vibrazioni Di Alghe Marine” dei No Strange.

* 1999: continua il “viaggio”

Mentre il mondo attende con il fiato sospeso la chiusura del secolo, le bombe cadono su Belgrado, il Consorzio Musicisti Indipendenti chiude, la RTI viene venduta alla Sony e Piero Pelù abbandona il progetto Litfiba,
la Toast continua senza colpo ferire la sua difficile ma eccitante strada, compiendo venti anni (sommando il periodo Meccano). Dopo gli Isola di Niente per Toast Free che aprono l’anno in bellezza,escono Pranxter per Toast Tribù, Steve Sperguenzie & The Incredible Lysergic Ants per Toast Flowers, Temple Of Venus per Toast Gothic, i Sonora (ex Fasten Belt) per Toast Ganesh. Si progettano nuovi lavori discografici ed interventi promozionali vari.

* 1999: Festa di Compleanno!

Festa dei vent’anni il 27 Novembre a Faenza. Un pomeriggio musicale affollatissimo che viene utilizzato anche come apertura musicale del MEI 1999. Sono presenti, radunati da tutti Italia, molti gruppi Toast Records:
Jet.sons, Hush, Steve Sperguenzie & The Incredible Lysergic Ants, Temple Of Venus, e Matka. Una situazione tribal-musicale che avvia anche il “Madre Terra Tour, 2000″, che si svolge a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno.

* 1999/2000: salviamo il passato per conquistare il futuro

Non è il titolo di una pellicola minore giapponese. In questi due anni la Toast ha cercato di “salvare” (senza riuscirci del tutto) il patrimonio di master, registrazioni prova e altro che riposano in archivio.
Trasformando migliaia di ore analogiche in suoni digitali.Più ricerca che altro. Per riscoprire stimoli dimenticati, far affiorare musiche perse, salvare dal tempo tiranno architetture sonore condannate all’oblio. Mettendo in atto un viaggio dentro di noi. Per mantenere in vita ricordi, sensazioni. Gl’impalpabili sogni di migliaia di amici. Una scheggia piccola ma significativa della storia culturale italiana del dopoguerra. Sarebbe assurdo perderla per strada.

* 2000: affonda il ventesimo secolo

Le sfide continuano: l’anno parte come solito a tutto regime. Nuove uscite e nuovi progetti. Escono i messinesi Noema con ”La Danza” (Toast Free), i torinesi Officine Aurora con ”Appunti per una Nuova Vita” (Toast Free), di nuovo i Jet.sons in vesti italiane (“Aria Nuova” per Toast Tribù), il bis dei Matka (“Zen n.3″, Toast Free), i redivivi Nema Problema (“Karma.net”, Toast Free). Si “aprono” nuovi progetti con i cuneesi Gruppo Spontaneo di Musica Moderna (“Gruppo Spontaneo di Musica Moderna”, Toast Free) e Il Pianto di Rachel Cattiva (“Sottobosco”, Toast Tribù).

* 2000: Audiocoop

Marzo 2000, Faenza, Toast partecipa alla fondazione di ”Audiocoop”, futuro punto d’incontro di tutte le realtà produttive indipendenti italiane.
Ci crediamo…

* 2001: sapore di novità…

Moto perpetuo: Isola di Niente con “Angeli Mannari” (Toast Free) aprono l’anno. Quasi in contemporanea debuttano per Toast Pop! i punk-rockers torinesi Zerokelvin. Giovanissima band dalle mille speranze. Altri progetti sono dietro l’angolo e spingono per uscire alla ribalta…

* 2001: “Che Notte!” quella notte a Tavagnasco

Bello riunire di nuovo tutta la tribù musicale Toast. L’occasione è stata la dodicesima edizione di Tavagnasco Rock. Sino a notte fonda, domenica 22 aprile al Club Sport. Fuori un cielo stellato e l’aria delle Alpi ad eccitare la fantasia. I patecipanti: Gruppo Spontaneo di Musica Moderna, Matka, Officine Aurora, Zerokelvin, Isola di Niente. Tutti hanno lasciato un pezzetto di cuore a Tavagnasco.

* 2001: ci mancava l’Opera Rock

Dopo tre anni di intenso lavoro creativo, Toast manda in stampa il “Cantico dei Cantici, volume primo”, una rock opera che mette in musica una delle parti più intense e ispirate della Bibbia. Il lavoro, firmato da Mauro Pertosa e Nicola Bortone si è avvalso della collabozione di una ventina tra musicisti, coriste e tecnici. 74 minuti di suoni “progressivi” che rimbalzano tra rock, etno-music (specialmente quella riferita al bacino del mediterraneo), influenze medioevali, presenze psichedeliche, una certa tradizione celtica. Decine gli strumenti usati: quelli più vicini alla tradizione rock (in particolare tutta la gamma dei “suoni chitarristici”) e svariati oggetti musicali della tradizione occidentale e  orientale (flauto, oboe, cornamusa, maracas, mandolino, charango, arpa celtica, jambè, darabuka, bouzouki, leguetti, kembali, violino, pianoforte, clavicembalo, bonghi…).
Un’opera unica che riteniamo sia destinata a diventare un vero e proprio classico.

* 2001: Premio Toast per MEI 2001

Strano, ma in Italia mancava un Premio dedicato alla musica strumentale.  Toast Records, con la preziosa collaborazione del MEI, ha chiuso questo “buco nero” e per l’edizione 2001 del Meeting ha messo in atto
una selezione nazionale per ricercare e premiare Artisti che dedicano la loro creatività a questo tipo di progetti.
Vincono i palermitani Flam&Co. che ritirano la Targa direttamente a Faenza, durante il MEI, nella serata di sabato 27 novembre. La giornata della premiazione si chiude con un loro bellissimo concerto notturno, che durerà molto oltre la mezzanotte. Per la gioia di tutti i presenti.

* 2002: bad vibes, good vibes…

Non sono momenti sereni. Siamo circondati da guerre mai dichiarate, crisi in Borsa, scioperi generali, autoritarismo globale strisciante, flop dei consumi e chissà quant’altro. L’incorruttibile Toast continua la sua strada, spremendo energia e attivismo operativo. Produzioni discografiche (Marcello Capra “Alchimie”, Tito & Thee Brainsuckers “Exorcismo Blanco”, Karmablue “Erratico Estatico”). Produzioni artistiche (Scanferlato, al Minirec Studio di Torino in Aprile e Guignol in autunno). Forti collaborazioni con AudioCoop. Il tutto arricchito da varie operazioni “esterne”: con AICS per “Suoni da AudioCoop”, con ARCI per la Festa della Musica 2002, con l’associazione Imagine per tutte le attività collegate ai Murazzi di Torino, con la livornese Ladymusic Records per il festival estivo di Tirrenia, con Pegorock 2002, con il MEI e con tantissime altre realtà sparse sul territorio…

* 2002: Toast incontra “Demo”

“Demo” nasce a inizio 2002. Lo curano due vecchie volpi della scena musicale/televisiva/radiofonica/giornalistica italiana: Michael Pergolani e Renato Marengo. Toast incontra “Demo” per mezzo dei Livido, conosciuti grazie alla trasmissione. I Livido firmano un contratto. Viene avvertita, come è giusto in quasti casi, la Rai nelle persona degli autori della trasmissione. Subito dopo un incontro a Roma. In quella occasione si parla di editoria indipendente e di AudioCoop.
AudioCoop qualche mese dopo, inizia ad appoggiare “Demo” riconoscendo a Pergolani & Marengo un Premio Speciale per il complesso ma gratificante lavoro intrapreso. Positivo no?

* 2002: con AudioCoop

Toast decide di compromettersi a fondo con AudioCoop, il coordinamento delle etichette indipendenti italiane. In che modo? Partecipando alle attività nazionali e locali e arrivando al punto di “sacrificare” Giulio Tedeschi, label manager dell’etichetta, imprestandolo momentaneamente all’associazione. Tedeschi, sin dall’inizio nel comitato di presidenza di AudioCoop, dal febbraio 2002 ricopre anche la carica di referente AudioCoop in Piemonte e Val d’Aosta e da fine 2002 viene destinato a seguire i progetti speciali di AudioCoop nazionale.

* 2002: 6/13 ottobre, missione in Bosnia

Missione in Bosnia: in collaborazione con ARCI, Toast Records invia a Bajna Luka i Tito & Thee Brainsukers che si scatenano in alcuni club cittadini. Live decisamente infuocati. Uno di questi registrato dalla televisione di stato bosniaca. Accoglienza caldissima da parte dei ragazzi e un video collettivo come testimonianza finale…

* 2002: MEI, Premio Toast, AudioCoop Fest e molto altro

Un MEI veramente frenetico quello del 2002. Molto movimento. Aria nuova. Tantissimo pubblico. Un mare di incontri & di iniziative. Il Premio Toast viene riconosciuto ai bolognesi Stereokimono. Nasce Cortocircuito (la comunità dei punti radio televisivi indipendenti). Si parla di MediaMusicaItalia, la distribuzione discografica  alternativa garantita da AudioCoop. Vengono premiati Pergolani & Marengo per il lavoro che stanno conducendo in Rai per gli emergenti. Sabato sera, dalla mezzanotte in avanti in un centro sociale vicinissimo alla fiera Toast Records & AudioCoop organizzano una Festa notturna con la partecipazione di tantissime realtà musicali italiane.
Si chiude all’alba…

* 2002: una nuova sfida

Affoga dietro l’orizzonte un’altro anno: mentre tutti, ma veramente tutti sganciano, inseguendo regali, dolci, viaggi e tanga rosso fuoco, Giulio Tedeschi per Toast Records e AudioCoop lavora a testa bassa per costruire dal nulla in pochi giorni, “Radio Pirata”, la prima compilation del MEI. Verrà distribuita in edicola allegata alla nuova rivista musicale romana “Independent Music”. Un’altra sfida: affrontata e vinta.

* 2003: nel cuore di tenebre della musica indipedendente.

Independent Music nasce come progetto a metà 2002 dalla fervida immaginazione di Giulio Monaco milanese trapiantato a Roma. L’idea? Una rivista musicale formato tascabile (un quadrotto multicolorato di 70/100 pagine) in allegato ad un cd. Il tutto venduto in edicola al prezzo molto controllato di 08,50 euro. La collaborazione tra Independent Music, Toast Records, M.E.I e AudioCoop si concretizza durante il Meeting faentino del novembre 2002. L’operazione scatta quasi subito (fine dicembre) e si sviluppa tra Torino e Roma, coinvolgendo una decina di label indipendenti e tantissimi musicisti, manager e operatori del settore. Il risultato finale è un’antologia sonora che spazia tra i “soliti” noti (tra cui Subsonica e Afterhours), emergenti (Perturbazione, Estra, Isola di Niente), storici (Claudio Rocchi e Nada) e illustri inediti come Livido e Viamedina. Un gran bel risultato.
74 minuti di musica e 18 gruppi partecipanti. Un viaggio irripetibile nel cuore di tenebre della musica indipendente italiana…

* 2003: Pasqua con Yatra.

Appena finita la girandola di presentazioni di “Radio Pirata” (nelle FNAC di Milano e Verona, al “Posto” di Roma, alle “Scimmie” di Faenza, al Transistor di Torino) scocca l’ora di un altro lavoro impegnativo e con il tradizionale respiro nazionale. Anche questa volta è una compilation dal titolo “Yatra”. Curata da Michele Dotti di “Mani Tese”, da Giordano Sangiorgi e da Giulio Tedeschi con la collaborazione di MEI, AudioCoop e la produzione di Toast Records. Un lavoro costruito per segnalare il grave problema dello sfruttamento del lavoro minorile nel mondo. A Yatra si aggregano molti progetti sonori di rilievo (Jovanotti, Sepe, Gang, Stadio, YoYoMundi, Nomadi e tanti altri). Un lavoro coraggioso e positivo che raccoglie immediati consensi critici e di vendita. Mentre in Iraq le bombe americane cadono su Baghdad.

* 2003: Scanferlato & Guignol…la musica sboccia.

Nonostante i venti di guerra per Toast è una primavera d’incanto. Pubblica i minicd degli Scanferlato e dei Guignol (ambedue di area milanese). Collabora alla nascita di MediaMusicaItalia, la distribuzione indipendente per gli indipendenti. Partecipa alla nona “Festa della Musica” organizzata a livello nazionale da ARCI. Contribuisce al numero speciale di “Independent Music” primavera-estate. Si mobilita per le elezioni SIAE di giugno, appoggiando la presenza indipendente negli organi dirigenti della Società italiana Autori.

* 2003: Marcello Capra alla convention A.D.G.P.A

Marcello Capra partecipa con un concerto-serminario ospitato in una suggestiva struttura in vetro a ridosso della Fortezza Firmafede alla prestigiosa X° convention A.D.G.P.A a Sarzana (La Spezia) il 24 maggio.

* 2003: un’estate veramente “bollente”.

Dicono che l’estate del 2003 sarà ricordata per la sua rovente presenza. Per noi sarà indimenticabile. Non solo per le note ragioni climatiche, ma anche per le tante attività affrontate.

* Prospettive a tempo indeterminato

Non tirarsi indietro mai. Non girare le spalle.

Oggi, a distanza di due generazioni dal Big Bang iniziale, la vita continua. Come sempre. Senza compromessi. Lontani anni luce dagli squallidi patteggiamenti con le majors. Liberi di sbagliare. Pronti a conquistare nuovi territori: oscuri e sconosciuti. Abbandonando al bordo della strada gli scarti che verranno poi divorati dagli avvoltoi della grande industria, abituati a nutrirsi di scorie. Avanti, per la vostra e nostra gioia.